Centro studi Giuseppe Federici - Per una nuova insorgenza
Comunicato n. 63/11 dell’8 settembre 2011, Natività della B. V. Maria
Stati canaglia
Ecco cosa esporta, con le guerre democratiche e mondialiste, l’Occidente apostata, figlio della massoneria e del protestantesimo.
2002: Sì all'adozione per i gay così la Svezia volta pagina
STOCCOLMA - Primo al mondo il Riksdag svedese ha approvato mercoledì sera una provvedimento che concede anche alle coppie omosessuali il diritto di essere messe alla prova per adottare bambini non solo svedesi ma anche di altri paesi. Su 349 deputati 198 i sì, 38 i no, 71 astenuti, 42 assenti dall' aula monocamerale. E mercoledì 5 giugno è già considerata una data storica. La modifica della legge attuale entrerà in vigore quando lo deciderà il governo. Impossibile oggi prevedere una data precisa. Dovrà infatti essere disdetta innanzitutto la Convenzione europea sulle adozioni del 1967 che riguarda soltanto le adozioni per coppie sposate. Passeranno poi almeno sei mesi prima che l' abolizione della Convenzione entri in vigore. Resta così incerta la data in cui la prima coppia gay potrà essere presa in considerazione per acquistare il diritto alla concreta adozione internazionale di un bambino. La nuova legge approvata mercoledì sera riguarda i partner «registrati» (la registrazione di coppie omosessuali risale al 1995) che intendano diventare genitori adottivi. I partner registrati ed i conviventi omosessuali potranno ottenere la tutela congiunta di un bambino e avranno il diritto agli stessi assegni per i minori come i conviventi eterosessuali. Secondo la legge svedese un' adozione non può mai essere annullata ed il bambino adottato automaticamente diventa cittadino svedese purché almeno uno dei genitori adottivi abbia la cittadinanza svedese. Chi richiede l' adozione di un minore deve avere almeno 25 anni. A volte è concesso anche ai single di adottare. (…)
Fonte: http://ricerca.repubblica.it/repubbl...la-svezia.html
2011: Svezia: asilo per bambini senza sesso
Si chiama Egalia (uguaglianza), l'asilo svedese dove i bambini non possono essere né maschi né femmine. Nell'asilo è vietato a maestri e inservienti di rivolgersi ai piccoli usando il pronome lui o lei. Ovviamente divieto assoluto per grembiuli rosa o azzurri mentre i giochi sono di tutti i tipi: bambole, trenini, piccole cucine. Chi ha visitato l'asilo fa anche notare che le bambole sono tutte rigorosamente di colore, cioè nere. Ma soprattutto fa scalpore che i bambini vengano chiamati e definiti con il pronome neutro svedese "hen" (che è inesistente nel vocabolario svedese ma è stato inventato dalle femministe e dai circoli omosessuali) in modo che i piccoli crescano senza quelli che gli educatori definiscono pregiudizi sessuali: non devono cioè sapere se sono maschi o femmine, ma semplicemente bambini neutri. Nonostante la particolarità, la lista d'attesa per far entrare i propri figli a Egalia è lunghissima. L'asilo in realtà è molto piccolo, dispone di soli 33 posti. Si trova nel distretto di Sodermalm, una piccola isola molto popolata a sud di Stoccolma. Da quando è stato aperto, circa un anno fa, un solo bambino è stato ritirato. E' un progetto pedagogico ben preciso quello che viene offerto: lotta alla discriminazione sessuale. Ecco uno die punti forti del programma: «La società si aspetta che le bambine siano femminili, dolci e carine e che i bambini siano rudi, forti e impavidi. Egalia dà invece a tutti la meravigliosa opportunità di essere quel che vogliono». Ci sono anche libri dai testi appositi, come quello che racconta dell'amore tra due giraffe maschio. Vietati classici come Cenerentola e Biancaneve: troppo maschilisti. Ci sono anche critiche al progetto: c'è chi dice che vietare a un maschietto di giocare con una spada e di urlare mentre fa la lotta può produrre l'effetto contrario di quello sperato.
Fonte: SVEZIA/ Asilo per bambini senza sesso
2011: Schiaffo al figlio per stradaitaliano arrestato a Stoccolma
Il capriccio di un ragazzino. Uno schiaffo del padre per rimproverarlo e un weekend di vacanza si trasforma in tre giorni di galera. La storia arriva da Stoccolma. Protagonista un consigliere comunale di Canosa di Puglia, un comune a nord di Bari. Il politico pugliese, Giovanni Colasante, 46 anni, ha commesso una colpa che per il governo svedese è un reato da punire addirittura con il carcere. Ha dato uno schiaffo al figlio dodicenne che faceva i capricci davanti a un ristorante di Stoccolma. Ora, in attesa della sentenza del giudice che si pronuncerà martedì prossimo, Colasante, eletto con una lista civica di centrodestra, ha obbligo di firma nel paese dove era in vacanza con la famiglia e un gruppo di amici. Non è chiaro se l'uomo sia stato visto schiaffeggiare il ragazzo da alcuni avventori del ristorante che avrebbero poi chiamato gli agenti, o se sia stato notato proprio dalle forze dell`ordine nell`atto di dare lo scappellotto al figlio. Fatto sta che si è visto circondare, ammanettare e accompagnare in gendarmeria con l'accusa di maltrattamenti su minori. La legge svedese, infatti, non ammette che i genitori alzino le mani sui figli. Colasante sarebbe dovuto partire insieme alla sua comitiva per una crociera tra i fiordi, ma ha passato invece tre giorni nel carcere di Stoccolma. Scarcerato venerdì scorso, è rimasto in Svezia insieme alla moglie per ottemperare agli obblighi in vista dell`udienza, mentre i compagni di viaggio e i figli sono rientrati a Canosa.
Fonte: Schiaffo al figlio per strada italiano arrestato a Stoccolma- LASTAMPA.it
Il materiale da noi pubblicato è liberamente diffondibile, è gradita la citazione della fonte: Centro Studi Giuseppe Federici
Archivio dei comunicati: Centro Studi Giuseppe Federici




Rispondi Citando