

“E quando ci si ammala? Che cosa si deve fare?” “Non c’è altro da fare che fermarsi. E sarà la natura stessa che, a lasciarla fare, un po’ alla volta si risolleverà dal disordine in cui è caduta”.


Calvino è un dilettante nei tuoi confronti!!
Ora, la progressività è sbagliata pure per me, e la parola ridistribuzione mi fa orrore (al contrario della solidarietà, in cui nessuno è lasciato indietro). Si ad alzare la soglia di aliqota zero e poi flat..ma regressiva mi sembra una follia che blocca i consumi.
Ma senza tagliare la spesa e riformare lo Stato (non lo fai subito, ma ci vogliono almeno 5 anni) sono discorsi accademici: ma fare una mossa di questi tipo (province, enti inutili, aziende locali, politici, dirigenti, pensioni non legate ai contributi versatietc.etc) tranquillizzerebbe i mercati senza bloccare il PIL.
“Productivity isn't everything, but, in the long run, it is almost everything. A country’s ability to improve its standard of living over time depends almost entirely on its ability to raise its output per worker.”
— Paul Krugman


L'utopia anarchica può essere sperimentata, e magari avere successo, se rapportato a piccole comunità. E' inimmaginabile in società con milioni di abitanti.
Secondo te, chi avrebbe il potere di imporsi su un mostro come la BP? I cittadini morti di fame di quei territori devastati e avvelenati? I quali, al massimo, possono darsi alle jacqueries.
"Io non intendo sostenere una moralità basata sull'evoluzione: dico come le cose si sono evolute e non come noi esseri umani dovremmo comportarci.", Richard Dawkins


Cioe' nessun cittadino puo' andare avanti. Poveri noi.
Il provvedimento... effetivamente sarebbe "rivoluzionario", farebbe scappare a gambe levate coloro che hanno rispamiato o vogliono risparmiare. Distruggerebbe ricchezza e distruggerebbe l'incentivo a produrla...Il provvedimento rivoluzionario proposto per quanto apparentemente radicale, è di assoluto buon senso: risolve il problema del debito pubblico, non incidendo neppure come altri sulla crescita e crea soprattutto pari opportunità di partenza tra tutti, realizzando quell'uguaglianza che non può che rimanere l'obiettivo principale di chiunque voglia definirsi progressista o di sinistra.
In due parole, miseria e fame.
Ultima modifica di ciddo; 13-07-11 alle 17:49


Era provocatorio ... ma nemmeno poi tanto.hefico:
In ogni caso non bloccherebbe i consumi, non piu' di quanto li bloccano le tasse progressive... ti rimando alla riflessione circa uno degli assiomi fondamentali dell'economia, questo: la produzione precede sempre il consumo.
Non lo fai non perche' non lo si possa teoricamente fare: anch'io nelle mie fantasticherie anarchiche sogno un governo Martino-Ricossa-Ron Paul... Bruno Leoni e Luigi Einaudi redivivi e che mandano a casa milioni di politici e dipendenti pubblici e ... tagliano la spesa !!!Ma senza tagliare la spesa e riformare lo Stato (non lo fai subito, ma ci vogliono almeno 5 anni) sono discorsi accademici: ma fare una mossa di questi tipo (province, enti inutili, aziende locali, politici, dirigenti, pensioni non legate ai contributi versatietc.etc) tranquillizzerebbe i mercati senza bloccare il PIL.
Non lo fai perche' ste cose esistono solo nella fantasia dei sudditi: le logiche del baraccone sono diverse... i servizi pubblici non sono li per fornire servizi pubblici, ma per ottenere consenso soprattutto da chi li ha il posto fisso, e per giustifcare la tassazione facendo credere che i servizi siano "gratuiti". In due parole, per la politica, tutti gli sprechi hanno beneficiari, e quindi non sono sprechi. Di questo bisogna tenerne conto, e un ingranaggio del genere non lo si scardina dall'interno ...
Ultima modifica di ciddo; 13-07-11 alle 18:22


Non tutta la pressione fiscale ha i medesimi effetti sulla crescita. Anzi, probabilmente se uno sa che solo una parte dei suoi averi viene trasmessa all'ereditiere è portato anche a spendere di più. L'uguaglianza è uno dei concetti fondamentali della nuova civiltà. Chiaramente non può essere diviso dalla libertà. E l'uguaglianza e il merito non sono affatto incompatibili, è vero anzi il contrario. Il provvedimento porterebbe indubbiamente ad un livello maggiore di meritocrazia. Mi sembra chiaro che più sono le differenze economiche di partenza meno conta il merito.
Inoltre, gli ingenti aumenti di entrate porterebbero sicuramente la possibilità di un grosso sostegno alla crescita, sia con investimenti pubblici mirati ad essa sia con tagli alle tasse che incidono più pesantemente sulla crescita.
Perché l'unico tipo di rapporto che riusciva a concepire era di tipo feudale. Non aveva la minima idea di cosa fosse il cameratismo al quale anelava l'anima. (E. M. Forster)


Assolutamente falso.
Viceversa aumenterebbe la ricchezza perché permetterebbe tagli alle tasse e investimenti che aumentano la crescita ferma allo zero. In quanto all'incentivo, ancora meno, i più svantaggiati sarebbero più incentivati perché avvertirebbero di essersi avvicinati ai più vantaggiati e cercherebbero di raggiungerli e in genere non diminuirebbe certo la tensione umana all'arricchimento personale (la qual cosa comunque obiettivamente ha molti lati negativi, dico la tensione all'arricchimento, anche se è economicamente fondamentale)Il provvedimento... effetivamente sarebbe "rivoluzionario", farebbe scappare a gambe levate coloro che hanno rispamiato o vogliono risparmiare. Distruggerebbe ricchezza e distruggerebbe l'incentivo a produrla...
In due parole, miseria e fame.
Perché l'unico tipo di rapporto che riusciva a concepire era di tipo feudale. Non aveva la minima idea di cosa fosse il cameratismo al quale anelava l'anima. (E. M. Forster)






Scusate, mi riferivo a questo:
1) abolizione articolo 18 e contemporanea messa fuori legge di qualsiasi contratto interinale
2) abolizione illicenziabilità pubblici dipendenti
3) privatizzazione totale di Poste e Trenitalia
4) Abolizione province, assegnazione loro competenze a comuni e regioni, licenziamento di tutto il personale in esubero
4) ticket su tutte le prestazioni sanitarie
5) revisione tabella farmaci gratuiti con restringimento del numero
6) dimezzamento del numero dei parlamentari e del loro stpendio
7) abolizione comunità montane e trasferimento loro competenze a comuni e regioni, Licenziamento del personale in esubero.
8) riacquisto della rete di telefonia fissa da Telecom ed affitto della stessa a tutti gli operatori
9) Liberalizzazione di gran parte delle professioni oggi non liberalizzate
10) legalizzazione droghe leggere, messa a coltura delle terre demaniali a marjiuana, affidamento della coltivazione a cooperative di disoccupati, istituzione dei coffee shop
11) legalizzazione della prostituzione
12) liberalizzazione licenze per i casinò
13) ritiro immediato da tutte le missioni militari all'estero
14) utilizzo delle forze armate per difendere la mia riforma e se necessario, aumenti consistenti allo stipendio delle medesime.