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  1. #1
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    Predefinito Luca Ricolfi - Un Paese senza

    Un Paese senza - LASTAMPA.it

    LUCA RICOLFI
    Siamo abituati a pensare che ad ogni problema corrisponda una soluzione. Ma ci sono anche rebus che non hanno soluzioni: ad esempio la quadratura del cerchio, o l'equazione di quinto grado. Fra i rebus senza soluzione, a mio parere, c'è anche il problema politico italiano, almeno per ora.

    Possiamo prendercela fin che vogliamo con la speculazione, l'irrazionalità dei mercati finanziari, la perfidia delle agenzie di rating (è di ieri la notizia che, per la prima volta, il debito statunitense ha perso la tripla A, almeno nel giudizio di Standard & Poor's). Ma la realtà è che, anche se i mercati si dessero una calmata (cosa che prima o poi succederà), né il mondo, né l'Europa, né l'Italia avrebbero per ciò stesso risolto i loro problemi. Le malattie che la febbre dei mercati mette in evidenza sussistono indipendentemente dal nervosismo dei mercati stessi. E si tratta di malattie molto gravi.

    Il mondo è malato perché, dopo aver goduto dei benefici della globalizzazione, non ha trovato - né forse ha veramente cercato - il modo di contenerne alcuni drammatici effetti collaterali, come l'amplificazione degli squilibri economici fra Paesi e l'ipertrofia dei mercati finanziari.

    Mercati che sono arrivati a pesare 8 volte il Pil mondiale e quindi (come notava sabato Morya Longo su Il Sole 24 Ore) ormai in grado di incidere sui fondamentali delle economie, anziché limitarsi a misurarne più o meno accuratamente lo stato di salute. E non va certo ad onore della classe dirigente mondiale il fatto che, a quattro anni dallo scoppio della crisi, così poco sia stato fatto per riportare un po' di ordine e di trasparenza nelle transazioni finanziarie.

    L'Europa è malata perché è come l'Italia. L'edificio dell'euro non funziona per gli stessi motivi per cui non ha funzionato l'unità d'Italia. Quando si impone un mercato e una moneta unica a territori che hanno enormi divari di produttività, di modernizzazione, di cultura civica, solo un processo di convergenza economica e sociale accelerata può evitare la formazione di squilibri drammatici. L'unificazione monetaria, infatti, sopprime l'unico meccanismo di riequilibrio incisivo, ossia la svalutazione della moneta nazionale. Private della possibilità di svalutare, le economie deboli tendono a importare più di quanto esportino, ed accumulano deficit e debiti pubblici sempre più grandi per potersi permettere un tenore di vita che va al di là di ciò che il Paese effettivamente produce. In queste condizioni, per contenere gli squilibri c'è solo la via della modernizzazione del territorio più debole, ma questa via - in Europa - è stata percorsa pienamente solo da alcuni Paesi dell'Est, e segnatamente dalla Germania orientale nell'ambito della riunificazione tedesca. Le economie deboli del Mediterraneo - Italia, Spagna, Grecia, Portogallo - sono entrate tutte nell'euro, ma ben poco hanno fatto per meritarsi l'appartenenza all'eurozona. Un processo molto simile a quello che, nell'Italia repubblicana, ha fatto fallire tutti i tentativi di annullare il divario fra Nord e Sud del Paese. Con una differenza importante: che non esistendo un mercato dei titoli di Stato delle Regioni, le nostre nove regioni in deficit (Lazio più tutto il Sud) hanno potuto mascherare il loro status di territori-cicala molto più a lungo di quanto siano riuscite a fare Grecia, Portogallo, Spagna e Italia.

    Quanto all'Italia, la sua malattia è simile a quella delle altre economie deboli, ma presenta almeno due complicazioni importanti. La prima è che una parte del Paese, ovvero tutto il Nord inclusa l'Emilia Romagna (ma esclusa la Liguria), ha istituzioni di livello europeo, e tassi di crescita più bassi del resto d'Europa solo perché - attraverso il massiccio prelievo fiscale cui è soggetta - è costretta a sostenere i consumi delle regioni meno produttive.

    La seconda complicazione è la nostra classe dirigente, che - a mio parere - ha cessato di essere tale intorno al 1998, appena perfezionato il nostro ingresso in Europa. La stagione che va da Mani pulite e dal tracollo della lira (1992) alla caduta del primo governo Prodi (1998) fu ancora, nonostante vari limiti ed incertezze, una stagione di riforme, di cambiamenti, di tentativi di modernizzazione. E lo fu indipendentemente dal colore politico dei governi, e con il contributo sofferto, ma tutto sommato costruttivo, delle principali forze sociali, a partire dai sindacati. Non così il dodicennio che va dal 1999 ad oggi, in cui la nostra classe dirigente ha progressivamente abbassato le ambizioni riformiste, fino allo stallo degli ultimi due esecutivi (Prodi e Berlusconi), capaci di competere fra loro solo nell'arte del non governo.

    Ed eccoci arrivati al perché il rebus politico italiano non ha alcuna soluzione. Il governo Berlusconi ha negato sistematicamente la gravità della situazione, e proprio sulla base di questa diagnosi errata ha ritenuto di potersi permettere una manovra risibile, in cui l'85% dell'aggiustamento necessario per azzerare il deficit veniva scaricato sulle spalle dei governi futuri. Sarebbe stato stupefacente che i mercati non si accorgessero del bluff. Ed è un bene (o meglio è il male minore) che l'Europa, imponendo l'anticipo al 2013 del pareggio di bilancio, abbia di fatto commissariato l'Italia, sostituendosi a un governo paralizzato. Dunque è vero, questo governo è diventato un problema, se non il problema.

    Il nostro guaio, sfortunatamente, è che questa opposizione - anzi queste opposizioni - non sono la soluzione, ma una parte del medesimo problema. E' almeno due anni che l'opposizione è convinta dell'inadeguatezza di questo governo, ma neppure in un tempo così lungo è stata in grado di approntare una diagnosi condivisa e una terapia credibile. E' scoraggiante, in questi giorni, leggere sui giornali la cacofonia di valutazioni e di proposte che arrivano da ogni angolo del cantiere delle opposizioni. E ancora più scoraggiante è la genericità, per non dire il vuoto spinto, dei documenti delle cosiddette parti sociali.

    La realtà è che nessuno, oggi, è in grado di dire se le attuali opposizioni sarebbero capaci di formare un governo, e tantomeno che cosa un tale governo ci riserverebbe, al di là delle solite chiacchiere su costi della politica, lotta agli sprechi, contrasto all'evasione fiscale. Eppure il rebus è chiaro: se non vogliamo essere in balia dei mercati bisogna trovare 50 miliardi di euro (più tasse e meno spese), e inoltre bisogna trovarli senza provocare né una recessione né una rivolta sociale.

    Ecco perché penso che il rebus sia insolubile. Un'impresa come quella oggi richiesta all' Italia potrebbe tentarla solo una classe dirigente credibile. Dove per credibile non intendo solo un po' meno corrotta e squassata dagli scandali, ma soprattutto più lucida, più unita, più coraggiosa, meno ossessionata dalla ricerca del consenso a breve termine. L'immobilismo e l'impotenza di Berlusconi sono diventati il problema dell'Italia, ma la tragedia del Paese è che le opposizioni non hanno usato il lungo tempo del crepuscolo berlusconiano per diventare, esse, la soluzione che il Paese attende.
    Aspettando sulla riva del fiume il cadavere del mio nemico.

  2. #2
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    Predefinito Rif: Luca Ricolfi - Un Paese senza

    Citazione Originariamente Scritto da Padus Visualizza Messaggio
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    LUCA RICOLFI



    L'Europa è malata perché è come l'Italia. L'edificio dell'euro non funziona per gli stessi motivi per cui non ha funzionato l'unità d'Italia. Quando si impone un mercato e una moneta unica a territori che hanno enormi divari di produttività, di modernizzazione, di cultura civica, solo un processo di convergenza economica e sociale accelerata può evitare la formazione di squilibri drammatici. L'unificazione monetaria, infatti, sopprime l'unico meccanismo di riequilibrio incisivo, ossia la svalutazione della moneta nazionale. Private della possibilità di svalutare, le economie deboli tendono a importare più di quanto esportino, ed accumulano deficit e debiti pubblici sempre più grandi per potersi permettere un tenore di vita che va al di là di ciò che il Paese effettivamente produce. In queste condizioni, per contenere gli squilibri c'è solo la via della modernizzazione del territorio più debole, ma questa via - in Europa - è stata percorsa pienamente solo da alcuni Paesi dell'Est, e segnatamente dalla Germania orientale nell'ambito della riunificazione tedesca. Le economie deboli del Mediterraneo - Italia, Spagna, Grecia, Portogallo - sono entrate tutte nell'euro, ma ben poco hanno fatto per meritarsi l'appartenenza all'eurozona. Un processo molto simile a quello che, nell'Italia repubblicana, ha fatto fallire tutti i tentativi di annullare il divario fra Nord e Sud del Paese. Con una differenza importante: che non esistendo un mercato dei titoli di Stato delle Regioni, le nostre nove regioni in deficit (Lazio più tutto il Sud) hanno potuto mascherare il loro status di territori-cicala molto più a lungo di quanto siano riuscite a fare Grecia, Portogallo, Spagna e Italia.

    Quanto all'Italia, la sua malattia è simile a quella delle altre economie deboli, ma presenta almeno due complicazioni importanti. La prima è che una parte del Paese, ovvero tutto il Nord inclusa l'Emilia Romagna (ma esclusa la Liguria), ha istituzioni di livello europeo, e tassi di crescita più bassi del resto d'Europa solo perché - attraverso il massiccio prelievo fiscale cui è soggetta - è costretta a sostenere i consumi delle regioni meno produttive.

    .
    Dal 1996 sono trascorsi 15 anni, allora la situazione era accettabile oggi in Padania è drammatica, e lo sarà sempre più, per tentare di sostenere il baraccone itagliano ci spremeranno sempre più, col beneplacito di Bossi.
    Se da allora la Lega avesse lavorato seriamente oggi le cose non sarebbero a questo livello.
    Non sarà una passeggiata ma la secessione con l'euro a 2 velocità sarà indispensabile prima di quanto non immaginiamo.

  3. #3
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    Predefinito Rif: Luca Ricolfi - Un Paese senza

    Citazione Originariamente Scritto da Alterego Visualizza Messaggio
    Dal 1996 sono trascorsi 15 anni, allora la situazione era accettabile oggi in Padania è drammatica, e lo sarà sempre più, per tentare di sostenere il baraccone itagliano ci spremeranno sempre più, col beneplacito di Bossi.
    Se da allora la Lega avesse lavorato seriamente oggi le cose non sarebbero a questo livello.
    Non sarà una passeggiata ma la secessione con l'euro a 2 velocità sarà indispensabile prima di quanto non immaginiamo.
    La Lega sta facendo. Ha un dieci per cento dei voti, ergo ha contro il 90% del paese, copmpresi i Padani contenti di crepare schiavi dei meridionali (o perché dipendenti statali o comunisti o maritati a meridionali, o perché viventi come i meridioali - evasione fiscale, furto sistematico, chiagni e fotti senza dignità -).

    Poi ho il tuo stesso dubbio: che crperemo prima del federalismo.

    E crepare per mantenere gentaglia come i meridionali (esportatori di mafie, ladri di pensioni di invalidità, lavoratori a nero e ladri di sussidi, coi professori che aiutano gli alunni a copiare ai test invalsi, imbroglioni di professione) fa veramente incazzare.

    Non sono pentito del voto alla Lega ma emergesse un partito cattivo e deciso come la prima lega (soprattutto sulle posizioni antimeridionali) incece che una tessera ne farei dieci.

    La Lega per ora è il meglio che c'è. E ripeto: non sono pentito di sostenerla con voto e tessera.
    Ultima modifica di kappa; 08-08-11 alle 19:15
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  4. #4
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    Predefinito Rif: Luca Ricolfi - Un Paese senza

    Tenete a mente poi che la ricchezza in Padania ormai è totalmente apparente perchè fatta ormai dalle generazioni precedenti e dal bassissimo tasso di fertilità.

    Ormai è stato deciso di dissanguare i padani a costo di farli estinguere pur di mantenere il Sud.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Dragonball Visualizza Messaggio
    Tenete a mente poi che la ricchezza in Padania ormai è totalmente apparente perchè fatta ormai dalle generazioni precedenti e dal bassissimo tasso di fertilità.

    Ormai è stato deciso di dissanguare i padani a costo di farli estinguere pur di mantenere il Sud.

    Vero, vedo la mia zona, un distretto industriale un tempo fiorente, ora di nuove industrie se ne contano sulla punta delle dita :eeh: .
    Non ci son più padani in grado di mettere in piedi qualcosa, con quell'inventiva ed intraprendenza che erano una ricchezza loro stesse ed ora sono vive solo nei ricordi,
    per lo più di chi ha un'età superiore ai 30 anni .
    Al più c'è l'itaGliano che apre qualcosa come artigiano per lavorare per conto delle grosse aziende, questo non solo per la crisi,è un problema antropologico.
    Ultima modifica di kappa; 08-08-11 alle 23:28
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Tyr Visualizza Messaggio
    La Lega sta facendo. Ha un dieci per cento dei voti, ergo ha contro il 90% del paese, copmpresi i Padani contenti di crepare schiavi dei meridionali (o perché dipendenti statali o comunisti o maritati a meridionali, o perché viventi come i meridioali - evasione fiscale, furto sistematico, chiagni e fotti senza dignità -).


    Poi ho il tuo stesso dubbio: che crperemo prima del federalismo.

    E crepare per mantenere gentaglia come i meridionali (esportatori di mafie, ladri di pensioni di invalidità, lavoratori a nero e ladri di sussidi, coi professori che aiutano gli alunni a copiare ai test invalsi, imbroglioni di professione) fa veramente incazzare.

    Non sono pentito del voto alla Lega ma emergesse un partito cattivo e deciso come la prima lega (soprattutto sulle posizioni antimeridionali) incece che una tessera ne farei dieci.

    La Lega per ora è il meglio che c'è. E ripeto: non sono pentito di sostenerla con voto e tessera.
    Cosa importa avere contro il 90% degli itagliani, quello che conta è il 51% dei Padani, chiediamoci piuttosto perchè la Lega non li ha, o meglio perchè non riesce a convincerli?

    Poi spiegami se anche il cerchio magico è il meglio che c'è,e se anche la mancanza di democrazia e di congressi è il meglio? e i voti alle leggi ad personam come le puoi acettare?

    No la verità e una sola e siamo all'ultimo appuntamento o la Lega torna a quella delle origini o è finita.iaociao:

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Dragonball Visualizza Messaggio
    Tenete a mente poi che la ricchezza in Padania ormai è totalmente apparente perchè fatta ormai dalle generazioni precedenti e dal bassissimo tasso di fertilità.

    Ormai è stato deciso di dissanguare i padani a costo di farli estinguere pur di mantenere il Sud.
    L'Emilia-Romagna (seconda regione in itaglia per ricchezza prodotta) per poter mantenere gli elevati standard sanitari che ha da anni è costretta a chiudere strutture ed uffici, per finire in deficit a seguito dei tagli lineari nei trasferimenti dallo sctato itaglione.
    Mentre guarda caso con legge ad hoc si ripianano le perdite a piè di lista di Lazio, Catania, Campania ecc.
    Non ci sono vie d'uscita SECESSIONE SUBITO o LASTRICO A BREVEncav:ncav:ncav:

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Alterego Visualizza Messaggio
    L'Emilia-Romagna (seconda regione in itaglia per ricchezza prodotta) per poter mantenere gli elevati standard sanitari che ha da anni è costretta a chiudere strutture ed uffici, per finire in deficit a seguito dei tagli lineari nei trasferimenti dallo sctato itaglione.
    Mentre guarda caso con legge ad hoc si ripianano le perdite a piè di lista di Lazio, Catania, Campania ecc.
    Non ci sono vie d'uscita SECESSIONE SUBITO o LASTRICO A BREVEncav:ncav:ncav:

    E sarà sempre + così.
    Come credi che sarà attuato il pareggio di bilancio in Costituzione?
    Tagliando i 20mila dipendenti della regione Sicilia?

    Questi ci dissangueranno fino a farci crepare.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Padus Visualizza Messaggio

    Un processo molto simile a quello che, nell'Italia repubblicana, ha fatto fallire tutti i tentativi di annullare il divario fra Nord e Sud del Paese. Con una differenza importante: che non esistendo un mercato dei titoli di Stato delle Regioni, le nostre nove regioni in deficit (Lazio più tutto il Sud) hanno potuto mascherare il loro status di territori-cicala molto più a lungo di quanto siano riuscite a fare Grecia, Portogallo, Spagna e Italia.

    Quello che i PIGS stanno tentando con la Germania e gli altri Paesi virtuosi è lo stesso giochetto: mascherare un chiaro e netto trasferimento di denaro continuo dal Centro-Nord Europa al Sud Europa.
    In Itaglia il giochetto ha funzionato tra Nord e Sud grazie alla propaganda del "siamo tutti mediterranei" e per la lingua comune,ma con la Germania e gli altri Paesi la vedo molto + dura.


    Tenete bene a mente che chi continua a parlare di Europa unita,ministro unico del tesoro UE ecc...sta praticamente tentando di inculare la Germania che infatti resiste perchè ha capito il pericolo.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Dragonball Visualizza Messaggio
    Tenete a mente poi che la ricchezza in Padania ormai è totalmente apparente perchè fatta ormai dalle generazioni precedenti e dal bassissimo tasso di fertilità.

    Ormai è stato deciso di dissanguare i padani a costo di farli estinguere pur di mantenere il Sud.
    Purtroppo questo è quello cjhe si sta verificando. Chiamasi genocidio.
    Europeo, Veneto - Friulano, Longobardo. Non italiano

 

 
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