



Non discutere mai in pubblico con un cretino, la gente potrebbe non notare la differenza


Riaffiorano i ricordi degli anni di passione
ritorna il vecchio sogno per la rivoluzione.
Racconti senza fine di gente che ha pagato
non puoi mollare adesso la lotta a questo stato.
La rivoluzione è come il vento, la rivoluzione è come il vento.


Finalmente ho dei numeri.. Nel 2009 l'Italia ha importato energia elettrica per 47.071 GWh (Bilancio energetico italiano) e nella bilancia commerciale la voce importazioni di energia elettrica per il 2009 è di 2.867 milioni di €. Quindi il rapporto è 0,06 €/kWh. Nel 2009 il prezzo lordo di un kWh è stato di circa 0,16 €/kWh. Il costo unitario di approvigionamento, essendo il 63% costi totali (Autorità per l'energia), è stato di 0,10 €/kWh. Quindi - se non ho sbagliato i miei conti - almeno per il momento e in questa quantità, l'importazione di energia elettrica sarebbe più conveniente della produzione nazionale.
Io non sono contrario al nucleare, anche perché non si riesce a capire quanto costerebbe davvero e questo rende più difficile formulare un giudizio, però mi chiedo se questa voglia di farselo in casa da zero non sia un rigurgito del vizetto nazionale dell'autarchia che come si sa (dal sesso, al caffé, ai computer) non è così soddisfacente come può sembrare.. Insomma il nucleare può davvero costarci così poco da coprire con il differenziale rispetto l'energia importata anche i suoi costi fissi? Mi sembra difficile..
Adesso però non datemi dell'ecoterrorista ho anche votato no al referendum.
Ultima modifica di olivo; 14-06-11 alle 03:22


Vabbè..non hanno mica detto che i gay possono adottare bimbi a anche da single..:sofico:
In certe cose la massa vede più giusto di certi governanti..tipo l'abbandono del nucleare..che è un scelta sacrosanta..
Non così il legittimo impedimento..che un governante ha diritto di mandare avanti il Paese senza essere stoppato da giudici disfattisti..
Gli altri referendum erano trascurabili..
Ma insomma..che gusto ci trovate ad avere centrali velenose che neppure riuscirete a smontare senza costi e difficoltà sovrumane..?
Il futuro è contenimento dello sviluppo devastante..o non è....hefico:
Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
(la via diretta non è la più breve)


è proprio perchè costa meno che la compriamo, mica perchè ne abbiamo bisogno, in italia la potenza installata è di gran bella superiore ai picchi massimi di consumo.
però la francia l'energia elettrica la produce col nucleare, che ha un drawback: non puoi controllare la produzione, devi produrla di notte e di giorno
ma di notte se ne consuma molto meno, e piuttosto che spendere dei soldi per niente la svende oltreconfine
e a noi ci conviene comprarla, perchè appunto la svende.
quando metteremo su le centrali nucleari, dovremo trovare dei vicini a cui svendere i nostri surplus notturni.
ah no, non le mettiamo le centrali


Energia, l'unica via è fotovoltaico e nucleare
Di Paolo Mutti
L’acceso dibattito in corso oggi nel Paese sull’eccessivo costo del fotovoltaico mostra tutti i limiti di una miope radicalizzazione e ideologizzazione delle scelte di politica energetica. Occorre qui ricordare che l’energia non ha colore politico né aiuta nessuno affrontare le scelte energetiche di un Paese mediante la demonizzazione dell’una o dell’altra alternativa. Le scelte energetiche di un Paese devono essere bensì realizzate tenendo conto delle diverse alternative possibili per comporre il mix energetico più adatto che porti a diminuire la dipendenza dai combustibili fossili.
L’Italia ha bisogno mediamente di 35 GW di potenza elettrica; il fabbisogno oscilla in realtà tra la notte e il giorno da circa 30 a 50 GW; si ha cioè la necessità di una potenza elettrica di base pari a 30 GW e una di picco pari a ulteriori 20 GW. Circa l’80% dell’energia elettrica viene prodotta mediante il consumo di combustibili fossili, in particolare gas, o viene acquistata dall’estero. L’energia elettrica in Italia è quindi: costosa, di alto impatto ambientale e fortemente dipendente da paesi esteri per il suo approvvigionamento.
Allo stato attuale esistono solo due alternative possibili per poter diminuire la dipendenza energetica del Paese dai combustibili fossili: il nucleare e le rinnovabili.
Un impianto termonucleare ha le seguenti caratteristiche: costo di generazione basso, necessità di funzionamento continuo – il nucleare è quindi adatto a generare la potenza elettrica di base, tempi di realizzazione molto lunghi, dieci anni o più. Inoltre, non si può ignorare che il problema dello smaltimento delle scorie radioattive non ha ancora trovato una soluzione, almeno con la presente generazione di reattori.
Tra le rinnovabili, il fotovoltaico è senza dubbio quella che sta avendo la maggiore crescita e diffusione. L’Italia è infatti ricca di sole; basterebbe un’area pari a circa lo 0,3% della superficie totale dell’Italia per produrrei 20 GW necessari di fabbisogno elettrico di picco. Un impianto fotovoltaico ha le seguenti caratteristiche: opera durante il picco di consumo dell’elettricità, è facilmente interrompibile, ha tempi di realizzazione molto bassi, dell’ordine di mesi. Per quanto riguarda il costo di generazione elettrica, nonostante esso sia sicuramente superiore al nucleare, anche se in continua diminuzione, è compensato dal fatto che l’impianto fotovoltaico può essere posto direttamente sul punto di utilizzo dell’elettricità, quindi a valle dei costi legati alla distribuzione.
Le caratteristiche del nucleare e del fotovoltaico sono quindi, come si può vedere, fortemente sinergiche e complementari. Per questa ragione entrambe queste scelte vanno sostenute insieme, senza che l’una venga utilizzata strumentalmente a discapito dell’altra. Questo si può fare continuando il supporto agli incentivi al fotovoltaico, soprattutto quando esso viene utilizzato in regime di autoconsumo e di scambio sul posto, e aumentando l’impegno a ricostruire il know-how necessario all’industria nucleare, soprattutto nella ricerca dei reattori di IV generazione.
In entrambi i casi, è però fondamentale aiutare lo sviluppo di una filiera industriale italiana, sia nel fotovoltaico sia nel nucleare,che sia in grado di realizzare e difendere il futuro energetico del Paese.
Queste sono da ritenersi le priorità energetiche del Paese: altro non è dato.
http://www.chicago-blog.it/2011/03/0...i-paolo-mutti/
Son talmente d' accordo che penso non ci sia nient' altro da aggiungere.
Ultima modifica di Murru; 14-06-11 alle 12:24


Non apro un altro thread, lo posto qui:
![]()

