
Originariamente Scritto da
Antonio
Condivido buona parte del tuo discorso, in particolare le critiche alla classe dirigente leghista.
Non condivido il tuo richiamo alla presunta "padanità", che credo sia percepita da un numero esiguo di persone e soprattutto è un sentimento nato, o comunque rilanciato, a seguito delle vittorie elettorali della lega.
Un'esempio illuminante io ho 49 anni, e vivo in Emilia, regione rossa per antonomasia da sempre ma anche profondamente Padana.
Quando ero bambino (negli anni 60/70) la lega non esisteva, e le contrapposizioni ideologiche DC/PCI erano molto forti, in quegli anni una cosa veniva ripetuta spesso ovunque: UN BEL MURO TRA FIRENZE E BOLOGNA E SAREMMO COME LA SVIZZERA!
Per motivi storici, sono un convinto assertore della abolizione delle regioni e credo molto nelle province. Ad esempio, l'Emilia-Romagna andrebbe divisa, e il Basso Lazio dovrebbe tornare ad essere ciò che è sempre stato (Terra di Lavoro, quindi Campania). Per non parlare di Puglia e Salento, ecc...
Quindi, più che abolire le province (espressione ed evoluzione delle vecchie realtà comunali), abolirei le regioni.
Sulla confederazione italica: sono ormai convinto che il cosiddetto "Centro Italia" non esista più. Vi è una zona (diciamo dalla toscana alle marche) che ormai è nord, ed una zona (Lazio e abruzzo) che è sud. Quindi l'idea di due "macroregioni", diciamo così, mi convince di più.
Le province, e i prefetti sono un vecchio retaggio napoleonico, modificate poi dal fascismo in maniera del tutto arbitraria.
A mio avviso le province sono enti inutili e andrebbero abolite, in quanto massima espressione di un centralismo unificante inaccettabile, sostituite da unioni di comuni su base volontaria delle popolazioni interessate.
L'Emilia-Romagna è una " Regione Artificiale " creata prima dai savoia per contrastare il rigurgito repubblicano romagnolo poi confermata (con un soterfugio dai costituenti) in funzione anti PCI. Oggi però ha raggiunto un buon grado di omogeneità ed è la seconda regione Padana per PIL
Ma queste sono finezze istituzionali. Il problema alla base è: se si vuole fare una secessione, chi si accolla il debito? Come viene ripartita l'Iva, nei territori ove ha sede l'azienda o nei territori ove vengono comprati i prodotti dell'azienda? Come risolvere l'oggettiva sperequazione delle infrastrutture? E tante altre cose...
Per questo sono scettico sulla soluzione "cecoslovacca": il Nord dovrebbe accollarsi spese e oneri che non è disposto a pagare. Non credo, però, nemmeno alla via "jugoslava", perchè la Lega abbaia (i fucili della Val brembana, i "300mila padani armati" per la libertà, ecc...), ma non morde sapendo di non poter contare su un "esercito popolare".
Secondo me, perchè non si può avere un esercito "popolare" se non si è "Popolo"... ma capisco che su questo tu non sia d'accordo.