Il centro-destra si trova in un momento simile per certi versi al 2005, quando subì una delle più grandi sconfitte della sua storia, perdendo le elezioni regionali praticamente ovunque (tranne in due sole regioni).
C'erano fibrillazioni interne, dovute alla presenza di scompigliatori e professionisti del nulla, già in opera tipo Follini, o ancora agli esordi tipo Fini (che già cominciava i suoi "controcanti" con la storia dei 3 SI al refendum 2005). E c'era ovviamente quasi tutta la stampa schierata contro Berlusconi, il PDS che pregustava la prossima vittoria elettorale ("oggi raccomandazioni, domani merito"), e in generale un clima di sfiducia che aveva portato all'astensione gran parte dell'elettorato di centro-destra.
Eppure quella fu una scossa salutare, perchè il governo cominciò a rendersi conto di dover cambiare passo. Si cominciò con una lieve riduzione delle tasse, contestata masochisticamente dalla $inistra. E poi furono approvate diverse misure, in particolare due: una riforma della legittima difesa in senso più garantista, e una legge anti-droga. Insomma piccoli segnali che il governo si stava finalmente muovendo nella direzione giusta, a cui si aggiunse una rinnovata coscienza delle cose da fare, e una presenza più valida nei media, più efficace nella comunicazione (e in questo soprattutto Berlusconi fu davvero un mago).
Al sostanziale insuccesso del centro-sinistra nelle elezioni politiche del 2006 poi contribuì in gran parte lo stesso centro-sinistra, deciso a cavalcare la demagogia anti-berlusconiana e incapace di vedere i reali problemi dei cittadini.
La situazione in fondo oggi è simile: nel centro-sinistra oggi spicca Bersani, che è sicuramente uno dei pochi avversari temibili, ma per il resto finchè ci sono i Vendola, le Bindi e i di Pietro questa sinistra non ha molte prospettive. Restano da mettere in atto misure più concrete, o che abbiano maggiore impatto emotivo e comunicativo, in grado di scuotere i "delusi" del centro-destra. Non che non siano state fatte cose buone, anzi, ma sono state oscurate dalla propaganda avversa.
Da qui alle prossime elezioni politiche ci sono due anni, non uno solo come l'altra volta, cosa che forse non dà la stessa impressione di "acqua alla gola": non so se questo sia un bene o piuttosto un male affinchè si produca quella scossa di cui il PdL ha bisogno.




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