

http://antispeverona.blogspot.com
"Se un vivisettore dicesse: “Un cane o un bambino?”, un liberatore difenderebbe sempre il cane."




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Non sono d'accordo. Quello di Matteotti fu un omicidio NON voluto da Mussolini e le cui reali motivazioni probabilmente mai le sapremo. A conti fatti il delitto Matteotti destabilizzò un governo che aveva appena ottenuto una solidissima maggioranza parlamentare. Se Mussolini passò indenne il guado fu perché, in primis, le opposizioni furono velleitarie e inconcludenti, in secundis, perché - stante quanto detto - si arrivò ad un punto in cui la sola alternativa al Fascismo era il caos.
Inoltre, anche volendo attribuire in definitiva il delitto Matteotti al Duce e al Fascismo, non si può fare a meno di notare che trattasi comunque di un omicidio perpetrato in un clima generale in cui la violenza politica non era ancora cessata (si pensi che in quel periodo vi furono anche omicidi di fascisti da parte di scherani dell'opposizione antifascista).
Ma l'attentato terroristico è ben altra cosa.


Concordo al 200%
Tra l'altro sottolineo che mentre i fessi soldati tuttora
marciscono dentro i capi delle brigate ciassad sono
tutti liberi.
Lo stesso discorso lo si potrebbe fare per buona
parte della sinistra al di la del pci.
Sulle BR ha decisamente ragione il Pmli retorica
antifascista a parte.


E fu così che scoprimmo che la destra radicale è diventata tutto a un tratto filo-gandhiana tutta peace & love. :gluglu:






So benissimo che Mussolini non approvò, nè ordinò l'omicidio di Matteotti.
Forse mi spiego male. Ma quello che tu scrivi conferma cio' che sostengo sulla natura delle rivoluzioni.
La violenza, anche non giustificata, e' intrinseca in un movimento rivoluzionario, anche oltre la volontà del capo.
La violenza in se', anche non giustificata da esigenze oggettive, e' parte integrante di ogni rivoluzione.
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uno dei passi più illuminanti del libro di Moretti è quando si parla delle varie infiltrazioni delle br,dei campi d'addestramento in cecoslovacchia,delle connessioni coi servizi segreti(tra l'altro illazioni che molti qui riprendono ma che in primis sono state elaborate dal PCI e gente a loro collegata come flamigni),etc lui sottolinea come le br siano state un esperienza puramente italiana,figlia di quei tempi,ma che differiva per certi versi radicalmente dall'humus culturale e sociale del paese prevalentemente levantino e incline al compromesso ...i brigatisti erano dei zeloti della rivoluzione,portavano con loro una visione assolutamente fideistica del marxismo leninismo...si può essere in disaccordo con la loro weltanschaungt ma si dovrebbe sempre rendere l'onore delle armi a chi ha combattuto e anche duramente pagato determinate scelte
una precisazione:Moretti non si è mai dissociato...probabilmente chi lo ha affermato prima si è confuso con Morucci
a Malaparte consiglierei se interessato a leggere altro sull'argomento il libro di enrico Fenzi"armi e bagagli" e quello, intriso di disperazione e sconforto, della Balzerani"compagna luna"...da evitare Franceschini e quelli del sopraccitato Flamigni