
Originariamente Scritto da
Antonio
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Prendiamo l’ultima delle emergenze, quella dei rifiuti. Nessuno – nemmeno la Lega – può contestarci che il Governatore della Campania, Stefano Caldoro, non abbia messo in campo tutti gli strumenti che aveva a disposizione per far fronte all’emergenza. Quello che abbiamo chiesto per porre un argine a un disastro che affonda le sue radici nei dieci anni di gestione Bassolino, è un atto di solidarietà da parte delle altre regioni. Un atto di disponibilità caldeggiato dal Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Una solidarietà che la Lega – che i vari Bossi, Calderoli, Speroni, Borghenzio, Castelli, Tosi, Gentilini, Reguzzoni, Zaia, Cota… ma l’elenco potrebbe continuare – ci ha negato. Ci ha negato con l’arroganza e la tracotanza che, da sempre, contraddistingue i comportamenti e i ragionamenti delle camicie verdi.
Ma ciò che, anche adesso, ci irrita non è il loro monotono e davvero ingiustificato “no” al trasferimento dei rifiuti della Campania in altre regioni, quanto la strana amnesia che sembra aver colpito una parte del popolo leghista quando gli si chiede conto delle migliaia di tonnellate di rifiuti industriali che, per decenni, hanno viaggiato (e tuttora viaggiano) dal nord verso la provincia di Napoli e di Caserta, avvelenando quel che resta di un territorio oltraggiato dagli scarti industriali dell’Acna di Cencio e delle altre centinaia di industrie padane che per risparmiare sui costi dello smaltimento non hanno avuto remore nello scendere a patti con la camorra.