Cambio di passo
di Salvatore Acampora
Segretario Nazionale di ProgReS – Progetu Repùblica
Fino a poco più di un decennio fa per alcuni sarebbe stato un miraggio, o forse un’imprecazione, eleggere un segretario politico di un partito indipendentista che di cognome facesse Acampora. Per di più di padre napoletano e per giunta carabiniere. Insomma l’emblema e lo
stereotipo dell’invasore o del
colonizzatore, una sorta di spia ben confezionata.
Oggi grazie al cielo l’indipendentismo si è
evoluto. Ciò anche grazie alle
elaborazioni di coloro che allora erano dei ragazzi e che oggi sono degli
intellettuali apprezzati: insieme ci hanno dimostrato che un indipendentismo
nonviolento,
non-nazionalista,
non-sardista ma soprattutto
progettuale può esistere. Solo dieci anni fa alcuni, anche loro indipendentisti, ridevano alla parola nonviolenza. Oggi pare che tutti siano indipendentisti nonviolenti, e ne sono felice.
Io ritengo di avere una sorta di
doppia nazionalità, quella sarda e quella campana e ad entrambe sono profondamente legato. Sono legato agli odori ai sapori ai colori delle mie Terre e questo mi ha permesso di sviluppare una profonda cultura del
rispetto. Mentre quando ero piccolo alcuni mi facevano sentire una sorta di ibrido, né carne né pesce, oggi mi rendo conto che la più grande ricchezza di cui dispone la Sardegna è questa sorta di
meticciato culturale, di
identità nella differenza.
Oggi esiste un indipendentismo diverso, un indipendentismo che considera la sardità un sentimento e non una
questione di sangue. Un indipendentismo maturo che
non insulta, ma che costruisce e che sa confrontarsi e dialogare non solo con la società civile ma anche con tutte le forze politiche. Un indipendentismo senza steccati che si confronta sì con tutte le forze indipendentiste ma che sa anche dialogare anche con le altre forze politiche sovraniste e non. Un indipendentismo
democratico e
non leaderista che permette a una persona qualunque, persino a una ragazza o a un ragazzo, di essere eletto segretario di un partito politico.
Questo è l’indipendentismo che vorrei e che vuole
Progetu Repùblica. Il confronto deve avvenire su elementi di tipo politico e programmatico. Non basta più la politica di testimonianza. Dobbiamo poter lavorare e mettere a frutto tutte quelle intelligenze di cui disponiamo e lo dobbiamo fare perché siamo in grado di cambiare questa terra non con i proclami o con gli specchietti per le allodole ma con i
fatti reali e concreti. Se questa terra fosse governata da donne, e donne competenti, forse saremmo la terra più florida del Mediterraneo. Invece chi ci governa continua ad indossare il vestito del brutto anatroccolo triste e periferico.
Progetu Repùblica nasce per cambiare e spezzare questo sistema mentale. Preferisco le evoluzioni alle rivoluzioni e per questo motivo credo che dalla data del nostro scorso congresso sia nata in Sardegna una forza politica differente che
parli con la stessa chiarezza a tutti, ai partiti indipendentisti, ai sovranisti, agli unionisti senza più preconcetti. Gli unici preconcetti che chiunque ami la propria terra dovrebbe porsi sono quelli legati all’immobilismo politico. Noi siamo stufi dell’immagine addossataci di ragazzi simpatici che vanno alle manifestazioni contro questo o quello. Noi
vogliamo costruire,
vogliamo proporre e lo stiamo già iniziando a fare.
Ciò che ci distingue dalle altre forze politiche non è il fattore generazionale, ma il fattore qualitativo. Ciò che ci distingue è il metodo, e il
metodo significa
qualità. I tempi ci impongono di
cambiare passo e la stessa elezione di un ragazzo di ventinove anni con un cognome così curioso e che non viene dalle grandi città della Sardegna ma dalla periferica
Ogliastra dovrebbe far riflettere in molti.
Spesso i muretti a secco sono solo nella nostra testa e la partecipazione alla vita politica di così tanti ragazzi e di qualità ne è la risposta. Lavoriamo per le nostre
comunità con lo spirito e la prassi rivolto verso il
governare e non verso un’effimera unità e vedremo i nostri paesi e la nostra Terra cambiare con noi. Progetu Repùblica ha già iniziato a fare concretamente su molti temi della Sardegna odierna, ma su uno in particolare ha deciso di soffermarsi per la sua criticità: elaborando un documento di politiche linguistiche che proietta ProgReS all’avanguardia nell’Europa delle lingue e delle nazioni.