L'Egemonikon, il sovrano interiore dello stoicismo corrisponde all'Atman?


L'Egemonikon, il sovrano interiore dello stoicismo corrisponde all'Atman?
Ultima modifica di Malaparte; 19-06-11 alle 23:21
Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.


Ecco un bell'articolo sull'egemonikon e dintorni...
“Sovrano interiore†e “visione del mondo†nel pensiero stoico di Marco Aurelio | Stefano Arcella
"Non posso lasciarti né obliarti: / il mondo perderebbe i colori / ammutolirebbero per sempre nel buio della notte / le canzoni pazze, le favole pazze". (V. Solov'ev)


Un altro articolo del medesimo autore, più focalizzato sui rapporti stoicismo/buddhismo.
Resta il rammarico per il fatto che il Barone non abbia avuto il tempo di scrivere un'opera sullo stoicismo come, a quanto pare, era nei suoi piani.




E' più simile al daemon di Socrate o all'Agatodemone, lo spirito buono benefico contrapposto al cattivo, il Kakodemone...hefico:
Ultima modifica di Strapaesano; 04-07-11 alle 12:19
"Non posso lasciarti né obliarti: / il mondo perderebbe i colori / ammutolirebbero per sempre nel buio della notte / le canzoni pazze, le favole pazze". (V. Solov'ev)


"Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
(Sutra di diamante)


Gioia e dolore hanno il confine incerto...


Ma certamente che è compatibile!
Si tratta di quella che in Oriente viene chiamata l'esperienza di "Coscienza Cosmica", laddove ogni cosa manifesta scompare e l'asceta ha la percezione di sè stesso nella centralità più totale, riposante su sè stesso, uno senza secondo.
L'esperienza può essere attivata anche dal proprio maestro, qualora l'allievo sia pronto. E' la cosiddetta "estasi" descritta dai veri santi (ex-sto: sto fuori), è scevra da immagini e ineffabile. E' il punto in cui atman e brahman si toccano.
L'esperienza è temporanea, ma l'asceta lavora perchè essa si stabilizzi e si consolidi al punto che ad un certo momento essa diviene costante e l'EGO soltanto un'appendice di ben poca importanza.
"Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
(Sutra di diamante)


Quindi possiamo dire che il terreno di coltura di Maya è quello della saparazione tra Brahman e Atman...che come dici tu e' lo scenario "ordinario" di agibilità per gli esseri umani.
Quello che ancora non riesco a comprendere è perchè "Dio" abbia voluto sbattere un ciglio e generare la dualità.
Ciao.
p.s. mi scuso per il messaggio vocale di prima (magari inopportuno) ma avevo in mano il giochino e mi son fatto prendere la mano.
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Gioia e dolore hanno il confine incerto...


Oppps "battere" non "sbattere"...
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Gioia e dolore hanno il confine incerto...