





Il crollo per me sarebbe auspicabile perchè a crollare sarebbe l'attuale sistema socio/politico/economico che ha ben pochi secoli di vita e non rappresenta certo la civiltà occidentale nel suo insieme temporale.
Peraltro, io non credo assolutamente in un passaggio di testimone duraturo ai nuovi Paesi emergenti come Cina e India perchè se crolla il suddetto sistema crolleranno anche loro. Anzi ritengo che l'acquisizione da parte di questi paesi dell'attuale paradigma occidentale sociale e produttivo ha il merito di accelerare il crollo complessivo del sistema.
Se crollo ci sarà, i primi a rinascere saranno quelli che avranno saputo mantenere un forte legame con le proprie radici culturali.
E qui ci sarebbe molto da discutere : quali sono tali radici culturali nelle principali civiltà? e quali sarebbero quelle vincenti in seguito a un reset complessivo? Sarò ottimista ma io ritengo che l'occidente in questa situazione potrebbe avere molte carte da giocare.


L'Occidente non crollerà, ci sarà solo una fase turbolenta in cui a fronteggiarsi saranno forze neo-egualitarie ed establishment tecnocratico più o meno autoritario.
Se volete vedere il futuro, guardate (semplifico molto) l'Islanda o l'Ungheria.
Ultima modifica di Rasputin; 30-08-11 alle 14:01
PEOPLE SMASH AUSTERITY




Spiritualmente è già morto da un pezzo, in Italia e Germania dalla WWII, e poi generalmente dal 1968, con la secolarizzazione, il libertinismo, il nichilismo, il consumismo, il disfacimento della famiglia, la crisi demografica...
anche nel resto del mondo le masse giovanili sono inclini a farsi intortare dal consumismo e dai feticci occidentali però in quei paesi non è avvenuto il tradimento delle elites, a differenza nostra.
Da noi non esiste più alcuna identità, nè sentita dalla classe dirigente nè propagandata presso le masse, è una società insulsa, anarcoide, senza punti di riferimento che non sia l'arricchimento personale, un collante ben poco saldo, specialmente di questi tempi, in cui la parola d'ordine è diventata "ricconi plutocrati di tutto il mondo unitevi, e fottetevene delle nazioni, dei popoli e dei lavoratori".
L'unico punto di vantaggio che ci resta è la supremazia militare, più americana che europea poi...
una supremazia non usata per rafforzare le etnie bianche ma per alimentare gli interessi dellaplutocrazia di cui sopra...
diciamo la verità, come popolo in Occidente non contiamo più niente.
Ultima modifica di Robert; 30-08-11 alle 14:23
CLAUDIA CONTE, TI AMO!




L'occidente è prossimo al crollo? Intanto bisognerebbe capire cosa intendiamo per crollo. Caduta della maggior parte delle istituzioni statuali e sovranazionali nord-americane ed europee? Regressione apocalittica delle economie? Per intenderci, un nuovo XVII secolo?
E' possibile (tutto è possibile) ma direi decisamente improbabile.
Sicuramente siamo in una fase di transizione e, come dice l'attento e capace Benetazzo, nei prossimi 5-10 anni Europa e Stati Uniti subiranno trasformazioni epocali. Questo per quanto riguarda l'aspetto socio-economico.
Per quanto riguarda il lato morale e più puramente politico credo che il fondo lo abbiamo già toccato, anche se giustamente si può sempre iniziare a scavare... Purtroppo da questo punto di vista l'Europa appare morta e putrescente, eccezion fatta forse per alcuni lodevoli tentativi di resistenza in Polonia, Russia e Ungheria.
Se poi si pensa ad una possibile guerra mondiale, beh, senza ombra di dubbio in questi pochi anni si stanno condensando numerosi fattori che potrebbero provocare una gigantesca detonazione in Europa, negli Usa e nelle zone limitrofe ad essi. Io guarderei con particolare apprensione ai movimenti in Siria, dato che almeno fra di noi sarebbe utile non nascondere il fatto che il peggior nemico per la pace mondiale è israele.
Se vuoi farti buono, pratica queste tre cose e tutto andrà bene: allegria, studio, pietà. (San Giovanni Bosco)


Tracollo economico non saprei, probabilmente in futuro dovremo ridurre i nostri consumi e il nostro tenore di vita per far fronte alla crisi incalzante, ma penso ci siano utenti molto più preparati di me in questo campo quindi evito di pronunciarmi.
Il problema rimane sempre lo stesso, non siamo uno stato totalmente autonomo e ne paghiamo le conseguenze su tutti i fronti.
Senza considerare il fatto che c'è una classe politica trasversalmente incompetente e ridicola.
Ultima modifica di Gallows; 30-08-11 alle 18:37


Come potrebbe proseguire la spirale dell'indebitamento clientelare con un governo commissariato e non più autonomamente padrone di indebitarsi?
Ultima modifica di Troll; 30-08-11 alle 18:46