
Originariamente Scritto da
Cuordileone
L'espressione é un colorita, ma non la rinnego, perché é ovviamente metaforica. Forse é con le percentuali che ho esagerato. Non é razzismo dire che senza la stragrande maggioranza degli extracomunitari provenienti da paesi più arretrati del nostro oggi staremmo tutti molto meglio. E anche se fosse razzismo, perché faccio un distinguo, non é un razzismo cattivo: non valuto le orde in base al colore della loro pelle ma in base alla cultura dominante. E' un discorso che lo si appoca quotidianamente, solo che quando non c'entrano gli immigrati passa liscio. Per spiegarlo dovrei dilungarmi, e non ne ho assolutamente voglia di farlo.
Inoltre essere cattolici non significa essere per forza di cose santi. La santità é un traguardo, difficilmente raggiungibile. Ma dubito che il paradiso sia abitato solo dai santi. Quindi ogni tanto credo vada bene anche incazzarsi. Non credo che questo possa pregiudicare l'eterna vista di Dio.
Essere cattolici non significa essere hippy: questa é un'idea distorta del cattolicesimo che molti hanno. Essere cattolci significa essere caritatevoli ma anche coscienziosi. Un cattolico ha il dovere di difendere la vita e l'ordine anche con la forza. Essere cattolici significa accogliere umanamente le persone, per aiutarle, ma significa anche volere politiche più responsabili e intelligenti. Quindi non capisco cosa ci sia di non cattolico nel volere che l'Italia diventi un posto migliore, come dal punto di vista della sicurezza lo era qualche anno fa, e allo stesso tempo aiutare gli stranieri, nei loro paesi, senza pioggia di aiuti economici senza controllo, ma con politiche di civilizzazione (e ovviamente di conversione).