2 - E IL MESSAGGERO SI "DIMENTICA" DI SCRIVERE CHE DON RUGGIERO E' STATO CONSULENTE DI RETROMANNO IN CAMPAGNA ELETTORALE
Addirittura "La Stampa", quotidiano di Torino, dedica alla vicenda un'intera paginata sulla cronaca nazionale con un titolo eloquente: "Il prete pedofilo che imbarazza la giunta Alemanno". Sottotitolo sulla stessa lunghezza d'onda: "Consulente del sindaco finisce alla sbarra. E il Comune non si costituisce parte civile".
Una vicenda pesante per il Campidoglio, con le solite marce indietro, gaffe, accuse, e l'immancabile epurazione. Ovviamente la notizia va forte nelle cronache della Capitale. Salta subito all'occhio, però, che il giornale per eccellenza di Roma, il "Messaggero", a differenza dei colleghi torinesi della "Stampa" releghi la notizia solo in cronaca. Ma salta ancora più all'occhio un altro particolare: nei due articoli dedicati dal "Messaggero" alla vicenda, inserita nelle pagine inoltrate della cronaca di Roma, non viene mai fatto accenno al fatto che don Ruggiero, il prete accusato di pedofilia, è stato il "garante per la famiglia" di Retromanno in campagna elettorale.
Che poi è il vero motivo per cui si è sollevato lo scandalo: il Comune aveva inizialmente negato l'ok alla costituzione come parte civile nel processo, lanciando il sospetto che il sindaco avesse voluto tutelare il suo consulente della corsa elettorale. Negli articoli firmati da Giulio De Santis/Cristiana Mangani e da Fabio Rossi non viene accennato neanche una volta il trascorso "politico" di Don Ruggiero, che fa invece titolo sulla "Stampa", sul "Corriere della sera - Roma" ed ha ampio spazio negli articoli della altre cronache.
Insomma, al "Messaggero" si sono "dimenticati" la notizia...
UN PRETE PEDOFILO è STATO IL “garante per la famiglia” di Retromanno in campagna elettorale - il Comune parte civile solo dopo le proteste - 'il Messaggero' si “dimentica” di dire che il prete ha fatto campagna per IL SINDACO DI ROMA...




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