Lo strano caso delle due sinistre
Lunedì 15 Giugno 2009 07:14
Scenari dall’opposizione. Non quella mediatico-oligarchica, plastica urlata del Partito democratico; non quella mediatico-ignorante, plastica giacobina del duo Di Pietro - De Magistris. Vogliamo divertirci.
di Giacomo Petrella
E lo facciamo guardando oltre, all’interessante e strano caso delle due sinistre; comunisti e vendoliani, fermi lì, al 3 % e poco. Il poco significa “zeru tituli”, come direbbe quella sagoma di Josè, allenatore del club di Bedy, fiera e motivata bolscevica; zeru tituli, zero seggi. Assieme, le due sinistre, avrebbero mosso un bel 7%, spedito qualche deputato in Europa, salvato, se volete, una nobilissima tradizione politica e, sopra ogni cosa, ridimensionato lo smottamento giustizialista verso il furbetto dei valori.“ C’è stata una scissione di troppo, negli ultimi tempi”. Laconico e distaccato il commento del valdese Ferrero. Lui ci ha provato, assieme al coriaceo Diliberto, con un mutamento, anzi una rivoluzione, un ritorno alle origini così poco analizzato prima del voto: ordine, pulizia, inquadramento di classe, molti operai, pochi “zingari e finocchi” nella campagna elettorale del nuovo Pci. Sembrava di essere tornati ai bei tempi, dove anche il più fiero animo conservatore si sarebbe ritrovato nella spartana sobrietà sovietica; addirittura, i giovani comunisti, avevano lanciato, nei giorni prima del voto europeo, una serrata campagna contro il dilagante dramma della cocaina, subdola “arma del sistema capitalistico”. Roba che nemmeno Casa Pound o Forza nuova. Roba d’impatto, finalizzata al recupero ‘leghista’ del voto operaio, nelle fabbriche del nord. Ci ha provato Ferrero ed è mancato davvero un nulla, uno zero virgola, un ortodosso in più. Sono mancati loro, soprattutto, i compagni arcobaleno, i rivoltosi vendoliani.
Loro, i francofortesi, bertinottiani di ritorno; forse i principali responsabili del crollo sinistro dello scorso arcobaleno, ideatori di quella Rifondazione Luxuria sommersa dal Titanic del governuncolo Prodi bis. Hanno però trovato un leader intelligente, omosessuale cattolico del sud, l’opposto del nordico valdese, apollineo quello, dionisiaco questo, retore formidabile, capace di costruire in Sinistra e Libertà il contenitore di un rinnovato radicalismo chic, antiglobal alla Bovè, riferimento di quella classe intellettuale frastornata dall’implosione, in termini di contenuti e voti, del Partito democratico. Il tutto, con occhi e orecchi tesi pragmaticamente verso Massimo D’Alema, con l’obbiettivo dichiarato di copiare il successo francese della lista verde Europe-Ecologie.
Difficile capire chi, nei prossimi anni, riuscirà a recuperare l’ala sinistra dello schieramento politico; se il platonismo comunista di chi vorrebbe una nuova identità del mondo del lavoro o le nuove formule dell’individualismo vendoliano, naturale evoluzione del Pannella pensiero. L’importante è che questo accada, il prima possibile, per restituire la politica alla politica, tamponando così il conflitto d’interessi di vecchi e nuovi magistrati.
Lo strano caso delle due sinistre




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