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Discussione: In morte di un collega

  1. #1
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    Exclamation In morte di un collega



    Mercoledì 14 giugno alle ore 18.00 al Mel bookstore in via de' Cerretani n. 16r a Firenze (tel. 055 287339)

    presentazione del libro di Fabrizio Rinaldini In morte di un collega Sassoscritto editore, 2011

    Fabrizio Rinaldini In morte di un collega Sassoscritto editore, 2011
    collana Topazio, Firenze, 2011, 304 pagine, 13,50 euro. Richiedere a:

    Sassoscritto S.r.l.Via Masaccio n. 176 - 50132 - Firenze tel. 055 5535179 cell. 3343204757

    SassoScritto Editore

    "Un suicidio che non è un suicidio, l'omicidio di una prostituta, un tecnico informatico in guerra con il mondo, una cura contro l'Aids che fa bene solo alle finanze di una multinazionale, un incidente in auto che non è un incidente. Fra romanzo d'autore e medical thiller, periferie post-moderne e librerie della vecchia Firenze, la storia di un uomo e di una donna in lotta contro l'ingiustizia e il destino. Ambientato tra Firenze, Prato, Sesto Fiorentino e Bologna. Fabrizio Rinaldini, fiorentino, è nato 55 anni or sono. Dopo una lunga disavventura giudiziaria che gli ha permesso di assaporare l'equanimità dell'italica legge, un matrimonio durato poco e finito male, qualche anno trascorso in Africa e in America del sud per lavoro, molte amicizie sbagliate e poche "fratellanze" vere e proprie, più di un legame sentimentale finito peggio del matrimonio, ha deciso che la cosa più divertente di tutte era scrivere. Così scrive, frequenta archivi e biblioteche per ricerche improbabili, e lavora come sistemista informatico per una multinazionale francese. Vive ancora nel contado fiorentino e non cambierebbe Badia a Settimo neppure con un attico a Manhattan con vista sull'Hudson, mantiene vivi i legami con la propria comunità ideale, ama i gatti, la birra Weisse, i Pink Floyd, Shakespeare, l'irraggiungibile Céline e Non, je ne regrette rien di Edith Piaf." Oltre a queste poche note trovate sul sito della libreria fiorentina che ospiterà la presentazione del libro posso personalmente testimoniare due cose: le ricerche di Fabrizio nelle biblioteche non sono affatto improbabili ma serie, precise e, per i miei gusti, molto interessanti. Il libro, che ho avuto la fortuna di leggere in anteprima grazie alla cortesia dell'autore, è assolutamente imperdibile. Una storia avvincente che ti cattura dalla prima all'ultima pagina, una comunità di riferimento e un mondo di valori che ci è familiare: "Ogni tanto Gloria gli chiedeva 'Chi è quello?' o 'E quello?', indicando un poster o una foto. E lui le rispondeva, cercando di riassumerle in poche frasi le vite, tragiche e meravigliose, di Codreanu, di Szalasi, di Josè Antonio Primo de Rivera, di Evita Peron, di Drieu, di Pavolini, di Darnand e di tanti altri. Si dilungò solo su Céline di cui lei aveva letto il Voyage, la foto lo ritraeva ormai vecchio, pochi mesi prima della morte, seduto col gatto Bebért sulle ginocchia. Le raccontò del suo lavoro come medico dei poveri nella banlieu parigina, gli ultimi anni, delle sue donne, della fuga da Parigi, della condanna. 'Sai tutto di lui' gli disse con ammirazione. 'Molte cose... il maledetto Louis-Ferdinand è stato uno dei più grandi del Novecento'. " Se questo fosse un paese normale Fabrizio sarebbe uno scrittore famoso e In morte di un collega un clamoroso successo editoriale. Ne consiglio a tutti acquisto ed attenta lettura. Per una volta, in mezzo a tanta spazzatura editoriale, denaro ben speso. Harm Wulf

  2. #2
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    Exclamation Rif: In morte di un collega

    Scusate l'errore: la presentazione del libro è domani Martedì 14 giugno
    Ultima modifica di Harm Wulf; 13-06-11 alle 18:41

  3. #3
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    Exclamation Rif: In morte di un collega

    Recensione:
    Fabrizio Rinaldini. In morte di un collega | Fondo Magazine


    In morte di un collega
    di Stenio Solinas 2/7/2011

    C’è un nuovo giallista in Italia, si chiama Fabrizio Rinaldini, il suo romanzo
    d’esordio si intitola In morte di un collega (Sassoscritto, 300 pagg, euro 14), il suo “eroe” è politicamente scorretto, il suo campo d'azione una Firenze fatta di librerie e pizzerie, prostitute slave e lavanderie cinesi, ferita a morte dal turismo eppure mortalmente bella. In morte di un collega mette in scena un omicidio mascherato da suicidio, una cura contro l’Aids che in realtà manda dritti all’altro mondo, un magistrato donna che cerca la verità e una procura che depista, il corrotto manager di un’azienda farmaceutica, un povero pensionato malato terminale, un racket della prostituzione, un finto attentato delle Br... E poi incidenti stradali sospetti, pirateria informatica, servizi deviati… A passo di carica Rinaldini si prende il lettore sulle spalle e se lo porta dietro per trecento pagine piene di avventure. “Politicamente scorretto” si diceva all’inizio. Già, perché Francesco, il protagonista, lavora con i computer e odia le multinazionali, si innamora di una piemme, ma detesta magistrati e “sbirri”, schifa la politica, ma da ragazzo ne ha fatta talmente tante che l'ha pagata con la galera... Rinaldini mette insomma in scena un sopravvissuto degli anni di piombo vissuti dalla parte sbagliata, un “fascio” che la fine delle ideologie, il crollo del comunismo e l’ascesa del berlusconismo ha ulteriormente radicato nel suo rifiuto del mondo. Perché poi, in teoria avrebbero vinto “i suoi”, ma quella destra al potere è per lui un incubo. Quanto ai nemici di un tempo, si sono riciclati nella managerialità o nella marginalità da salotto buono, globalismo, ecologismo light e girotondi, dritti dell’uomo e guerre umanitarie: un altro incubo. Senza appesantire il romanzo e tenendo a bada la retorica della nostalgia (c’è solo un troppo insistito rimando tolkieniano...) l’autore racconta un particolare tipo umano minoritario quanto saldamente radicato nella società italiana, di solito un “fallito di successo”... Uno che legge molto, ma non gli scrittori da best-seller, ama pittori come Caillebotte e poeti come Cardarelli…In morte di un collega è un noir malinconico dove chi vince perde sempre e comunque, nella miglior tradizione del genere. Sistemista informatico per una multinazionale francese, cinquantacinquenne, Rinaldini è un esordiente, come dire, di lungo corso: dalla quarta di copertina si capisce che ha vissuto, ha dato più di quanto abbia ricevuto, ha sbagliato e ha pagato e alla fine va bene così. Con qualche accorgimento (più sottrazione, meno dettagli) il suo Francesco, idealista e ruvido, potrebbe divenire il protagonista di una serie, ma il suo autore ha curiosità e cultura più che sufficiente per guardare eventualmente altrove. In alto i cuori, viene da dirgli.

  4. #4
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    Predefinito Rif: In morte di un collega


  5. #5
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  6. #6
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    Predefinito Rif: In morte di un collega

    La trama mi incuriosisce.
    Appena ripasso in libreria vedrò di procurarmelo.

 

 

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