Riferimento: e le borse di nuovo giù..
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dDuck
il discorso è complesso, premesso che ogni paese è un mondo a parte e che la cina ha ancora il controllo dell'economia, al contrario di certi paesi che hanno regalato pezzi di stato ai privati, vedi la russia che nell'epoca elsin che era alla fame.
il problema attuale è la concentrazione della ricchezza nella mani di pochi, questo è dovuto alla contrazione del fattore lavoro.
se l'europa apre le frontiere di botto, come ha fatto, non puo che essere dissanguata (come sta avvenendo) dalla concorrenza asiatica, bisognava delocalizzare e aprire alla globalizzazione graduatamente.
io sono per la globalizzazione ma con certi criteri e regole comuni, a cominciare dalle condizioni dei lavoratori, non so se in certi paesi come l'indonesia la condizione dei lavoratori sia migliorata.
il fatto che io mangio due polli e tu zero non significa che abbiamo mangiato un pollo a testa.
moeghea de dir monae
:D
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Feliks
ti sfugge il fatto che solo 20 anni fa in indonesia ad esempio NON esistevano lavoratori, ma solo contadini che lottavano per la sussistenza?
no, globbalizzazione cativa! lavorare brutto! campagna bello e pulito e tu no ha padrone cativo
il sistema è complesso, quello che ha scardinato certe società è stata anche l'esplosione demografica, che ha reso il costo del lavoro bassissimo.
bastava un maggiore controllo dello stato e dei sindacati, e venivano pagati meglio, ho più fiducia nella cina la quale l'economia è controllata dallo stato.
certo io non sono contro la libera iniziativa, anzi ci sono ottimi imprenditori e che lavorino, ma necessitano di regole sul lavoro se non usano degli schiavi.
molti di voi ragionano come se fossimo in regime di guerra fredda, ma la GF è finita.
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e intanto anche oggi(lunedì 22 giugno) le borse mondiali hanno fatto schifo, piazza affari in testa, il mibtel ha chiuso con un ribasso del -4,17%
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comunque la valutazione di borsa non centra nulla con l'economia reale, io non mi preoccupo tanto del valore della carta, ma dell'acciaio che non produciamo più.
non si libera roma con l'oro ma con il ferro.
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se un'acciaieria smette di produrre acciaio molti di coloro i quali detengono le azioni di tale acciaieria le venderanno.. e siccomi in pochi sono disposte a comprarle si vende al ribasso.. e quindi le azioni calano..
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dDuck
comunque la valutazione di borsa non centra nulla con l'economia reale, io non mi preoccupo tanto del valore della carta, ma dell'acciaio che non produciamo più.
non si libera roma con l'oro ma con il ferro.
è l'aratro che traccia il solco, MA E' LA SPADA CHE LO DIFENDE
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-Duca-
se un'acciaieria smette di produrre acciaio molti di coloro i quali detengono le azioni di tale acciaieria le venderanno.. e siccomi in pochi sono disposte a comprarle si vende al ribasso.. e quindi le azioni calano..
in linea generale si, ma ....
oggi il mondo della finanza è estraniato da quello dell'economia reale, e lo dimostra le truffe costruite negli ultimi tempi, ci sono società telefoniche che prendono in appalto in perdita più lavori possibili, dimostrano l'aumento del giro d'affari, fanno impennare il prezzo delle azioni truffa, vendono e .......
l'economia reale deve riprendere il sopravvento.
vedi duca, il sistema europa viveva in un ambiente protetto, dico protetto ma non è un termine dispregiativo, ma l'economia reale cresceva e costruivamo infrastrutture, centrali, strade, scuole, industrie, poi...... poi abbiamo dato retta ai liberalizzatori pazzi e...... siamo dove siamo
c'era anche un fattore politico, all'epoca della guerra fredda i due schieramenti non potevano buttare nel cesso la loro arma migliore : il sistema industriale e lo proteggevano, questo sia l'URSS che anche gli USA e l'europa.
ora la guerra fredda è finita e il sistema industriale e tutto l'indotto ci se ne puo fregare.
poi se scompare la classe media, se gli operai perdono il lavoro eeeeeeeeee è mercato, ma si delocaliziamo in bangladesh dove mettono i bambini nelle acciaierie a lavorare a 1 dollaro il giorno, ma siiii
io non sono comunista, nella guerra fredda tifavo euroamerica, ma entrambi gli schieramenti dimostrarono di saper proteggere il proprio sistema produttivo.
persino il fascismo era molto più evoluto dei governanti dell'ultimo 15ennio, sapeva proteggere il suo sistema industriale e produttivo e l'italia cresceva.
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L'industria deve servire un bisogno, non crearne dal nulla per essere fine a sé stessa com'è stato sinora. Il consumismo di questi anni è stato basato sulla produzione in massa di roba futile, di cui la società potrebbe anche fare a meno, investire soldi pubblici in quelle produzioni sarebbe il colpo di grazia.
A che prò gettare denaro nell'industria dell'auto? Si muore se non si cambia vettura ogni 3-4 anni?
L'economia reale non è né nell'agricoltura, né nell'industria, né nella finanza. E' nella somma di tutti gli elementi, la cui consistenza è dettata via via dal libero mercato, cioè dalle VERE necessità delle persone (e non da una cultura del debito).
Qualora un settore industriale non sia più necessario è giusto che si ridimensioni o scompaia, mantenerlo in vita artificiosamente è nonsense dannoso nonostante quel che blatera la cultura keynesiana del rompere i vetri.
E finiamola con il dogma del PIL, mai un dato fu tanto strumentalizzato e distorto nella storia umana.
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Feliks
ok, è ufficiale. sei ignorante e manco te ne importa nulla di non esserlo. difatti tutto l'"austrismo" è un inno all'ignoranza: non serve studiare l'economia, tanto va tutto a posto da solo
se dovessi domandarti come mai questo attacco, sappi che l'analisi tecnica non c'entra nulla con il "keynesismo". ma proprio nulla, anzi è a-scientifica.
E si. Keynes si che era un grande scientifico....stampiamo moneta!!! Così la gente spende i soldi se non vuole che i loro risparmi vengano deprezzatti!!!
Che genio!!!
:D
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intanto in 15 giorni la borsa italiano ha perso circa l'11%.. se non è una mini bubble post stimoli, poco ci manca.
vediamo nei prossimi giorni cosa succede..