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  1. #1
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    Predefinito Le bellissime recensioni di un utente di film tv

    Sono solito visitare il sito film.tv.it, che trovo sia uno dei migliori siti di cinema fatti in Italia, meglio di film up e di tanti altri.

    Ognuno può lasciare la propria recensione dei film, anche io mi sono dilettato a pubblicarne alcune.


    Ebbene, mi è capitato di imbattermi in un utente, tale "Peppe Comune"di Caserta, e di aver letto alcune sue recensioni.Probabilmente è un tizio qualsiasi, non un critico..

    Ma....tra tante recensioni del sito, più o meno comuni...

    Bè, trovo che le sue siano talmente belle, appropriate, capaci di rendere alla perfezione il film recensito, da lasciare stupiti..


    vi posto quella di Fargo dei Coen, e quella di Central do Brasil di Selles, perchè chi ha visto i film citati può ritrovarvisi.

    :giagia:

  2. #2
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    Predefinito Rif: Le bellissime recensioni di un utente di film tv

    CENTRAL DO BRASIL






    Dora (Fernanda Montenegro) è una maestra elementare in pensione. Con quello che prende con ce la fa a vivere e così "arrotonda" scrivendo lettere alla stazione centrale di Rio de Janeiro. Un giorno gli si presenta Ana (Soia Lira) per una lettera da spedire al marito che l'ha lasciata sola col piccolo Josuè (Vinicius De Oliveira). Poi Ana muore in un tragico incidente e Josuè rimane solo col desiderio di conoscere il padre che non ha mai visto. Si presenta da Dora, che prima lo affida ad una sedicente organizzazione che si occupa dei bambini soli, e poi se lo va a riprendere con un azione temeraria ritrovandosi ad accompagnarlo in un viaggio che si rivelerà vivifico anche per lei. "Central do Brasil" (Orso d'oro a Berlino) è un film di candida purezza, tanto lineare nella sua struttura narrativa quanto sincero nei suoi intenti analitici. Walter Salles tratta la questione socio politica del Brasile in maniera tangente, facendone affiorare aspetti emblematici dai finestrini di un pullman o sullo sfondo di incessanti richieste d'aiuto, senza speculare affatto sul "pietismo terzomondista" ma investendo sulla forza evocativa di una storia rubata dalla vita. Un film che scute come uno schiaffo che arriva inaspettato e commuove con la grazia di una parola spesa bene. Si racconta di un viaggio nel cuore malandato di un paradiso dimenticato, tra i segni evidenti di una miseria che rende vittime chi non l'ha prodotta e la fede incondizionata in un Dio a cui ognuno affida le ultime briciole di speranza. La vita scorre lenta in questo spaccato di mondo violentato da "invesimenti" andati male, dove si ruba e si uccide con la stessa facilità di un respiro e dove le uniche aspettative di riscatto sociale sembrano essere custodite nelle mani di santi benefattori. L'inizio è uno scorrere di facce davanti al banchetto di lavoro di Dora, poveri analfabeti che per "un real" vi depositano notizie d'affetto e aspettative miracolose, per ingannare l'attesa di un'altra delusione probabilmente, o per donarsi un altro tentativo. Dora li vede passare uno ad uno queste persone con la dignità portata a spalle e la sofferenza negli occhi, gli fa da tramite verso quello che per loro è l'ignoto regno della parola scritta, con la superbia di chi sa di poter esercitare un pò di potere per questo, ma con gli occhi che rivelano carenza di affetti e un'esistenza comunque precaria. Il piccolo Josuè ha perso la madre e cerca ardentemente il padre, si lega a Dora istinivamente, perchè ha capito che quella scritturale è capace di regalare l'illusione che le lettere che scive e invia possono portare in dono i desideri profondi che contengono. Dopo un primo momento di malcelato disturbo, Dora asseconda questa istintività del bambino, perchè in fondo anche lei ha bisogno di una svolta emotiva, di rimuovere un pò di scorie che gli hanno rabbuiato la vista e indurito i sentimenti. L'animo vince le flebili resistenze del corpo e così si ritrova dentro un pullman lungo un percorso che dovrà concludersi alla fine di una speranza, attraversando l'anima di un paese che riaccende la nostalgia per i baci che non si è saputi dare e i volti che non si è imparati a memoria. Il loro rapporto passa dalla voglia di sopportarsi alla felicità di diventare finalmente complici, dalla necessità di doversi lasciare alla paura di dimenticarsi. Un viaggio amaro condito dalla dolcezza di una bella amicizia in divenire dunque, che ha i connotati tipici dell'iniziazione alla vita per l'uno, e una vivifica ricognizione esistenziale per l'altra. Rimangono le fotografie che li ritraggono insieme e le lettere che Josuè dovrà imparare a leggere da solo.

  3. #3
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    Predefinito Rif: Le bellissime recensioni di un utente di film tv

    FARGO DEI FRATELLI COEN


    Sul film
    Jerry Lundegaard è il responsabile delle vendite di un avviato salone automobilistico. E' oberato di debiti e per risolvere il suo problema pensa bene di contattare Carl e Gaear per far sequestrare la moglie e intascare i soldi del riscatto sborsati dal ricchissimo suocero. Ma il piano si complica oltre misura perchè una serie di persone, capitate sventuratamente lungo il cammino dei due balordi, trasformano un "semplice" sequestro in una carneficina. La virulenza della morte può avere anche le fattezze beffarde del caso ingannatore. E' quanto accade in questo magnifico film dei fratelli Coen, un noir ammantato di sagace ironia, dove al cinismo di persone avide di potere e denaro si contrappone il dolce fluire delle cose quotidiane. E' un noir in bianco (mi si passi l'ossimoro) e non solo perchè è immerso nel bellissimo paesaggio innevato del North Dakota, ma anche, e soprattutto, perchè su tutta la varia umanità che popola il film, sui cattivi imprigionati nei loro progetti di morte, e sui buoni immersi nelle loro continue dissertazioni sulle condizioni metareologiche, si erge solinga la forma rotondeggiante della solerte Marge Gunderson, un'agente di polizia al settimo mese di gravidanza. La regia dei Coen (premiata a Cannes) rasenta la perfezione per come equilibra mirabilmente il pathos generato dalla morte dispensata a piene mani dai due goffi criminali, e il sorriso indotto dalla miriade di stramberie che si odono e si vedono. Da ciò ne deriva un film che tra il serio e il faceto indaga sullo stato di salute della middle class statunitense, sui suoi valori fondativi (successo sul lavoro, famiglia) e ne rileva il corto circuito in un tempo in cui il cinismo individualista ha assunto la gratuità della morte come suo logico e naturale corollario. Per qualche migliaia di dollari si mette in preventivo la morte di vite umane, un lascito di sangue di inestinguibile assurdità. Tutto può accadere quando si perdono le coordinate che portono al giusto valore da dare alle cose, anche che la morte giunga per un concorso di cause banali o che vi sia più slancio emotivo quando si guarda la televisione (molto presente nel film) che a contatto con un essere umano. "Fargo" è un film pervaso di profondo pessimismo dove la banalità che lo percorre è il frutto di una mediocrità umana che riguarda proprio tutti, tanto gli agenti del male, con la loro maldestra insensibilità alla vita, quanto gli agenti del bene, persi nelle loro routinanti incombenze. Certo è che c'è molta differenza tra gli effetti prodotti dagli uni da quelli prodotti dagli altri e pare superfluo rimarcarla, ma quello che interessa ai Coen è la mediocrità in se, il fatto che la sua generale regolarizzazione ha prodotto quell'assolutamente indifferenziato in cui tutto appare indistinto, sbiadito, incclassificabile secondo precisi criteri etici. La differenza sostanziale sta negli accadimenti delle cose in se ma tutti sono partecipi di quella generale aridità emotiva che li pianta al punto delle loro abitudini consolidate. E' come se quell'accumulo di neve avesse congelato tutto e tutti (si noti che tutti i nomi dei protagonisti sono di derivazione nordeuropea). I Coen sembrano suggerirci che l'aspetto tragico sta nel fatto che alla banalità del male si contrappone la semplice banalità del bene. Credo che "Fargo" sia un grande film, uno dei migliori dei fratelli del Minnapolis che qui danno prova di grande abilità nel mischiare i generi e dosare nel giusto modo i diversi registri interpretativi. Grandi tutti gli attori dove Frances McDormand forse vince di poco ai punti sugli ottimi William H.Macy, Steve Buscemi e Peter Stormare. A completare il quadro ci sono una serie di buoni comprimari del tutto funzionali per questa divertita rappresentazione tragica della stupidità umana.

  4. #4
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    Predefinito Rif: Le bellissime recensioni di un utente di film tv

    Blob si fa l'opinione di un film tramite un sito, compatiamolo. :giagia:
    Ultima modifica di DiegoVR; 04-08-11 alle 02:34

  5. #5
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    Predefinito Rif: Le bellissime recensioni di un utente di film tv

    Citazione Originariamente Scritto da DiegoVR Visualizza Messaggio
    Blob si fa l'opinione di un film tramite un sito, compatiamolo. :giagia:
    a dire il vero i film in questione (central do brasil e fargo)io li ho visti, ed è per questo che ho apprezzato le sue recensioni, perchè rendono molto bene i film.

    bevi di meno,diego
    Ultima modifica di blob21; 04-08-11 alle 09:00

 

 

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