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    Predefinito D'Alema chiama, il piduista risponde

    Berlusconi: 'Pronto a tornare alle urne'

    09.42: 'Il governo andrà avanti tranquillamente, ma se non sarà così allora si tornerà al voto'. E' quanto ha detto il presidente del Consiglio Berlusconi e riportato dal quotidiano La Repubblica. Ieri l'affondo di D'Alema. La vicenda italiana potrà avere delle scosse - ha detto l'esponente del PD - il che richiede una opposizione in grado di assumersi la sua responsabilità.

    Politica - Berlusconi: 'Pronto a tornare alle urne'
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  2. #2
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    Predefinito Riferimento: D'Alema chiama, il piduista risponde

    Berlusconi: “Se necessario pronto a tornare al voto”
    Di admin • 15 giu, 2009 • Categoria: Primo piano

    “Il mio governo andrà avanti tranquillamente, ma se non sarà così allora si tornerà al voto”. Non è la prima volta che Silvio Berlusconi minaccia le elezioni anticipate. Quando sente “aria di complotto” brandisce il ritorno alle urne come un’arma. Sabato notte con gli amici a cena e poi ieri mattina al telefono con i suoi fedelissimi e con alcuni ministri ha spiegato il senso del suo affondo al convegno di Confindustria di Santa Margherita. Il riferimento al “disegno” per portare un “non eletto” a Palazzo Chigi ha come prima contromisura proprio la minaccia di interrompere la legislatura. Prima di partire per Washington dove oggi incontra il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, il premier ha confermato a diversi big del centrodestra di voler rompere il tentativo di assedio che si starebbe organizzando intorno al suo esecutivo.

    Berlusconi: “Se necessario pronto a tornare al voto†| CommunicaGroup.it
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  3. #3
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    Predefinito Riferimento: D'Alema chiama, il piduista risponde

    A pranzo si sfoga con Fini: non mi avete difeso abbastanza
    Sacconi: vogliono far fuori il Cavaliere ma gli italiani sono pronti a rivotare
    Berlusconi teme il trappolone
    "Sono pronto a tornare alle urne"

    di CLAUDIO TITO


    ROMA - Per ora è solo una minaccia. L'arma fine di mondo. Eppure Silvio Berlusconi ha iniziato a sventolarla. Non nelle occasioni ufficiali. Ma nelle riunione informali. Negli ultimi giorni, la "soluzione finale" è stata accennata in più di una circostanza. Quale? Le elezioni anticipate.
    Il presidente del consiglio si sente sotto assedio. Stretto tra le inchieste giornalistiche, le indiscrezioni sulle indagini condotte dai magistrati a Napoli e il terrore che altre intercettazioni telefoniche possano improvvisamente riemergere dal silenzio. E allora, ha detto ieri mattina in consiglio dei ministri, "non mi farò piegare". Davanti ai ministri ha evitato con cura di parlare esplicitamente di ricorso alle urne. Eppure nell'ultima settimana con i fedelissimi non ha affatto nascosto che l'ultima carta da giocare sarebbe proprio questa. "Se ci fosse uno show down - sono state le parole ripetute a diversi esponenti del governo - allora dovremmo ripresentarci davanti agli elettori. Chiedere il loro giudizio. E sono convinto che gli italiani staranno ancora con me".

    Allo stato, il premier non ha ancora deciso di imbracciare concretamente il fucile che possa porre fine alla legislatura. Vuole aspettare il risultato delle europee. Soprattutto vuole capire se il "Noemigate" e le inchieste napoletane sul termovalorizzatore imboccheranno una svolta decisa. Circostanze che lui definisce "scorciatoie" per disarcionarlo. "Ma se qualcuno insegue scorciatoie - ha ammonito - sarò io il primo a prenderle. Si torna al voto". Uno schema proposto pubblicamente pure dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi: Si cercano armi improprie per far fuori il presidente. Ma gli italiani sono pronti a rivotare". Ragionamenti che in modo meno esplicito il capo del governo ha fatto anche durante la riunione dell'esecutivo di ieri. "Più mi danno delle botte in testa - ha avvertito - più mi sento forte. Di certo tutte queste bugie, tutti questi attacchi non riusciranno a intimidirmi. Io non mi piegherò".

    Sta di fatto, che il sospetto di una macchinazione per assestargli una "spallata" è andato via via crescendo nell'ultimo mese. Il fantasma del "ribaltone" guidato nel 1995 da Lamberto Dini è tornato a materializzarsi dalle parti di Via del Plebiscito. Lo spettro di un governo istituzionale magari per realizzare una parte di riforme istituzionali o una nuova legge elettorale aleggia sui tetti di Palazzo Chigi. Le mosse compiute da settori della finanza e dell'industria lo hanno innervosito. Sospetta che anche in quegli ambienti si stia creando una sponda "ribaltonista". Il Cavaliere vuole subito spazzare via tutti i dubbi. Che in una certa misura ha manifestato anche al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Ma soprattutto li ha espressi con veemenza agli alleati. E già, perché dai partner di maggioranza avrebbe voluto più solidarietà dopo la richiesta di divorzio di Veronica, dopo le polemiche sulla famiglia Letizia e dopo la sentenza Mills. Tant'è che ancora in consiglio dei ministri ha protestato per come è stato difeso l'altro ieri nel corso della trasmissione "Porta a porta". Lì, a rappresentare il centrodestra, c'era Ignazio La Russa. "La prossima volta - lo ha rimproverato - chiamami e ti spiego come sono andate le cose". Del resto si è lamentato anche con il presidente della Camera, Gianfranco Fini. Ieri i due sono tornati a parlarsi dopo un bel po' di tempo. Il Cavaliere si è lasciato andare ad un lungo e appassionato sfogo. Non a caso da Montecitorio è uscita una sola indiscrezione sul pranzo: "solidarietà umana all'amico Silvio". Una formula, usata anche dal capo dello Stato, che non ha convinto del tutto il premier. Poi, certo, il capo del governo e il presidente della Camera hanno concordato i prossimi passi da compiere per ridurre il numero dei parlamentari e per le nomine Rai. Ma il cuore dell'incontro sono state le vicissitudini del Cavaliere.

    La carta del voto anticipato resta comunque una "extrema ratio". Berlusconi ha fatto sapere di volersi buttare a capofitto nella campagna elettorale. "Le volgarità di Franceschini sono un tonico per me". Adesso considera la frase del segretario democratico sull'educazione dei figli il suo cavallo di battaglia. Secondo il premier, anche il sondaggio recapitato ieri pomeriggio a Via del Plebiscito dimostrerebbe che il passo falso di Franceschini sta penalizzando il Pd. Sebbene sia cresciuta pure l'astensione di centrodestra. "Se poi c'è lo show down...".

    (29 maggio 2009)
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  4. #4
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    Predefinito Riferimento: D'Alema chiama, il piduista risponde

    Il Cavaliere all'incontro con Obama spiega ai suoi la mossa davanti agli industriali
    I militari in più per l'Afghanistan saranno presi dal contingente in Kosovo

    Il premier e l'affondo sul complotto
    "Attenti che riporto l'Italia al voto"

    dal nostro inviato CLAUDIO TITO

    WASHINGTON - "Il mio governo andrà avanti tranquillamente, ma se non sarà così allora si tornerà al voto". Non è la prima volta che Silvio Berlusconi minaccia le elezioni anticipate. Quando sente "aria di complotto" brandisce il ritorno alle urne come un'arma. Sabato notte con gli amici a cena e poi ieri mattina al telefono con i suoi fedelissimi e con alcuni ministri ha spiegato il senso del suo affondo al convegno di Confindustria di Santa Margherita.
    Il riferimento al "disegno" per portare un "non eletto" a Palazzo Chigi ha come prima contromisura proprio la minaccia di interrompere la legislatura. Prima di partire per Washington dove oggi incontra il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, il premier ha confermato a diversi big del centrodestra di voler rompere il tentativo di assedio che si starebbe organizzando intorno al suo esecutivo. "Ho voluto far capire - è stata la sua spiegazione - che stavolta non mi faccio ingannare". Naturalmente il riferimento è sempre al 1995, al governo Dini, insomma al "ribaltone". La sede scelta per "smascherare" il complotto non è stata frutto del caso: gli imprenditori. Gli esponenti del mondo economico e dei "poteri forti" che - a suo giudizio - vedono in Mario Draghi un'alternativa. Perché Berlusconi è convinto che tra i "complottardi" ci siano proprio diversi rappresentanti dell'imprenditoria. Così, sabato li ha avvertiti e nello stesso ha trovato il modo per tenerli sulla corda. Un modo, ha fatto capire ai suoi, per ammonire: "Quando verrete a chiedermi qualcosa, ricordatevi di cosa vi ho detto".
    Tant'è che, in partenza per gli States, i suo collaboratori lo hanno descritto più "soddisfatto" che "preoccupato" rispetto alla situazione italiana. Semmai l'apprensione è concentrata sul colloquio con l'inquilino della Casa Bianca. Il Cavaliere ha preparato il summit pronto a giocarsi tutte le carte pur di convincere Obama, di persuaderlo che "l'Italia sta dalla sua parte". Sa che al momento lo stato di rapporti con gli Usa non è più sereno come sei mesi fa. Il caffè che prenderà oggi pomeriggio con il presidente americano rischia di essere un test decisivo. Il presidente del Consiglio è il secondo leader europeo - dopo l'inglese Gordon Brown - a varcare la soglia della Casa Bianca. Lo farà in qualità di presidente di turno del G8. Le due delegazioni, sette persone per parte, si vedranno nello Studio Ovale.
    Obama chiederà cosa può fare l'Italia per onorare l'alleanza. Naturalmente si parlerà di Afghanistam e della disponibilità di Roma all'ampliamento del suo contingente. Berlusconi intende offrire a Obama questo schema: l'Italia troverà i soldati in più per Kabul grazie alla diminuzione di alcune centinaia di unità (da 300 a 500 su 3000) del contingente in Kosovo. Sul tavolo anche altri temi: Medio Oriente, Libano e soprattutto il G8 dell'Aquila.
    Ci sono anche temi potenzialmente spinosi. La recente visita di Gheddafi in Italia e la grande visibilità concessa al colonnello libico, i rapporti con Mosca (in particolare l'amicizia con Vladimir Putin e la politica energetica dell'Italia a favore del gas russo), le elezioni in Iran dove sono presenti molte nostre aziende, gli accordi disdetti con Fimeccanica (il "no" Usa agli eliccotteri Agusta), la possibilità che vengano trasferiti in Italia alcuni dei detenuti di Guantanamo e infne alcune affermazioni fatte di recente dal capo del governo come l'impossibilità che l'Italia possa diventare un paese multietnico. Prima di entrare alla Casa Bianca, il premier italiano visiterà una mostra sull'Abruzzo alla National Gallery. Poi renderà omaggio ai caduti del cimitero di Arlington. Dopo il faccia a faccia con Obama, avrà un incontro con la speaker del Congresso Nancy Pelosi.

    (15 giugno 2009)

    Il premier e l'affondo sul complotto "Attenti che riporto l'Italia al voto" - esteri - Repubblica.it
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  5. #5
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    Predefinito Riferimento: D'Alema chiama, il piduista risponde

    ma come fa a cadere se ha la maggioranza + grande e servile della storia della repubblica?
    -Ma dai, sarà la bora..
    -Ma non siamo a Trieste!

  6. #6
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    Predefinito Riferimento: D'Alema chiama, il piduista risponde

    Citazione Originariamente Scritto da MaRcO88 Visualizza Messaggio
    ma come fa a cadere se ha la maggioranza + grande e servile della storia della repubblica?
    Gomblotto.
    Semplice, no?
    C. De Gaulle: "l'Italia non è un paese povero. E' un povero paese".

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio
    Berlusconi: 'Pronto a tornare alle urne'

    09.42: 'Il governo andrà avanti tranquillamente, ma se non sarà così allora si tornerà al voto'. E' quanto ha detto il presidente del Consiglio Berlusconi e riportato dal quotidiano La Repubblica. Ieri l'affondo di D'Alema. La vicenda italiana potrà avere delle scosse - ha detto l'esponente del PD - il che richiede una opposizione in grado di assumersi la sua responsabilità.

    Politica - Berlusconi: 'Pronto a tornare alle urne'
    Che sottolinei il suo peso all'interno della maggioranza, ci può stare.
    Noto che d'alema evidenzia come, al momento la snx non sarebbe in grado di assumersi le sue responsabilità, ovvero, allo stato attuale non sarebbe in grado di governare.

  8. #8
    Cielo stellato
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    Predefinito Riferimento: D'Alema chiama, il piduista risponde

    Le elezioni le indice il Presidente della Repubblica, dopo aver valutato la situazione in Parlamento, non il Presidente del Consiglio.

    Se Berlusconi si dimette, si dimette e basta, non sta a lui decidere quando si vota. Dovrebbe averlo imparato.
    E finché ha la maggioranza alle camere non vedo chi possa costringerlo a dimettersi. Se invece non ce l'ha più, non può imporre un bel nulla, tantomeno lo sciogliemnto.

  9. #9
    Amico di Oniria..wooff...
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    Citazione Originariamente Scritto da Garat Visualizza Messaggio
    Gomblotto.
    Semplice, no?

    NO herr kommmmmandant

    Sie komplotten ja hefico: und wie.................... ci prepariamo alle future SKOSSEN del vostro baffino hefico:


    Fai una scelta dai il voto a KANEKORSO,"segui" la MIA candidatura sul fondoscala e vedrai crescerà in te la VOGLIA e ke voglia....RICORDA....metti la zampa WOOFF al centro della scheda hefico:
    amico di Fulvia...wooff

  10. #10
    a.k.a. tolomeo
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    Predefinito Riferimento: D'Alema chiama, il piduista risponde

    Citazione Originariamente Scritto da stephen Visualizza Messaggio
    Le elezioni le indice il Presidente della Repubblica, dopo aver valutato la situazione in Parlamento, non il Presidente del Consiglio.

    Se Berlusconi si dimette, si dimette e basta, non sta a lui decidere quando si vota. Dovrebbe averlo imparato.
    E finché ha la maggioranza alle camere non vedo chi possa costringerlo a dimettersi. Se invece non ce l'ha più, non può imporre un bel nulla, tantomeno lo sciogliemnto.
    uffa, che palle con questi professorini.

    si semplifica, tesoro.

    il pdr da l'incarico a qualcuno (draghi, fini, d'alema, chi vuoi tu), quel qualcuno non riesce ad avere la maggioranza per la fiducia, napolitano scioglie le camere.
    .

    A fool and his money can throw one hell of a party.

 

 
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