

Ultima modifica di Ada De Santis; 10-08-11 alle 20:12
_Non rinnegare e non restaurare__
Difendi la nazione come nei tempi passati, in modo moderno:" fotti lo Stato antifascista! "(Giò)
L'invidia ha due bocche; con una sputa miele , con l'altra sputa veleno e fiele![]()


Che poi è diventato sì. E comunque sì, l'italia ha accettato e fa parte di questo scandalo europeo. Che poi anche Halberdier che se non erro è padano e non italiano, è dentro sta merda comunque.
Fra l'altro se non erro francia e olanda avevano rifiutato tramite referendum il trattato chiamato prima costituzione, visto che era una grandissima truffa sovranazionale.
Il cambiamento del formato ha permesso che gli stati non votassero riguardo l'introduzione di questo scandalo ad eccezione dell'irlanda per una loro legge costituzionale. Ma adesso godiamoci lo scelleratissimo e volgarissimo libera concorrenza senza distorsioni!
Abbiamo cose più importanti in italia, come il bunga bunga e i videogiochi con gli omosessuali che ci occupano la mente per gli anni a venireOriginariamente Scritto da ada desantis
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Ultima modifica di Ada De Santis; 10-08-11 alle 20:17
_Non rinnegare e non restaurare__
Difendi la nazione come nei tempi passati, in modo moderno:" fotti lo Stato antifascista! "(Giò)
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Penso che avete equivocato entrambi. Io non sono né italiano né padano, né tantomeno aderente a qualche partito italiano; sono svizzero. Era per questo che ho detto "Avete accettato".
Per cui, almeno per ora, me ne sto fuori, e spero vada avanti così.
Era stato rifiutato a più riprese, almeno due volte prima di diventare "Trattato di Lisbona" ed una terza (a cui si è posto rimedio) inseguito.
Sarebbe anche interessante ricordare quale campagna diffamatoria contro l'Irlanda è stata messa in atto, dopo che il popolo irlandese ha detto "No".
Traditori, profittattori, ignoranti, antidemocratici... ce ne è stata per tutti.
Ultima modifica di Halberdier; 10-08-11 alle 20:53




No, nessuna offesa.
Spero di trovare i link, ma per il momento vado unicamente a ricordi, e più o meno velatamente vennero affibbiati agli irlandesi gli epiteti che ho citato.
Qualcosa comunque ho trovato:
Trattato di Lisbona, "No" irlandese Barroso: "Si vada avanti lo stesso" - esteri - Repubblica.itBelgio - Il "No" dell'Irlanda al Trattato di Lisbona "non può frenare lo slancio dell'Ue", afferma il primo ministro, Yves Leterme.
[...]
Estonia e Lituania - Se Tallin sottolinea come l'Irlanda "è uno dei Paesi che più ha beneficiato dei vantaggi dell'Ue", Vilnius invita Dublino a fare ora una proposta per uscire dalla situazione di impasse.
Irlanda, se vince la demagogia - l'UnitàNessuno pensa seriamente che il no di poco più della metà del poco più della metà di cittadini irlandesi che hanno votato al referendum sul Trattato di Lisbona possa davvero bloccare il cammino dell'Unione europea, nella quale gli abitanti dell'Eire pesano per uno scarso uno per cento.
[...]
Poiché molto è stato detto, e bene, nei primi commenti alla mazzata irlandese - la paura della globalizzazione, il fastidio per le politiche troppo 'prescrittive' e burocratiche di Bruxelles, la volontà di colpire il proprio governo e di punire trasversalmente un establishment politico toccato dalla corruzione - sarà forse il caso di limitare il discorso, qui, a un solo 'perché', il quale in gran parte sussume le altre spiegazioni, ma ha una sua sostanza autonoma, radicata in profondità nei processi di evoluzione politica e culturale (e politico-culturale) non solo della 'piccola' Irlanda ma, con maggiore o minore forza ed evidenza, in tutti i paesi dell'Unione. Questo 'perché' si chiama demagogia. In Irlanda hanno vinto i demagoghi.
[...]
Non c'era bisogno degli sdilinquimenti dei nostri leghisti, estasiati dal successo dei 'colleghi celtici' di lassù, per cogliere il segno della regressione storico-culturale e dell'egoismo sociale che si sono espressi prima nella grande mobilitazione e poi nel successo degli antieuropeisti irlandesi.
Trattato europeo, l'Irlanda dice «no»* Barroso: «Andiamo avanti»*Corriere della SeraNAPOLITANO: «FUORI CHI BLOCCA L'UE» - Lo stesso concetto è stato espresso anche dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: «Le ratifiche devono continuare fino a raggiungere la soglia dei quattro quinti. Non si può neppure immaginare di ripartire da zero». Ma il capo dello Stato ha aggiunto un concetto ben più pesante: «È l'ora di una scelta coraggiosa da parte di quanti vogliono dare coerente sviluppo alla costruzione europea, lasciandone fuori chi - nonostante impegni solennemente sottoscritti - minaccia di bloccarli. Non si può pensare che la decisione di poco più della metà degli elettori di un Paese che rappresenta meno dell'1% della popolazione dell'Unione possa arrestare l'indispensabile, e oramai non più procrastinabile, processo di riforma».
Come cambia l'Europa: Il trattato di Lisbona - Roberto Gualtieri - Europarlamentare PDIl rifiuto irlandese è considerato da molti un vero e proprio paradosso. Fra i paesi membri dell’Unione, infatti, l’Irlanda è forse quella che ha tratto maggiori vantaggi dall’integrazione europea.
Irlandesi «ingrati»: bocciato il Trattato europeo di Lisbona - Il Sole 24 OREDUBLINO - Un trattato ostico da spiegare all'elettorato, l'incertezza del futuro sul fronte dell'economia, il timore di perdita di sovranità, specie in materia fiscale, ma anche del peso relativo di un piccolo Paese in un'Unione sempre più mastodontica unito allo spauracchio di un'Europa liberista, hanno spinto gli irlandesi a votare compatti contro il trattato di Lisbona. I "no" hanno prevalso con il 53,4% delle preferenze, secondo quanto riferito dall'ufficio elettorale irlandese.
Un voto da "ingrati" secondo molti europei e anche tanti cittadini irlandesi del fronte del sì, considerando i grandi benefici che l'Irlanda ha tratto dalla Ue in questi anni.
Ultima modifica di Halberdier; 10-08-11 alle 22:13


I sistemi centralizzanti, si chiamino impero ungarico o unione delle repubbliche socialiste sovietiche, si chiamino USA o Cina, India o UE, sono sempre dannosi e provocano alla lunga, profonde crisi e recessioni senza fine. Se proprio si deve fare qualcosa di politico, si prenda come esempio il commonwealth britannico. Non ha mai creato problemi, le autonomie sono enormi, compreso quello di battere moneta. Ecco, la UE dovrebbe ispirarsi al commonewealth inglese. La parola significa bene comune, quindi, vedete, è sempre una bella unione come piace a voi. Solo che è meno opressiva, più libera, dinamica. Ogni stato batte la sua moneta, ha la sua politica, la sua indipendenza, il suo ragio d'azione.
Quindi evitiamo cagate stile: super ministro dell'economia europeo o eurotassa.....non farebbero altro che accuire la crisi devastante in corso.
Tu ne cede malis, sed contra audentior ito, quam tua te Fortuna sinet.


_Non rinnegare e non restaurare__
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Ma il principio della libera concorrenza senza distorsioni è presente nei trattati europei da mezzo secolo. D'altronde è chiaro: il trattato di Roma, del 1957, istituiva un mercato comune, per cui è ovvio che ci fossero norme relative alla libera concorrenza.
Ad esempio, all'articolo 3, si legge:
"Ai fini enunciati all’articolo precedente, l’azione della Comunità importa, alle condizioni e secondo il ritmo previsto dal presente Trattato:
[...]
f) la creazione di un regime inteso a garantire che la concorrenza non sia falsata nel mercato comune,
[...]"
e all'articolo 101:
" Qualora la Commissione constati che una disparità esistente nelle disposizioni legislative, regolamentari o amministrative degli Stati membri falsa le condizioni di concorrenza sul mercato comune e provoca, per tal motivo, una distorsione che deve essere eliminata, la Commissione provvede a consultarsi con gli Stati membri interessati.
Se attraverso tale consultazione non si raggiunge un accordo che elimini la distorsione in questione, il Consiglio stabilisce, su proposta della Commissione, le direttive all’uopo necessarie, deliberando all’unanimità durante la prima tappa e a maggioranza qualificata in seguito. La Commissione e il Consiglio possono adottare ogni altra opportuna misura prevista dal presente Trattato."
Da questo punto di vista, sia il fallito Trattato di Roma II (la cosiddetta "costituzione europea") che il Trattato di Lisbona, dovrebbero essere più che altro un riordino dei documenti precedenti. Piuttosto, l'errore è quello di voler mettere tutto in un trattato unico, mentre, a mio parere, per quanto possibile, andrebbe divisa la parte più "costituzionale", dalle altre norme, da raggruppare in un trattato a parte. Ma la tendenza non mi pare sia questa.
Saluti.
Midìl
http://it.wikisource.org/wiki/Tratta..._1957/Trattato
Ultima modifica di Midìl; 11-08-11 alle 09:34