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  1. #1
    Comunismo e Comunità
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    Exclamation Comunicato - Ripensamenti

    Comunicato - Ripensamenti

    I continui riferimenti polemici partiti dal blog Ripensaremarx verso il comunitarismo, la nostra concezione della comunità ed il comunismo comunitario ci hanno portato a constatare una totale inconsistenza teorica, politica e filosofica di tali attacchi sconsiderati. Oltre ad essere poveri di contenuto, questi sono controproducenti e indubbiamente segnati da un problema di concezione del mondo che non ci appartiene.

    Le critiche mosse al comunitarismo filosofico ed al comunismo politico lasciano chiaramente intendere che i redattori di Ripensaremarx non abbiano la benché minima idea di cosa stiano parlando, visto che continuano a confondere i piani di discussione teorica. L’attacco politico al comunitarismo è sbagliato a priori, perché è e non potrebbe essere altro che una visione filosofica. Ad una visione filosofica si può contrapporre solo un’altra visione filosofica, ma sappiamo bene che Gianfranco La Grassa (GLG) e Giovanni Petrosillo (GP) non possono avanzarne alcuna, in quanto acerrimi avversari di qualsiasi visione filosofica dell’esistenza.

    Il recente contributo di Mauro Tozzato chiarisce ancora di più l’inconsistenza delle critiche teoriche che ci vengono mosse. Chi ha mai parlato, per esempio, di “comunità fraterne di uomini di buona volontà”?! Nessuno dei nostri spazi ufficiali ha mai riportato una frase di questo tipo come obiettivo politico del nostro agire.

    Continua qui

  2. #2
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    Predefinito Riferimento: Comunicato - Ripensamenti

    A proposito di La Grassa


    1. I lettori dei due siti Comunismo e Comunità e di ripensaremarx.splinder.com hanno avuto modo di leggere il dibattito CP (Costanzo Preve) e GLG (Gianfranco La Grassa).Secondo la consueta modalità internet tara
    dell’invettiva, del sospetto, dell’insulto e del disprezzo anonimo quello che
    avrebbe potuto essere un onesto dibattito sullo statuto del pensiero di Marx
    (statuto che non è una cosa inutile ed astratta, ma influenza il modo di porsi
    nella politica e nella società) è presto diventato una batracomiomachia
    ridicola e personalizzata.

    Non me ne dichiaro colpevole. Ho delle colpe, ma non questa. Io volevo mostrare semplicemente una questione teorica generale e non personalizzata, e cioè che lo scetticismo metodologico,il rifiuto della filosofia come fondazione veritativa della conoscenza sociale(per quella naturale il problema non si pone esattamente negli stessi termini) ed in generale l’odio verso l’umanismo e l’idealismo (peraltro non conosciuti nemmeno nei loro esatti termini) si rovescia dialetticamente nell’apologia della aleatorietà. Il fondare il comunismo esclusivamente sulla vigenza o meno di certe tendenze sociali (socializzazione delle forze produttive, formazione di un lavoratore collettivo cooperativo associato, ecc.), ed il rendersi poi conto che questa tendenza non ha avuto luogo, comporta immediatamente il passaggio alla religione ed alla letteratura.

    Come si vede, si tratta di un serio problema teorico. Si è risposto, come di consueto, con espettorazioni e flatulenze varie. E c’è allora un momento in cui anche le vene e le arterie, purtroppo, si rompono. La pazienza umana, come è noto, è limitata.

    Purtroppo, la modalità internettara-indymediana della comunicazione porta inevitabilmente l’emergere in superficie dello spurgo di fogna, e cioè degli anonimi scorpioni che ne approfittano per manifestare il loro disprezzo per chi scrive. Non accuso GLG per questo. GLG è un signore che non sa discutere non sa entrare nel merito delle obiezioni, ripete maniacalmente il suo (rispettabile) punto di vista, rovescia la scacchiera, e manda la palla in tribuna in modo che si interrompa il gioco. Ma GLG non è uno spurgo di fogna. E comunque, sapete che cosa è successo? Che ancora una volta è
    successo quello che non avrei mai voluto che succedesse. E cioè che si è
    seriamente incrinata un’amicizia personale.

    Segue http://comunitarismo.it/Preve_glg.pdf
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    Muntzer il Sopravvissuto

  3. #3
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    Predefinito Riferimento: Comunicato - Ripensamenti

    A proposito dei comuni(tari)sti

    L’età del vuoto, oggi rappresentata dai ripensamenti (soprattutto di Marx) ha, come catagoria concettuale dominante, l’archeologia degli ideali politici, ovvero la fine delle ideologia.

    I cultori del ripensamento marxiano si trovano a proprio agio nella speculazione scientifica, perché gli permette l’illusione di trovarsi in un limbo concettuale, che è al di la del bene e del male.

    Questo posizionamento senza posizione è pura demagogia, frutto della depressione della nostra epoca, che ha una causa principale: non c’è niente al di la della nostra sopravvivenza.

    Questa posizione senza posizione permette di superare il trauma della perdita di posizione in anni di forti idealità. Essere stati emarginati politicamente e culturalmente da apparati burocratici divoratori di individualità, dove la ragione politica veniva prima della persona, permette ai sopravvissuti delusi da quell’esperienza oramai chiusa definitivamente, di coltivare la propria scienza senza preoccupazioni di tipo morale.

    Al di la del bene e del male, chiusi nella propria rabbia mal celata, si calpesta ogni riferimento all’uomo, allo sfruttamento, alla devastazione ambientale, ecc.

    Ma allora, ci domandiamo, tutte quelle spinte ideali che cosa erano?

    Si risponde: entusiasmo giovanile tradito da false ideologie.

    Gli scienziati che ripensano Marx hanno in odio ogni riferimento a Marx che non sia depurato da tutte quelle velleità giovanili.

    Si può parlare di Marx e di Lenin solo a patto di leggere Marx e Lenin dal punto di vista della posizione senza posizione: un non-luogo scientifico che paradossalmente vorrebbe rendere l’utopia non utopica, una negazione della negazione.

    Lo scienziato del ripensamento di Marx finisce per vedere come nemici anche coloro che apprezzano le sue teorie. Non può accettare che l’accettazione venga da una posizione altra, perché non esiste altro da sé.

    È un onanismo compulsivo.

    Vediamone alcuni aspetti.

    In primo luogo, può esprimersi nell’assumere il pensiero marxiano non solo come base scientifica, ma pure come base della struttura sociale, e ciò può avere come esiti il distacco e un atteggiamento passivo rispetto all’ordine politico esistente; come pure la sua trasformazione rivoluzionaria.

    Nel pensiero del ripensamento scientifico di Marx sono date entrambe queste possibilità.

    Ciò che non viene contemplato è la possibilità di subordinare il pensiero marxiano allo spirito, ovvero attuando una interiorizzazione dei contenuti scientifici secondo principi chiarificatori che risalgono ai dettami dell’umanesimo. Soltanto in questo modo è possibile pervenire a una critica razionalistica e ad una interpretazione in termini di legge etica.

    Tutte queste interpretazioni hanno in comune il prendere le distanze dai dogmi e dalle ortodossie.

    Quello che invece non si vuole comprendere dai ripensa tori scientifici di Marx è il loro retaggio dogmatico ancora avvolto nello spirito eretico, concepito come superiore in linea di principio alla lettera.

    Per i comuni(tari)sti non basta posizionarsi senza posizione. La negazione della negazione non è più sufficiente. Sarebbe troppo comodo posizionarsi senza assumere nessuna posizione. Essendo attuazionisti non possono permettersi un atteggiamento filosofico che prescinda da qualche principio etico. Sono al mondo e non possono permettersi di assumere una distanza radicale nei confronti del mondo e delle sue istituzioni politiche e sociali, per cui l’idea attuazionista risulta realizzabile solo attraverso le comunità insorgenti. Il principio di disobbedienza sviluppato dai ripensa tori scientifici di Marx risulta una cieca obbedienza verso lo sfruttamento dei dominati in vista di una teologia della potenza che verrà finalmente a liberarli.

    Noi comuni(tari)sti non vogliamo la disobbedienza dell’obbedienza, ma l’obbedienza alla disobbedienza.

    Per attuare le comunità insorgenti occorre rivoluzionare i rapporti sociali e politici, allo stesso modo nella realizzazione di Bernars Rothmann, Jan Matthis e Jan Van Leiden, che instaurarono il comunismo nel regno anabattista di Mùnster.

    C’è bisogno di attivismo rivoluzionario, di attuazione di comunità insorgenti all’interno del sistema capitalistico.

    Per i ripensatori scientifici di Marx, gli interessi che debbono essere perseguiti, non sono interessi per il sé ma interessi del sé e, più specificatamente, gli interessi di un sé precedentemente individuato.

    Il derivare una teoria senza riferiremento a motivazioni o concezioni dell’uomo significa disprezzare l’individuo in sé e per sé.

    Questa posizione senza posizione, concepisce l’individuo in termini interamente strumentali ed evoca una <società necessitata>, in cui gli individui considerano gli ordinamenti sociali come un onere necessario e cooperano soltanto al fine di perseguire interessi e scopi completamente altri da sé.

    Lo stesso problema si presentò quando negli anni sessanta, alla teoria marxista, fu sovrapposta quella freudiana.

    Ecco allora che il soggetto è un intruso in casa propria, e che la sua soppressione coincide con la propria morte.

    Uccidere se stessi per uccidere l’ideologia.

    Alla morte dell’ideologia subentra l’ideologia della morte.

    Come ha ben evidenziato Domenico Demarco (Una rivoluzione sociale. La repubblica romana del 1849, Napoli, 1944) nonostante le professioni anticomunistiche e antisociali, nella Repubblica romana del 1849 si attuarono previdenze ispirate a ideologie che si collegavano agli ideali della Rivoluzione francese (grazie anche al Buonarroti e alle società segrete), ai progetti carbonari di riforme agrarie, alle profonde esigenze etiche filo-proletarie di elementi mazziniani.

    Quindi, a dispetto della morte delle ideologie, il cammino delle insorgenze comunitarie per l’attuazione del comunismo, non vi possono essere riduzioni concettuali per esigenze scientifiche, seppur nobilmente ispirate al nostro Marx.

    Stefano Moracchi
    Muntzer il Sopravvissuto

  4. #4
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    Ottime risposte .

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da pietro Visualizza Messaggio
    Ottime risposte .
    Una Redazione come questa non potrebbe fare diversamente...

  6. #6
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    La Grassa torna a scrivere, mettendoci di nuovo in mezzo, senza criticare mezza riga di quanto abbiamo scritto...che spettacolo 'sta gente!

    http://files.splinder.com/7defc12a99...b2bcba6ed2.pdf

    http://files.splinder.com/2003222505...0a74d7dc48.pdf

  7. #7
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    Questi sò proprio infami, continuano, nonostante è evidente le menzogne che dicono su di noi, ma la pazienza ha un limite!!!
    _________________


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    Muntzer il Sopravvissuto

  8. #8
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    In uno dei suoi ultimi attacchi alla sinistra e ai comunisti il glg nomina solo noi, che dite, siamo veramente così importanti, o si tratta solo di "misera infamità"?


    Avevo impostato – e intenderei che il blog vi si concentrasse per svilupparlo – un drastico attacco all’antifascismo azionista, con le sue componenti democraticistiche (la “meravigliosa” Costituzione Repubblicana da difendere), buoniste, di permissivismo generale (solo per creare caos e disordine che favoriscono i disegni dei reazionari filoamericani), di pacifismo imbelle (idem come appena detto), ecc. Oggi, purtroppo, questo è l’unico antifascismo esistente, poiché quello autenticamente trasformativo, cattivo, duro (“pietà l’è morta”), si è liquefatto con la liquefazione di ciò che si era pensato fosse il comunismo (marxista e leninista, non utopista e comunitarista).

    V.C.U.
    Muntzer il Sopravvissuto

  9. #9
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    Poraccio...

 

 

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