
Originariamente Scritto da
ciddo
Ottimi contributi !! Giusto qualche commento.
Nella situazione attuale ci sono cose che NON si possono fare per evitare l'aggravamento della situazione, e una di queste e' aumentare le tasse. Se lo si fa si da un temporaneo sollievo al bilancio pubblico, ma si rischia di ammazzare definitivamente l'economia... Quindi NO a innalzamento tassazione sulle rendite finanziarie alla media europea (20 %); aumento tassa sul permesso di soggiorno (mario rossi), NO a inasprimento dell'IVA su prodotti di lusso e cibi con elevato contenuto di grassi (manfr ... pazzesco), NO a reintroduzione dell'ICI (morfeo).
Le considerazioni sulla presenza di piu' o meno ricchi/diseguali da tartassare, oltre a essere di dubbia validita' etica (se alcuni sono ricchi e' perche' hanno prodotto piu' ricchezza degli altri) non danno alcun vantaggio, nel senso che le tasse sono dannose per l'economia sia che colpiscano i ricchi, sia che colpiscano i poveri.
Poi ci sono cose che un ministro dell'economia non potrebbe fare, anche se lo volesse, per ragioni meramente politiche. Io ad esempio sottoscrivo molte delle ricette di Duca e di Benjamin... anzi, da anarcocapitalista vedrei di buon occhio ricette da autentica "macelleria sociale" (cioe' eliminerei i tax consumer, dal politico "statista"... all'ultimo degli usceri del ministero). Tuttavia, calandomi nei panni di un ministro che oggi avrebbe a che fare con la cultura, i meccanismi politici, e gli elettori italiani, pur sapendo di dover chiedere sacrifici, probabilmente :
- Non eliminerei le province: troppi oppositori tra i miei stessi compagni di partito. Da politico non riuscerei a dirgli che perdono il posto senza che mi facciano le scarpe. Inoltre e' una riforma complicata che implica il trasfermiento di competenze... e personale. Richiederebbe tempo e i risparmi non sarebbero immediati.
Ridurrei pero' i trasferimenti agli enti locali... accettando le loro proteste. Che siano poi loro a risparmiare sui servizi.
- Non licenzieri dipendenti pubblici, e non gli taglierei lo stipendio: in Italia e' politicamente impossibile... sono 4 milioni e bloccherebbero il paese. Bloccherei pero' il turnover e gli aumenti, accontentandomi di risparmi limitati, che sarebbero progressivamente in aumento.
- Cercherei di tagliare i costi della politica, ma sapendo che piu' che qualcosa di simbolico sarebbe difficile da ottenere. Forse sull'onda dello spread che si impenna qualche sacrificio anche dai parlamentari si potrebbe spuntare...
Quindi che rimane ?
- privatizzazioni... da fare a gogo. Anche se a prezzo di realizzo, l'importante e' vendere e ridurre il debito velocemente. Fs, poste finmeccanica, rai, immobili pubblici, demanio.
- Tariffe. Cercherei di far pagare le prestazioni pubbliche a consumo. Quindi ticket sulle visite, sulle prestazioni, sui ricoveri, sul pronto soccorso. Iscrizioni alle scuole con un contributo al costo del servizio. Mense a pagamento, doposcuola a pagamento.
I Trasporti pubblici devono avere tariffe che paghino almeno i costi del servizio.
- Taglio totale dei contributi alle imprese, e dei finanziameni a tassi agevolati. Questo dovrebbe valere anche per cliniche private e scuole private, il cui costo dovrebbe pero' essere reso almeno deducibile da chi decide di servirsene.
- Taglio delle missioni militari all'estero (frega sega degli "alleati"). Taglio secco all'edilizia pubblica. Graduale riduzione (fino a 0) dei contributi alle rinnovabili. Taglio alla ricerca pubblica... ma deducibilita' per quella privata.
- Riforma del mercato del lavoro in senso liberale (via art 18), e vendita delle imprese pubbliche (asili nido, trasporti pubblici, fornitura energia),etc). In questo modo si ottiene di riflesso anche la riduzione dei dipendenti pubblici.
- Sulle pensioni e' difficile ottenere grandi risparmi senza scatenare una rivoluzione, visto che sono stati pagati contributi. Su quelle informate al criterio retributivo farei scelgiere al contribuente se passare al contributivo, o accettare un aumento dell'eta' pensionabile. Per coloro che invece sono gia' nel contributivo, cercherei di far vendere all'Inps le sue posizioni ad assicurazioni private a scelta del cittadino, con totale liberta' di rinegoziare contributi e rendita.
Credo che in tal modo si otterrebbero risorse sufficienti da coprire anche una certa riduzione delle imposte (irap andrebbe eliminata subito, e le aliquote sono da tagliare, anche per cercare di alleviare il peso su chi dovra' iniziare pagarsi alcuni servizi) il che servirebbe a restituire efficienza al sistema e a dare ossigeno all'economia.