



Infatti mica siamo costretti a chiamarle razze, è un'abitudine che ultimamente spaventa le persone (soprattutto le persone che si affannano a dichiararle una costruzione arbitraria senza fare mai caso che pure il concetto di umanità è una costruzione arbitraria, dato che là fuori non c'è "l'uomo" ma i vari bipedi implumi che raccogliamo sotto l'etichetta).
Ultima modifica di Troll; 24-08-11 alle 16:15




Che vi siano differenze è fuor di dubbio (c'è tutta una serie di studi sulle intelligenze multiple che andrebbe approfondita), sarebbe interessante capire se siano riconducibili in toto al contesto ambientale o caratterizzino essenzialmente determinate etnie. Come a dire che certe qualità e/o privazioni possano inerire per natura, ossia incondizionatamente, a certe popolazioni.
Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.


Certo che le razze esistono. E' un fatto evidente in termini biologici.
La superiorità di una razza sull'altra o meno dipende dal criterio al quale si fa riferimento.
Ultima modifica di Giò; 24-08-11 alle 16:30


Infatti non ho impiegato con ostilità l'espressione "costruzione arbitraria", dato che tutti i nomi con cui si incasella la moltiplicità del reale sono classificazioni di comodo dei vari aspetti del mondo. Curiosamente gli accademici postmoderni tutti intesi a "demistificare" la razza come discorso di potere e vettore di interessi sembrano non accorgersi che la loro stessa filosofia non lasci spazio ad alcun "linguaggio più autentico" libero da presunte deformazioni (che poi sono soltanto le varie prospettive entro cui si incasella il mondo), e che ogni proposta alternativa non sfuggirebbe al gioco degli artifici culturali e degli interessi molteplici che avvolge il linguaggio (ovvero insistono "le distinzioni razziali e di genere sono costruzioni sociali progettate a scopi di esclusione" ma senza mai notare che lo stesso discorso si applica né più né meno al genere umano e a ogni altro equivalente flatus vocis).
Ultima modifica di Troll; 24-08-11 alle 16:48


Bè..le razze manifestano differenti abilità psico-fisiche..che ovviamente sono superiori o inferiori ai valori di riferimento...
Le caste invece sono gerarchie di consapevolezza..di coscienza.. e sono trasversali alle razze..e solo sulle caste è possibile fondare valori verticali....di vicinanza o lontananza dal Principio..cosa esoterica e quindi osservabile immediatamente..il pensiero logico discorsivo viene scavalcato..essendo una caratteristica razziale .. non di casta..e di valore relativo e non assoluto rispetto al Centro...
Ultima modifica di testadiprazzo; 24-08-11 alle 17:04
Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
(la via diretta non è la più breve)


Anche le differenze biologiche risultano a modo loro un prodotto dell'ambiente e della cultura nell'ipotesi in cui siano state modellate da millenni di pressioni selettive (il che collimerebbe con quello che la pratica dell'allevamento ci ha mostrato in millenni di accoppiamenti diretti dall'uomo, anche tralasciando il problema più generale dell'origine delle specie); si tratterebbe di un prodotto dell'ambiente naturale nel caso della selezione naturale (ad es. le condizioni climatiche risultano sfavorevoli a determinate caratteristiche e favoriscono i portatori di altre); di quello culturale nel caso della selezione sessuale (ad es. una determinata moda culturale favorisce il successo riproduttivo dei portatori di certe caratteristiche).
I nazisti potranno essere considerati "pazzi" e ritenere che si volessero dedicare a un'operazione inutile (a che serve avere un popolo di longilinei biondi di alta statura?), ma certamente non è irrealizzabile dirigere gli accoppiamenti in modo da privilegiare determinate caratteristiche rispetto ad altre; lo suggeriva già Platone (che senza conoscere una parola di Mendel notava che se funziona con cani e cavalli varrà lo stesso per gli uomini). La selezione naturale e sessuale ordinaria non è diretta da nessuno, ma funziona allo stesso modo dell'allevamento e favorisce determinate tendenze rispetto ad altre.
Ultima modifica di Troll; 24-08-11 alle 17:22




A volersi tenere ai tre gruppi umani principali (esisterebbero ulteriori suddivisioni, forme intermedie e gruppi isolati inclassificabili, ma non sono così importanti riguardo ciò di cui sta parlando) rispetto alla classica gerarchizzazione autocompiaciuta bianchi-gialli-neri una constatazione più obiettiva delle tendenze mostra che orientali e africani tendono a stare agli estremi in più o meno tutti i campi con i bianchi in mezzo:
J. Philippe Rushton - Race, Evolution, and Behavior
Rushton sembra apporre un implicito favore valutativo al quoziente intellettivo elevato, alla stabilità familiare e all'autocontrollo, ma non è detto che la strategia evolutiva inversa non possa condurre al successo biologico (che in termini brutalmente darwiniani equivale più o meno a successo riproduttivo, ed è il motivo per cui in un altro thread dicevo che le forme di vita che non sanno usare i contraccettivi erediteranno la terra).
Ultima modifica di Troll; 24-08-11 alle 21:11