
Originariamente Scritto da
hidetoshi777
Un bebè su tre figlio di un immigrato
Le statistiche di Veneto Lavoro: su 45 mila bambini partoriti nel 2010, 15 mila hanno almeno un genitore non italiano.
Quasi 500mila stranieri in Veneto
VENEZIA - Chiunque abbia avuto un figlio negli ultimi anni lo sa già: fuori dalla sala parto c’è sempre almeno un uomo di origine straniera e dentro, ancora più spesso, una ragazza immigrata. Niente di nuovo, ma a guardare le cifre sull’immigrazione di Veneto Lavoro presentate dall’assessore ai Flussi migratori Daniele Stival la scena è destinata a ripetersi sempre più spesso. Nel 2010 infatti un quinto dei bambini nati negli ospedali veneti è figlio di immigrati e, se si contano anche quelli che hanno ottenuto la cittadinanza sposando un italiano, la quota dei neonati con almeno un genitore straniero sale a un terzo del totale dei circa 45 mila veneti venuti alla luce l’anno scorso. «Si tratta di un fenomeno che si consolida sempre di più - spiega Bruno Anastasia di Veneto Lavoro - e che risulta essere perfettamente in linea con il resto dei paesi europei».
D’altro canto il numero di stranieri di tutte le età sparsi per il territorio regionale è aumentato di quasi venti volte negli ultimi vent’anni. Da poco meno di 30 mila all’inizio degli anni Novanta, gli stranieri regolari sono arrivati a 600 mila e potranno superare la cifra di due milioni - tra quelli di origine straniera ormai naturalizzati e i nuovi arrivi - prima del 2030. E se tra meno di vent’anni i veneti potrebbero dunque essere per un terzo uomini e donne di origine non italiana - capaci comunque di parlare dialetto - oggi i lavoratori stranieri sono 230 mila, poco più dell’10 per cento della popolazione attiva totale. Più alto invece il numero di disoccupati stranieri rispetto a un paio di anni fa. La crisi infatti ha colpito per prima la compagine extracomunitaria che ha registrato un tasso di disoccupazione quasi doppio rispetto a quella dei colleghi italiani. Anche se gli stranieri tendono a ritrovare lavoro più facilmente del resto dei disoccupati - non avendo reti familiari di sostegno molti sono disposti ad accettare qualunque occupazione - rimangono la fascia di popolazione più esposta alla povertà. Negli ultimi due anni infatti è aumentato esponenzialmente il numero di stranieri che hanno ripreso a lavorare come collaboratori domestici in attesa di trovare una nuova occupazione preferibilmente nel settore del turismo o nel comparto manifatturiero chieda quest’anno ha iniziato a riassorbire la manodopera più qualificata.
E la situazione delle aziende venete è tale da spingere anche l’assessore ai flussi migratori, lo stesso Daniele Stival che qualche mese fa aveva proposto di usare il mitra per i profughi a dire che, per quanto riguarda l’istruzione professionale, «la Regione deve attivarsi per dare sostegno alle famiglie extracomunitarie ». I minori stranieri che frequentano gli istituti scolastici sono ormai 83 mila e rappresentano il 10 per cento della popolazione scolastica dell’intera Regione. Gli stranieri dunque sono sempre di più e sempre più integrati visto che nonostante la crisi, i flussi non hanno portato a nessuna battuta d’arresto dei migranti che trovano ospitalità in Veneto presso le abitazioni affittate o acquistate dai loro connazionali. Non è un caso infatti se lo sportello informativo rientri attivato dalla Regione cinque anni fa è stato contattato l’anno scorso da meno di duecento migranti interessati a ritornare in patria (non sono inclusi tutti quegli stranieri che hanno temporaneamente inviato la famiglia nel paese di origine in attesa di trovare una nuova occupazione). L’aumento di stranieri inoltre riflette ormai da anni le proporzioni delle singole comunità di immigrati. Anche quest’anno infatti la comunità più ampia è quella dei romeni con quasi 100 mila presenze in tutta la Regione, seguita da quella marocchina (56 mila), albanese (42 mila), moldava (29 mila) e cinese (27 mila). I dati di quest’anno infine confermano Verona come la Provincia con il più alto tasso di immigrazione del Veneto con più di centomila stranieri residenti, mentre Treviso quella con il più alto numero di studenti non italiani (26 mila). Anche nelle altre Province il tasso di crescita del fenomeno migratorio è rimasto invariato e dopo Verona seguono i territori di Treviso (99 mila stranieri), Vicenza (93 mila) e Padova (86 mila).
Alessio Antonini
28 luglio 2011© RIPRODUZIONE RISERVATA
Un bebè su tre figlio di un immigrato - Corriere del Veneto
Pioggia di eterno rosicamento per i razzistelli

iaociao:

iaociao:
Prendete e portate a casa
