
Originariamente Scritto da
Kobra
Il "povero pirla"...
“Sapere che Battisti è libero, per me è un pugno nello stomaco. Certo, me l’aspettavo, ma un conto è pensarlo, un altro è vederlo con i propri occhi” è stato il commento a caldo di
Alberto Torregiani, figlio del gioielliere assassinato dai Pac nel 1979.
Il padre, Pierluigi era stato condannato a morte dai Pac perché aveva ucciso, difendendosi, un rapinatore.
Così come
Lino Sabbadin, macellaio di Mestre, ammazzato nel suo negozio.
Il 25enne
Andrea Campagna fu condannato a morte da Battisti e i suoi compagni perché era un agente della Digos, dunque fu “giustiziato” con cinque colpi di pistola, a Milano.
Nel 1978 era già toccato al maresciallo
Antonio Santoro, direttore del carcere di Udine: colpevole di aver fatto il suo mestiere, dunque ucciso.
Per le vittime di Battisti non c’è stata alcuna possibilità di difesa, né di appello: ammazzate senza processo, neppure considerate umane, dato che le rivendicazioni dei Pac affermavano solo di aver “posto fine” alla loro “squallida esistenza”.
Riconoscendo lo status di rifugiato politico a Battisti,
il Brasile ha riconosciuto la legittimità di questa forma di “giustizia” proletaria e al tempo stesso l’ha negata alla magistratura italiana.
Per il ministro della Giustizia Angelino Alfano, la sentenza “prefigura un vero e proprio attacco al principio di sovranità dello Stato italiano, poiché mette in dubbio la tenuta delle sue alte istituzione democratiche”.
Non è affatto esagerato affermare, come ha fatto ieri il premier Silvio Berlusconi, che Brasilia “ferisce il nostro senso di giustizia”, prima di annunciare il prossimo ricorso dell’Italia al Tribunale Internazionale dell’Aia.
Non stupisce neppure la reazione indignata del (solitamente pacato)
presidente Giorgio Napolitano, secondo cui: “la decisione lede accordi e amicizia”.
Il capo dello Stato appoggerà “pienamente ogni passo che l’Italia vorrà compiere”.
Infatti, “La partita non finisce qui” come ha affermato il ministro degli Esteri Franco Frattini, che ha denunciato la scarcerazione di Battisti come uno “schiaffo all’intero mondo democratico” e ha annunciato l’attivazione degli “strumenti di tutela internazionale, a partire dalla Corte di Giustizia dell’Aja”, anche perché “questa decisione ha fatto prevalere la politica sul diritto”.
L'Opinione delle Libert
Questi sinistrati amici e compagni di assassini ed ergastolani nemmeno di fronte alle parole del loro compagno più illustre trovano la decenza - se non altro! - di tacere.