A VEDERLA, da fuori, sarebbe anche una bella stazione: pulita, ordinata, pressoché deserta verso le dieci del mattino ma pronta ad accogliere un’ondata di gente quando l’orologio batte la mezza, e i treni giungono in stazione. Una folla frettolosa, colorata, che sale e scende dal sottopasso, che inonda i corridoi per poi svanire in un attimo, nel fischio di un treno che s’allontana. Beh, ogni stazione ha il suo fascino, le proprie storie da raccontare.
A Massa, bastano pochi passi e la storia si legge sui muri sbrecciati, sui marciapiedi imbrattati, tra le siepi invase da rifiuti, sulle panchine inaccessibili, sotto gli alberi dove, nonostante l’ora, qualcuno ancora dorme. «Ci venivo da bambina, a giocare, sotto queste piante — ricorda Ivana Vita. Da mezzo secolo la sua autoscuola guarda la piazza —. Adesso vieto a mio figlio di entrare in quel parco. Spesso, con i clienti, ci dobbiamo chiudere dentro per la paura. Questa gente ha il controllo della piazza. Le panchine di fronte, sono occupate tutto il giorno da ubriachi, che spesso vanno alle mani, e spuntano cocci di vetro, bastoni, coltelli.
Di sangue, ne abbiamo già visto parecchio». Ci sono le cabine telefoniche: «Nessuno le usa. Il sangue era pure lì». Alessandro Triscornia è titolare del bar alla stazione: «Una settimana fa sono stato derubato — spiega —. Hanno sfondato e portato via i soldi delle macchinette dei videogiochi. Ho avvisato subito i carabinieri. Fuori ci sono le telecamere posizionate: spero abbiano registrato. Panchine, piazza, parco, tutto è occupato da “loro”». «Accade perché glielo consentono — interviene Nando Lazzarotti, tassista —. Forse le forze dell’ordine hanno interpretato male l’emergenza di questa zona. Non serve arrivare tutti insieme e presidiare la stazione un paio d’ore e poi lasciare tutto come prima. Magari si identifica quel padre che è venuto ad accompagnare la figlia senza rendersi conto che il “male” è nel parco, nei luoghi che circondano la stazione».
Un esempio di gestione della sicurezza? Sotto la pensilina, da circa due anni sono state applicate nove lampade, mai accese. «Abito qua vicino — ci confida Bruno Manfredi — e l’altra sera, quando ho visto coltelli e bastoni, sono fuggito. Le donne con i bambini non possono uscire la sera. Le bottiglie spaccate arrivano fin sulla strada». E che dire degli anziani che “praticano” la stazione? <<Sì, è colpa anche di que gli anziani che vengono qua, a cercare le ragazze che si vendono per poche decine di euro».
La Nazione - Massa Carrara - "Risse in piazza con i coltelli Qui le famiglie hanno paura"




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