Sono giorni se non mesi che si sente parlare della panacea di tutti i mali per il nostro Paese: i taglia alla spesa pubblica. Effettivamente la spesa pubblica italiana è cresciuta a livelli galoppanti, portando il debito alle stelle, nonostante due brevi periodi di rigore.
C'è un fattore che però sfugge ai più: se è vero che bisogna tagliare, ora rimane da capire come e dove. Se vi fate un giro nelle scuole o negli ospedali, specialmente del Meridione ma anche di larga parte del resto d'Italia, vedrete strutture decadenti e demoralizzazione diffusa. Ricerca e tecnologia ridotte all'osso, personale spesso sotto organico, eppure le statistiche continuano a dirci che abbiamo troppi dipendenti pubblici.
Forse l'errore è di fondo. Forse non bisogna fare tagli lineari a tutti i settori, ma intavolare finalmente una fitta rete di controllo che verifichi la qualità della spesa pubblica.
I famosi sprechi sono le vere voragini della spesa pubblica, sono quelle che vanno tappate, bisogna smetterla di penalizzare i servizi essenziali che sono l'esatto specchio di questo logorato stato italiano.
E dei bravi economisti dovrebbero trovare la ricetta per chiudere queste falle, e smetterla di dire semplicemente: tagliate.




Rispondi Citando
