Secondo voi come sarà il mondo nel 2100?
Le opinioni e teorie sono tra le più ottimiste, pessimista e degli intermedi.
Eccone alcune:
- Siccità, guerre per l'acqua e milioni di persone costrette ad emigrare a causa di carestie e epidemie: è questo lo scenario apocalittico del mondo alla fine di questo secolo, dipinto in un rapporto sui cambiamenti climatici dell'autorevole Hadley Centre for Climate Prediction and Research. Secondo lo studio - presentato alla conferenza sul clima tenutasi in occasione del congresso annuale del partito conservatore a Bournebouth - al quale hanno lavorato i più eminenti climatologi britannici, entro il 2100 la metà della superficie della Terra sarà stretta nella morsa della siccità, mettendo in pericolo l'esistenza di milioni di persone, con gravi ripercussioni socio-economiche su tutto il pianeta.
E' la prima volta che la minaccia della siccità - provocata dall'effetto serra - viene misurata in maniera oggettiva utilizzando il supercomputer dell'Hadley Centre basato su modelli climatici. Lo studio - condotto da Eleanor Burke e da due altri colleghi del centro e che verrà pubblicato alla fine del mese sulla rivista scientifica The Journal of Hydrometeorology - fa una previsione su come un indice di siccità chiamato Palmer Drought Severity Index (PDSI) aumenterà nei prossimi decenni, in relazione alla diminuzione delle piogge e all'aumento delle temperature globali causato dall'effetto serra.
Dai risultati emerge che una siccità moderata, che attualmente colpisce il 25% della superficie del pianeta, colpirà il 50% di essa entro il 2100, mentre un livello di siccità grave, ora riscontrabile soltanto sull'8% della superficie della Terra, sarà presente invece sul 40% di essa. La siccità estrema, salirà invece dal 3 al 30%. E secondo gli scienziati, per quanto disastrose, tali previsioni sarebbero addirittura ottimistiche.
Lo studio non ha tenuto infatti conto del potenziale impatto sulla siccità dovuto all'effetto del riscaldamento gobale sul ciclo dell'acqua, che potrebbe modificarsi in maniera irreversibile. In un'altra ricerca dell'ufficio meteorologico britannico, che analizza anche i cambiamenti del ciclo dell'acqua, i livelli di siccità previsti per il futuro sono infatti persino più alti. I risultati della ricerca hanno provocato reazioni sgomente da parte delle associazioni umanitarie e degli esperti di sviluppo internazionale, che temono che i Paesi poveri saranno quelli che pagheranno il prezzo più alto della mancanza d'acqua. "Non c'é aspetto della vita nei Paesi in via di sviluppo che non verrà colpito da queste previsioni: la capacità di produrre cibo, la capacità di avere misure igieniche adeguate, la disponibilità di acqua. Per centinaia di milioni di persone, per le quali arrivare alla fine del giorno già oggi è difficile, questa sarà la spinta oltre il precipizio", ha detto Andrew Simms della New Economics Foundation, uno dei massimi esperti britannici sugli effetti dei cambiamenti climatici sul Paesi in via di sviluppo. "E' terrificante. Si tratta di una condanna a morte per milioni di persone. Porterà a migrazioni mai viste, a livelli che i paesi poveri non riusciranno ad affrontare", ha dichiarato Andrew Pendleton dell'associazione umanitaria Christian Aid.
E' stata posta una domanda a più di mille giovani, di sesso misto, di età differente, come sarà il 2100?
1- Il 34,7 % degli esaminati ha dichiarato che il mondo fra 90 anni sarà totalmente diverso, e che la tecnologia ci permetterà di vivere molto più a lungo.
2- Il 21.9 % è piuttosto indeciso, e non ha pensieri realizzabili. Spera però che la natura continui ad esistere, e che l’inquinamento non rovini i propri nipoti.
3- Il 17.5 % crede che la robotica sarà il nuovo, importante business.
4- Il 16.6 % spera che sia un mondo vivibile, senza avere troppe aspettative.
5- Il 9.3 % credere che la guerra farà da padrona, a dispetto della pace tanto acclamata in questo periodo.
Molti ottimisti sostengono invece che se ci si mette in marcia ora o tra pochi anni per allentare terribilmente la morsa d'ozono che farà sparire tutti i ghiacciai della terra entro il 2030-2040, nel 2100 sarà una sorta di rinascita del pianeta, simile a quella ipotizzata da Asimov, solo un miliardo o due miliardi di persone, decentrati in colonie spaziali immense, dove tutte le risorse sono tutte equamente distribuite e il petrolio insieme al nucleare saranno solo un ricordo.
C'è chi parla di una possibile architettura ecosostenibile entro il XXII secolo, un’architettura viva, in osmosi con l’ambiente e l’uomo l’”archibionict”, cioè architettura più biotecnologie più ICT. Il suo creatore è il giovane architetto belga Vincent Callebaut che ha iniziato ad immaginare il mondo del 2100. E ci parla di un Pianeta che ha subito il cambiamento climatico, di oceani le cui acque si sono ingigantite a causa dello scioglimento dei ghiacciai ai poli, ma anche di una rinnovata e redenta umanità che prova a ricostruire attraverso il patto di pace con l’architettura, la sua comunione con la natura.
E ci parla, attraverso i suoi progetti, di spazi anti-smog, di isole autosufficienti, Lilypad, come l’Arca di Noè, di torri avvolte da edere e rampicanti, la Foresta Profumata, che stabilisce come un axis-mundi o un cordone ombelicale, il ritorno alla natura attraverso materiali sostenibili, costruzioni a impatto zero, autosufficienza energetica.
Tutti i suoi progetti sono da considerarsi come piante, alberi, cespugli che sopravvivono grazie al contatto con la terra e al nutrimento del sole, del vento e dell’acqua, la cui energia accumulata alimenta l’uomo e tutte le creature che gravitano intorno al nuovo ecosistema. Sono loro, le architetture, il centro dell’universo e l’uomo una delle tante creature che con esse interagiscono. Sono le Ecopolis trasversalmente costruite, anzi immaginate come in una premonizione, da Parigi a New York, da Hong-Kong a Bruxelles, riconoscendo e rispettando in ogni luogo la sua biodiversità, rispettando il “glocal” e dialogando sempre con l’ambiente, fosse anche di sola polvere.
Esisterà ancora la Chiesa cattolica? Il suo millenario potere e la sua influenza quasi incontrastata sulle persone? O sarà caduta nel frattempo assuefatta da Nuove Religioni più libertarie, "laiche" e progressiste o dallo stesso ateismo che si suppone diverrà una forza ideologica molto potente e diffusa entro la metà del XXI secolo.
Il mondo verrà sconvolto dalle tanto terribili e conosciute guerre termonucleari per correre alle risorse rimanenti da sfruttare? Molte specie animali si estingueranno? O la tecnologia umana permetterà di riportare in vita e clonare specie sterminate? E se modifiche genetiche ci permettessero di far nascere uomini belli e perfetti e dopo i 25 anni il corpo non invecchiasse mai? Le società multietniche troveranno una via più consona e rispettabile per esistere o imploderanno? Continenti poveri e dilaniati come l'Africa, specialmente centrale, troveranno il modo di liberarsi dai tiranni ed imboccare la strada del progresso e addirittura pensare di raggiungere lo sviluppo e un boom economico e di benessere simile a quello dei Paesi occidentali?
India e Cina pretendono di "inquinare" ancora per trent'anni come giustificazione ritenendolo necessario per il loro sviluppo che invece l'Occidente l'ha avuto in quasi due secoli e mezzo di epoche industriali.
E se la stirpe bianca caucasica se divenuta minoritaria nel mondo di fronte invece alla crescita dei figli del Terzo e Quarto Mondo finisse in guerra contro questi paesi che un tempo armava e ora vogliono prendersi una rivincita ricordando il colonialismo europeo? I vari caudilli e dittatorucoli manderanno a morte milioni di soldati pur di raggiungere l'intento di conquistare l'Occidente con guerre sante o "giuste", i bianchi si difenderanno con le loro armi più terribili e devastanti ma alla fine verranno sopraffatti?
Oppure una pace quasi eterna consentirà all'umanità di aver sconfitto guerre, povertà, carestie e virus, rispettando la Natura e colonizzando il Sistema Solare e poi lo spazio con tecnologie all'avanguardia senza più fanatismi religiosi ed ideologici e forse con una razza umana meticcia e meno di un'etnia "pura"?
E il ruolo della robotica? Nasceranno droidi e cyborg non solo per fabbriche ed industrie? Intelligenza quasi umana? E se scoppiassero guerre tra uomini e robot?
Come sarà il mondo del 2100?




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