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Discussione: Memorie di Marte

  1. #1
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    Predefinito Memorie di Marte

    Riformisti su Marte

    Secondo indiscrezioni non confermate, pare che i marziani abbiano deciso di rispondere in tempo reale alla sonda inviata dalla Nasa su Marte, paracadutandone una sulla Terra.
    Per divertirsi di più, avrebbero scelto come approdo l’Italia. Dalle prime reazioni pare che sul Pianeta Rosso si divertano un mondo dopo aver ricevuto le prime informazioni.

    Il Presidente del Senato, ragionier Marcello Pera, noto esperto di alta finanza, tuona contro lo scandalo Parmalat ma si felicita che sia stato smentito il fatto che “negli interrogatori si sia tornato a parlare di tangenti”. Poi difende la riforma Berlusconi sul falso in bilancio, ma chiede “nuove regole”.
    Depenalizzato il falso in bilancio, ora si potrebbe renderlo obbligatorio.
    Mentre la Casa delle Libertà chiede giustizia contro Calisto Tanzi “e i suoi alleati nell’Ulivo”, mentre Porta a Porta iscrive Tanzi nell’”album di famiglia dell’Ulivo” (dimenticando che alle ultime elezioni Tanzi regalò 400 milioni a Forza Italia e all’Ulivo niente), il cosiddetto ministro Pietro Lunardi ricorda con affetto che l’amico Tanzi era suo compagno di scuola.
    Resta da capire che cosa studiassero insieme Lunardi e Tanzi. Il primo è un esperto di tunnel e trafori, Tanzi è specializzato in un altro genere di buchi.

    Il governo Berlusconi ha nominato il regista Giorgio Ferrara e la giornalista Pialuisa Bianco direttori rispettivamente dell’Istituto italiano di Cultura a Parigi ed a Bruxelles. Ferrara e la Bianco rischiavano di non farcela a causa di un grave handicap; il primo è il fratello di Giuliano Ferrara, direttore del Foglio, di proprietà della famiglia Berlusconi, la seconda collabora al Foglio con una rubrica fissa.
    Ma alla fine i meriti hanno prevalso.

    Il governo Berlusconi ha soppresso il commissariato straordinario per i beni confiscati alla mafia: verrà rimpiazzato dall’Agenzia del Demanio, diretta da Elisabetta Spitz. La signora ha rischiato di scontare l’handicap di essere la moglie di Marco Follini, segretario dell’Udc.
    Ma alla fine i meriti hanno prevalso.

    I vertici del Consiglio nazionale forense e dell’Unione camere penali diserteranno l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2004, in quanto la ritengono “un rito datato, ingiusto e inquisitorio”. Motivo: “ad inaugurare l’anno giudiziario è il più alto esponente dell’accusa”. Ragion per cui “l’inaugurazione dev’essere abolita o modificata radicalmente”. Per assicurare una giusta parità fra le parti, si potrebbe far parlare, prima o dopo il Procuratore Generale, un rappresentante illustre della categoria degli imputati e promuoverlo sul campo Imputato Generale.
    Quest’anno a Milano la prolusione spetta di diritto a Calisto Tanzi. O magari a Silvio Berlusconi, che si porta su tutto.

    Giuliano Ferrara non ha gradito la trionfale rielezione dell’”imputato Milosevic, il macellaio dei Balcani, in Parlamento”, e del suo degno compare Seselj. Strano.
    Proprio Ferrara ci aveva spiegato che quando un politico imputato viene eletto, significa che gli elettori l’hanno già assolto; e il verdetto del popolo cancella quello della Magistratura.
    Si provveda dunque immantinentemente a scarcerare queste ennesime vittime della magistratura politicizzata, a immunizzarle con un apposito Lodo Ferrara ed a restituirle all’affetto dei loro cari
    .
    PoliticaOnLine
    (2004-01-10 13:491 )
    Ultima modifica di MrBojangles; 29-08-11 alle 14:29

  2. #2
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    ...O MISERABILE CORNUTAZ KRIZAY, ORRIDO SLALOMISTA DELLA STRAMINKIA TRINARICIUTA ROSSA...sei ancora vivo ahinoi???




    iango:
    Ultima modifica di salvo.gerli; 29-08-11 alle 14:25
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    Impossibilia nemo tenetur

  3. #3
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    Predefinito Rif: Memorie di Marte

    Proseguono le segnalazioni della sonda inviata dai marziani in Italia, prescelta dal Pianeta Rosso come il paese più marziano della Terra.
    (e non solo per la presenza di Malik)

    Grande scalpore hanno suscitato, su Marte, l’ordinanza del Gip di Bologna sulla morte di Marco Biagi e alcuni particolari di contorno: che l’Italia sia davvero guidata da un governo che nel 2001, appena insediato, revocò la protezione a un personaggio a rischio come Biagi; che il ministro dell’Interno responsabile del taglio delle scorte, tale Scajola, faccia ancora parte del governo; che il ministro del Lavoro, tale Maroni, abbia giurato di aver avvertito Scajola delle minacce subite da Biagi; che Scajola l’abbia sempre negato; che nell’attuale governo, dunque, sieda almeno un bugiardo matricolato; che nessuno si sia premurato di identificarlo e di allontanarlo; che Maroni abbia poi confiscato il nome del morto ammazzato per battezzare una legge sul mercato del lavoro (“legge Biagi”), infestando le tv di spot per magnificarla.
    Ci si domanda, su Marte, quale sia in Italia la pena prevista per chi ha agevolato un delitto delle BR.
    A parte un ministero nel governo Berlusconi.

    Lo Scajola di cui sopra, nel giorno in cui il Giudice di Bologna stabiliva che la sua demenziale circolare aveva contribuito a mettere Marco Biagi nel mirino dei brigatisti, non ha ritenuto di commentare la notizia. Era troppo impegnato a Genova a contestare la presenza di Prodi ad una manifestazione dal titolo “Dialoghi sull’Europa”.
    Già: che ci fa il presidente della Commissione europea ad un incontro sull’Europa?
    “Fa politica!!!”

    Appena muove un passo Prodi viene accusato di fare politica ed invitato alle dimissioni.
    Apre un pacco bomba? Fa politica. Scrive un documento sull’Europa? Fa politica. Va in bicicletta? Fa politica.
    In effetti un politico che fa politica è un’anomalia.
    Fosse un affarista, un editore tv e di giornali, un venditore di pubblicità, un assicuratore, un banchiere, un presidente di calcio, un pluriimputato, un amico di mafiosi, si potrebbe capire. Ma un politico che fa politica no!!! Prima si deve dimettere.

    Grande interesse, sempre su Marte, dell’uso che si fa in Italia del termine “riformismo”.

    Forza Italia, per iniziativa di due noti riformisti come l’ex comunista Bondi e l’ex piduista Cicchitto, sta organizzando un grande convegno, invitando anche “personaggi di spicco di quel mondo riformista che a Milano si sta riorganizzando e che non si è messo sotto l’ala protettrice del centrodestra: ad esempio Carlo Tognoli. Oppure Massimo Ferlini, che dai miglioristi del Pci è passato alla guida della Compagnia delle Opere. E magari anche Ugo intini”.
    Tognoli è stato condannato a tre anni definitivi per ricettazione delle tangenti di Mario Chiesa e Matteo Carriera. Ferlini è uscito per prescrizione dal processo sulle tangenti per il Piccolo Teatro. Intini era il ventriloquo di Craxi.
    Ci si domanda, su Marte, se per essere riformisti sia necessario aver frequentato Craxi e/o i tribunali, o se sia facoltativo.

    A proposito. Sui muri di Milano campeggiano mega manifesti con l’inquietante gigantografia di Gianni De Michelis affiancato dal garofano del cosiddetto “Nuovo partito Socialista”
    (nuovo e De Michelis; un simpatico ossimoro).
    Essendo stato condannato a due anni definitivi per corruzione e finanziamento illecito, anche De Michelis è iscritto di diritto nel club riformista.
    Colpisce lo slogan scelto dall’Illustre Forforato: “Non sono indispensabili le facce nuove. Sono indispensabili le idee chiare.”
    Le condanne per tangenti non sono necessarie; ma aiutano.

    Grande scandalo, non su Marte ma sul Giornale e su Libero, per la scoperta del centralinista della Parmalat che risulta amministratore di una trentina di società di Tanzi in giro per il mondo. Il classico prestanome.
    “Il ragionier Ugolotti Angelo nascondeva una specie di doppia vita”, racconta scandalizzato il Giornale; “era la testa di legno perfetta, una garanzia <…> Una storia che, se fosse vera, taglierebbe in modo perfetta l’esponenzialità delinquenziale della banda della Grande Truffa.”
    Delinquenti!; usare un prestanome. Vergogna!!
    Si da il caso che, però, una ventina d’anni fa un altro imprenditore italiano fosse solito intestare società a una trentina di teste di legno.
    C’era, oltre a mezzo parentado, il commendator Federico Pollack (nato a Kosatky, Cecoslovacchia) che, essendo nato nel 1887, non era proprio lucidissimo.
    C’era Nicla Crocitto, casalinga, con alcune colleghe. C’era il ragioniere genovese Enrico Porrà, semiparalizzato in carrozzella per ictus; l’uomo giusto per firmare i bilanci. E c’erano tre misteriosi siciliani: un ragioniere, un geometra disoccupato e un attennista imparentato con la famiglia Buscetta.

    “Esponenzialità delinquenziale” da “banda della Grande Truffa”?
    No, stavolta no; oggi quell’imprenditore è presidente del Consiglio. Fa il prestanome di se stesso a Palazzo Chigi.

    Chissà le risate, su Marte, quando lo sapranno.
    PoliticaOnLine

    (2004-01-10 14:23:23)

  4. #4
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    Predefinito Rif: Memorie di Marte

    Su Marte, grazie ad una speciale sonda, i marziani seguono con un misto di curiosità e costernazione il Circo Barnum che s’è scatenato da quando la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale il Lodo Schifani.
    Particolarmente ostico da comprendere, sul Pianeta Rosso, un concetto illustrato a reti ed edicole unificate dai giureconsulti del Polo e di un pezzo d’opposizione, e ciòè: se una legge è incostituzionale, bisogna affrettarsi a inserirla nella Costituzione.
    E’ un allegro remake del 1998, quando la Consulta dichiarò incostituzionale la riforma dell’art. 513 e subito il Polo e L’Ulivo pensarono bene di trasformare quella legge incostituzionale in un nuovo articolo della Costituzione, il 111, ribattezzandolo per giunta “giusto processo”.

    Molto gettonato, su Marte, il senatore Renato Schifani: lassù, l’eventuale autore di una legge bocciata perché incostituzionale si vergognerebbe come un ladro, andrebbe a nascondersi, camminerebbe con le orecchie basse.
    Fronte del Riporto no: notevolmente agevolato dalla faccia, refrattaria a qualunque vergogna, saltella da una TV all’altra tutto giulivo, come se avesse vinto lui.

    Segue breve antologia (bypartisan) delle meglio marzianate di ieri:

    Giuliano Ferrara.
    ”Resta irrisolto il riequilibrio del rapporto fra politici e Giudici dopo l’elezione di un signore che aveva dei processi”
    Uno ne fa di cotte e di crude come imprenditore. Lo scoprono e lo processano. Un attimo prima che arrivi la sentenza, si fa eleggere. Subito dopo, i suoi dipendenti cominciano a strillare che bisogna riequilibrare i rapporti tra politica e giustizia.
    E passano pure per “molto intelligenti”.

    Enrico Borselli (Sdi)
    ”Resta aperto un problema: dare protezione alle alte cariche dello Stato.”
    Qui Borselli supera anche Craxi che non aveva mai detto una sciocchezza simile. Dove ma, nel mondo, s’è posto questo problema se non nell’Italia di Berlusconi? Quando mai, in Italia, i presidenti della Repubblica, di Camera e Senato, di Corte Costituzionale sono stati aggrediti dalla Magistratura? L’unica richiesta su un capo di Stato negli ultimi vent’anni, fu quella sui fondi neri del Sisde che lambì Scalfaro (poi totalmente prosciolto); ed a cavalcarla furono gli stessi che oggi pontificano sulla “protezione delle alte cariche”. Gli stessi (vedi Taormina) che tentarono di coinvolgere Ciampi in Telekom Serbia.
    Forse per proteggerlo meglio.

    Bruno Vespa.
    ”La Magistratura è immune ed i parlamentari no. La vogliamo reintrodurre l’autorizzazione a procedere?”
    Ma la Magistratura è tutt’altro che immune. Per informazioni, Vespa può rivolgersi ad alcuni colleghi ed amici della sua signora, regolarmente arrestati e/o processati a Milano ed a Perugia per corruzione giudiziaria: Squillante, Savia, Napolitano; quelli, per intenderci, che il 21 gennaio 1996 prendevano il caffè al Bar Tombini con la signora Vespa.

    Paolo Gambescia (il Messaggero).
    ”L’immunità per i presidenti del Consiglio c’è in tutta Europa.”
    Per la verità NON esiste in nessun Paese d’Europa, anzi, dell’occidente. In Francia il premier non è parlamentare e non ha immunità. In Inghilterra è parlamentare ma senza immunità. In Germania ce l’avrebbe come parlamentare ma solo in teoria, perché le Camere autorizzano preventivamente i Giudici a procedere su tutti i loro membri all’inizio di ogni legislatura. In Spagna il premier è processato dai giudici della Corte suprema; e così via. Per non parlare del Presidente degli Stati Uniti, processabile per qualsiasi reato durante il suo mandato.
    Per informazioni, citofonare Clinton.

    Domenico Nania (An).
    ”Chirac in Francia è come Berlusconi in Italia.”
    Chirac è il Presidente della Repubblica e gode dell’insindacabilità funzionale come il suo omologo italiano; che non è Berlusconi ma Ciampi.

    Paolo Gambescia.
    Rinvierei il processo a Berlusconi a dopo le elezioni europee e amministrative. Per il bene di tutti.”
    Nel 2001 le politiche, nel 2003 il semestre europeo, ora le europee e amministrative. Ogni scusa è buona. Così Berlusconi guadagna altri sei mesi per la prescrizione; per il bene di tutti.

    Domenico Nania.
    ”Oggi per i giudici c’è una giustizia domestica al Csm, che assolve nel 95% dei casi. Per i politici no!”
    Ma il Csm non giudica i reati dei Giudici; solo le infrazioni disciplinari. Per i reati c’è la giustizia ordinaria, che quando scopre un giudice che ruba lo mette in galera.
    Di parlamentari arrestati, non ce n’è a memoria d’uomo.

    Roberto Calderoni (vicepresidente del Senato, Lega Nord).
    ”In democrazia è inaccettabile che una legge approvata da 354 deputati venga cancellata da un organismo di 15 membri politicizzati, in parte nominati da Scalfaro.”
    Certo, è inaccettabile che la Consulta, prevista dalla Costituzione per valutare la costituzionalità delle leggi, dichiari incostituzionale una legge senza chiedere il permesso a calderoni e altri studiosi della polenta taragna. Quanto ai membri politicizzati, sono quelli nominati (come prevede la Costituzione) dal Parlamento. Anche con i voti della Lega.
    Il problema, dunque, non sono i politicizzati genericamente intesi; sono i politicizzati degli altri.
    Due anni fa, Polo ed Ulivo mandarono alla Consulta l’avvocato Vaccarella, il civilista di Previti e Berlusconi.
    Dev’essere l’unico non politicizzato.

    Giuliano Ferrara.
    ”La partecipazione di Scalfaro ai girotondi getta un’ombra politica sulla decisione della Corte, dove siedono membri nominati da lui.”
    Il ragionamento (si fa per dire) del Molto Intelligente, subito ripreso dall’acuto Calderoni, spazza via due millenni di logica aristotelica e spalanca orizzonti inesplorati ai superstiti della legge 180.
    Si potrebbe sostenere, per esempio, che le sentenze dell’ex presidente Baldassarre non valgono perché poi è stato nominato dai berluscones presidente della Rai. Idem per le sentenze dei Giudici nominati da Cossiga, che poi s’è rituffato nella politica attiva esternando a tutto spiano, fondando e sfondando partiti.

    Italo Bocchino (An).
    ”Ma Scalfaro fa politica da una sola parte, a sinistra; mentre Cossiga da tutte e due le parti”.
    Ecco trovato il rimedio: gli ex presidenti della Repubblica devono far politica da entrambe le parti, contemporaneamente a destra e sinistra.
    Su Marte, qualcuno potrebbe chiedere come si fa. Ma in Italia c’è qualcuno che ci riesce benissimo.

    Paolo Franchi (Corriere della Sera).
    Titolo: “Tutti sconfitti”. Svolgimento: “Si fosse seguita fin dall’inizio la via suggerita da Meccanico <…> avremmo un’onesta norma di garanzia per tenere fuori dalle aule di giustizia, almeno fino al termine del mandato, le più alte cariche istituzionali <…> invece il lodo Meccanico s’è tramutato in un lodo Schifani dannato in partenza alla bocciatura.”
    Intanto non hanno perso tutti; hanno perso quelli che han fatto una legge incostituzionale e vinto quelli che vi si erano opposti: Magistrati, giuristi, girotondini, gran parte dell’opposizione, Scalfaro ed alcuni giornali (ma non il Corriere).
    Fra la proposta Meccanico ed il testo Schifani una differenza c’è: Meccanico la voleva votata da tutti, il Polo se l’è votato da solo.
    Ma è il principio base che la Corte ha respinto: quello che stabiliva che cinque cittadini non erano più uguali di fronte alla legge, in barba all’art.3 della Costituzione. Bisogna farsene una ragione

    A Berlusconi l’ha rovinato la Costituzione; è lui ad essere incostituzionale.
    PoliticaOnLine
    (2004-01-15 2235)

  5. #5
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    Predefinito Rif: Memorie di Marte

    Citazione Originariamente Scritto da salvo.gerli Visualizza Messaggio
    ...O MISERABILE CORNUTAZ KRIZAY, ORRIDO SLALOMISTA DELLA STRAMINKIA TRINARICIUTA ROSSA...sei ancora vivo ahinoi???




    iango:
    Come è umano Lei...

  6. #6
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    Predefinito Rif: Memorie di Marte

    Il nuovo idolo comico di Marte...

    ...Bondi.

    Per dimostrare che l’Italia non è un regime, il neo-coordinatore forzista Sandro Bondi ha avuto una bella pensata: una mostra itinerante «per celebrare i dieci anni della grande avventura di Forza Italia», così da «restituire ai militanti azzurri il senso del progetto ideale a cui partecipano» e da «ridare entusiasmo a tutti coloro che credono in noi, per la libertà, la persona, la famiglia e per cambiare l’Italia nell’interesse di tutti».

    La carovana partirà il 26 gennaio 2004, decimo anniversario del primo video messaggio a reti unificate, quando il Cavaliere - anticipando Bin Laden - entrò nelle case degli italiani per annunciare loro la buona novella: «L’Italia è il Paese che amo, ho deciso di bere l’amaro calice... la vecchia classe politica è stata travolta dai fatti e superata dai tempi. L’autoaffondamento dei vecchi governanti, schiacciati dal debito pubblico e dal finanziamento illegale dei partiti, lascia il Paese impreparato e incerto».
    Sull’ultima citazione sarà meglio glissare, per la presenza di vocaboli pericolosi («finanziamento illegale», e di concetti eversivi «l’autoaffondamento dei vecchi governanti», che esclude in radice il golpe delle toghe rosse).

    Seguiranno le immagini del primo, memorabile governo Berlusconi, passato alla storia per il decreto salvaladri, la legge Tremonti, i primi condoni, le mazzette alla Guardia di Finanza e il ribaltone di Bossi e Buttiglione (consigliabile sorvolare sugli ultimi due punti).
    Poi «la grande traversata nel deserto», cioè i duri anni di opposizione al regime comunista, quando Berlusconi riuscì a liberarsi dei debiti e di gran parte dei processi, a tenersi le tv e fu pure promosso padre costituente. Infine, gli strepitosi successi del secondo governo, purtroppo sconosciuti ai più perché «Berlusconi non comunica a sufficienza».
    Ora però provvede Bondi, con video, foto, discorsi, documenti e gadget, compresi i primi commoventi «kit del candidato», quelli che il Cavaliere mostrò in anteprima a Montanelli facendogli rischiare il soffocamento.
    Per dimostrare poi che Forza Italia è un grande partito democratico, aperto al dibattito e al dissenso, il sito internet azzurro ha aperto nel suo Forum una finestra intitolata «buon compleanno Presidente», in occasione del 67° anniversario della nascita di Silvio Berlusconi, caduto il 29 settembre scorso.
    Un forum senza censure, dove si possono trovare anche duri attacchi al premier. Qualche esempio.
    «Gentile Presidente, è l’orgoglio di molti Italiani che come me credono nella forza dei fatti, nella lealtà delle parole date e nella bontà dei cuori. Avanti fino in fondo. Noi giovani, disorientati da un mondo amorale e senza etica, abbiamo bisogno di modelli e di certezze» (Adolfo C.).
    «Caro Presidente, è doveroso porgere gli auguri a chi, scendendo in campo, ha salvato l’Italia dalla “gioiosa macchina da guerra” di Occhetto e dal rischio di un lungo regime di sinistra, per altro già perpetrato dalle “toghe “ e dalle “penne rosse”!!!» (Agnese).
    «Grazie per tutto quello che stà facendo per l’Italia e per tutti noi Italiani (Peccato che tra questi ci rientrano anche i comunisti)» (Fpm).
    «Il suo viso, Presidente, conosce un gesto per lui perpetuo : il suo sorriso. Il suo sorriso sparso nella nostra Patria, nei nostri cuori, seminato in un sentimento, bagnato da dolcezza, serenità e amore... che pochi sanno fare come lei Presidente. Il suo sorriso nasce da un piacere di donare, mostrare ciò che ha nel cuore e noi italiani sappiamo bene cosa ha nel cuore il Presidente del Consiglio. Mi chiedo se non ci fosse il nostro caro Berlusca dove andremmo a finire. Grazie di averci tolto dalle mani dei komunisti falsi e ignoranti » (Leonardo).
    «Grazie di esistere! Grazie di averci salvato!» (Donatella).
    «C’è un luogo molto speciale in cui mi rifugio quando il mio cuore ha bisogno di esprimersi... In questo angolo di mondo, dove la luce è vita... In questo giardino eterno dove tutto è splendido... Io immagino un amico vero... Una persona con il potere di farti sorridere quando magari sei triste... Di insegnarti i valori della vita... Che ti asciughi le lacrime prima ancora di fartele versare... Io credo di averlo trovato, per questo sono qui ora. Grazie Presidente!» (Marco A.).
    «Che Dio la benedica e la conduca sempre sulla strada della saggezza e della giustizia, affinché noi ed i nostri figli viviamo in una società sempre più orientata ai valori dettati dalla nostra fede (religiosa e politica) e che l’unità del paese non venga allentata dai sovversivi “rossi”» (Enrico C.).
    «Grazie per aver salvato l’Italia dal buio e mille luci splendano stasera sulla sua Festa» (Macchiolino).
    «Ho sentito l’annuncio dato sulle tre reti televisive sulle pensioni: analisi onesta e chiara... Hai tolto lo spazio alla sinistra per fare demagoggia e imbrogliare il popolo se la gente si rendesse conto dell’imbroglio e delle falsità che i sindacati e la sinistra dicono... Continua ad applicare il metodo che hai fatto per le pensione, così togli lo spazio a sindacati e politici per imbrogliare gli Italiani» (Eleuterio).
    «Carissimo Presidente, scrivo da Napoli e sono iscritto al suo partito. Chiedo venia se scrivo in ritardo, ma purtroppo per motivi legati al break-out, non potevo farlo prima... Le volevo fare i complimenti per il suo discorso in tv, ha fatto davvero bene, bravissimo, l’Italia deve sapere di chi è la colpa se ci troviamo in questa situazione... Quindi caro Presidente vada avanti e non si preoccupi dell’opposizione, dei sindacati, della piazza (Bertinotti ha minacciato, spero che le minaccie non portino alle pistole, come è successo in passato), dei girotondini, dei dipietristi, dei nannimoretti, Forza Presidente, lei quando parla mi fa sentire più forte. Quindi vada avanti ed usi la tv per parlarci, sperando che l’opposizione non la oscuri!» (Anonimo).

    Certo, si può fare di più. Ma, considerata l’esiguità dei mass-media a disposizione del Cavaliere, c’è da essere soddisfatti.

    Dieci anni di sforzi non sono stati vani.
    La gente sta aprendo gli occhi.
    PoliticaOnLine
    (2004-01-16 1239)

    No, davvero; a parte gli scherzi.
    SEMBRA roba scritta ieri ...

  7. #7
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    Predefinito Rif: Memorie di Marte

    Dato che sto vedendo molto attivi, in questi giorni, due vetero-craxiani tuttiugualisti AC/DC, ci mettiamo questa chicca.

    Riformisti ad Hammamet

    Hammamet, 19:22
    Pera davanti tomba Craxi: uomo importante storia Repubblica

    Il presidente del Senato, Marcello Pera, ha reso omaggio alla tomba di Bettino Craxi che si trova in un piccol cimitero cattolico di Hammamet. Pera ha poi detto Craxi è stato "un uomo importante nella storia della Repubblica" e un leader della sinistra. Pera ha poi aggiunto che il giudizio sul suo operato non può limitarsi alle vicende giudiziarie che lo hanno travolto.(red)

    E' lotta all'ultimo sangue, su Marte, per aggiudicarsi il titolo di miglior comico dell'anno.
    Molti sondautenti del Pianeta Rosso si stanno appassionando alle performance comiche di un nuovo guitto che rischia di spazzare via gli ormai classici Schifani, Bondi, Ferrara, Nania e tutto il caravanserraglio della compagnia di giro "La Casa delle Libertà".
    Marcello Pera

    Pera sulla tomba di Craxi/1
    "Chi, come Craxi, attacca i magistrati di Milano, mostra di non capire la sostanza grave, epocale, del fenomeno della corruzione"
    (Marcello Pera, La Stampa, 19 luglio 1992).

    "(Quello del Psi) è un personale vecchio e trasformista e un ceto di individui mai visti, spesso simili ai bravi, certo con scarsi o nessun ideale politico che non fosse la conquista o la gestione del potere"
    (Marcello Pera, La Stampa, 5 maggio 1992).

    Pera sulla tomba di Craxi/2
    "Un gruppo di amministratori corrotti a Milano non sono dei 'mariuoli', ma la spia di un male più profondo e diffuso. E' inutile che Craxi se la prenda con gli 'sciacalli' e il suo portavoce Intini con il solito 'giornale partito' (la Repubblica, ndr)"
    (Marcello Pera, La Stampa, 5 maggio 1992).

    "Craxi sbaglia (a parlare di golpe dei giudici, ndr)... Ciò che i cittadini vedono è solo una lunghissima serie di indagini, avvisi di garanzia, incarcerazioni, confessioni, processi che riguardano persone specifiche... Il malaffare partitocratico era ramificato ovunque, ma non è in atto un attacco alla democrazia".
    (Marcello Pera, La Stampa, 1° febbraio 1993).
    http://www.maxhead.org/pol/showthrea...35&t=&start=20
    (2004-01-18 1985 )
    Ultima modifica di MrBojangles; 30-08-11 alle 09:28

  8. #8
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    Cool Rif: Memorie di Marte

    Citazione Originariamente Scritto da Proteus Visualizza Messaggio
    Come è umano Lei...
    ...MA TU CHE VOI??

    hefico:
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    Impossibilia nemo tenetur

  9. #9
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    Predefinito Rif: Memorie di Marte

    Due in uno; la riforma della bugia e della decenza

    Prosegue, su Marte, l'escalation di successo (e di risate marziane) per le trasmissioni comiche provenienti dalla sonda "Silvius", che stanno spopolando sul Pianeta Rosso.
    Uno dei comici di punta della CdG (compagnia di giro), Adornato, presenta la Carta dei valori da distribuire dopodomani.
    «Siamo liberali, laici e cattolici e socialisti»
    E giù risate....

    Il "canovaccio" del nuovo spettacolo.

    Pensavate che Forza Italia fosse un partito di centrodestra?
    Lo avete ripetutamente definito «leggero», «di plastica», «partito- azienda»? Vi sembrava privo di radici storiche, cultura di governo, radicamento territoriale? Indifferente ai valori?
    Bene: vi sbagliavate.

    Basta leggere la nuovissima scemeggiatura dello show "Carta dei Valori azzurra", sfornata da Ferdinando Adornato per il decennale della scesa in palcoscenico del capocomico che cade sabato prossimo. Si apprende così che Forza Italia è un «nuovo partito di centro, liberal-popolare e liberal-socialista, alleato con la destra moderata e aperto alla cultura della sinistra riformista».
    Non basta: contrasta le «oligarchie» ma è lontano da «concezioni populiste»; è democratico, antifascista, anticomunista, antifondamentalista, pure interclassista; auspica lo stato federale senza - per carità - mettere in pericolo l’unità nazionale; coniuga cattolici e laici unendo «cattolicesimo liberale e popolare», «umanesimo laico, liberale e repubblicano», «liberal socialismo».
    (E già a questo punto s'è rischiato che venisse giù il teatro, dalle risate. Ma il "meglio" deve ancora venire)

    Un preambolo
    Un corposo manifesto che per Adornato rappresenta la «carta d’identità» del partito e che verrà distribuito in 5mila copie agli altrettanti partecipanti alla convention di dopodomani. Per la prima uscita pubblica del capocomico Berlusconi dopo la rimessa in forma, la scenografia del Palazzo dei Congressi all’Eur si annuncia sobria: solito sfondo azzurro, leggio, jingle forzista e inno patriottico. Previsti un logo celebrativo e uno slogan
    («Dieci anni di battaglie per difendere la libertà»).

    Mentre il coordinatore Sandro Bondi mette le mani avanti:
    «Fi senza Berlusconi? Non per i prossimi trent’anni. Certo che è un partito basato sulla sua leadership, finora Silvio l’ha tenuto per mano, solo ora sta cominciando a camminare con le sue gambe...».
    Gambe corte, ovviamente...

    Ma il piatto forte - tolte le due ore di intervento berlusconiano - resta il decalogo contenente le «impronte digitali» del partito.
    Si scopre così che Forza Italia riconosce il «ruolo storico» della Chiesa cattolica, ma è un partito «aconfessionale» con «piena libertà di coscienza su tutte le questioni inerenti a problemi religiosi e morali comunque posti».
    È europeista ma in stretta sinergia con gli Usa perché «l’Occidente è uno» e la «culla teorica» è la stessa. Individua nella pace un «valore supremo e universale», però ci sono anche libertà e diritto alla legittima difesa.
    Promuove il dialogo fra le civiltà ma senza «complessi di colpa» né «abdicazioni identitarie».
    Accoglie gli immigrati purché rispettino le leggi.
    È ecologista ma senza «misticismo naturistico». Fa proprio (l’ultimo, in ordine di tempo, era stato Jovanotti) il «pensiero positivo» contro le «culture nichiliste» della noia e del cinismo.
    A sorpresa, sostiene il talento e la creatività contro il conformismo e la mediocrità.
    Crede «in una civiltà dell’amore, non dell’invidia e dell’odio». Forza Italia poi «si riconosce nella Costituzione italiana» dichiarandole «sicura fedeltà», però non la considera «un totem inviolabile» e si riserva quindi facoltà di cambiarne qualche articolo.
    Vuole risolvere non solo la questione meridionale, ma anche quella settentrionale
    (rendendo disoccupato l’alleato Bossi)
    e persino quella romana fra Stato e Chiesa che «fin dall’unità d’Italia pesa sulla nostra vista pubblica».
    Quanto alle origini del partito di Arcore, nasce sì per evitare «una deriva illiberale del sistema» ad opera della «via giustizialista» perseguita dal «circuito procure- media-sinistra».
    Ma sia chiaro: i pm di Milano hanno strumentalizzato il «sacrosanto desiderio di punire la corruzione politica», che Forza Italia ovviamente condivide.

    Alla fine delle quarantacinque pagine, la conclusione per il lettore giunge obbligata: salve poche frange di adolescenti depressi, fanatici estremisti e membri dell’Animal Liberation Front, il resto d’Italia e dell’intero pianeta è popolato di forzisti consapevoli (i meno) e inconsapevoli (i più).

    Greetings from Mars...
    PoliticaOnLine

    (2004-01-22 13:228 )

  10. #10
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    Predefinito Rif: Memorie di Marte

    La riforma della Capitale...

    Milano, 14:18
    Lega, Bossi insiste: Roma ladrona crollerà

    Umberto Bossi ha deciso di cavalcare fino in fondo lo slogan "Roma ladrona", rispondendo così alla querela presentata dal sindaco della capitale Walter Veltroni: "Roma ladrona crollerà, diciamo no a Roma ladrona", ha detto Bossi all'inizio del comizio per la manifestazione della Lega in favore delle riforme istituzionali. Poi ha aggiunto un tema che aveva lanciato già parlando con i giornalisti nel corso del corteo: "Bisogna difendere anche i cittadini romani da Roma ladrona". (red)

    Irrompe nel palinsesto comico, su Marte, la parodia di un ministro.
    Risa e sghignazzi hanno accolto la performance del guitto che si da del ladro da solo.

    Greetings from Mars...
    PoliticaOnLine
    (2004-01-25 14:49:00)

 

 
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