Sono totalmente d'accordo con i dissidenti e le loro ragioni sono quelle che mi hanno fatto interrompere ogni contatto con i meet-up locali. :giagia:
Si riuniscono i “dissidenti” del 5 Stelle“Con Grillo manca comunicazione” | Eleonora Bianchini | Il Fatto Quotidiano
Li hanno chiamati “grillini dissidenti”, ma loro non ci stanno. Specificano che non hanno nessuna intenzione di golpe, ma vogliono discutere sugli strumenti di democrazia diretta che il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo ha promesso nell’articolo 4 del suo ‘non statuto’ e secondo loro non ha mai realizzato. All’indomani del Cozza Day alcuni attivisti del M5S si sono riuniti in piazza dei Quiriti a Roma, a soli due chilometri da Montecitorio, per “condividere idee e offrire validi spunti per coinvolgere i cittadini italiani nella vita politica del nostro paese”. L’invito è stato spedito anche a Beppe Grillo e alla Casaleggio e Associati, che ne cura la comunicazione e il blog. Ma oltre a non ricevere risposta, Grillo si è dissociato con un post scriptum online: “In occasione della mia presenza a Roma per “Parlamento pulito” – ha scritto – il 10 settembre e nei giorni successivi, non è previsto né concordato, alcun incontro nazionale di nessun genere del Movimento 5 Stelle per discutere linee guida e programma”.
Una presa di distanza che i cosiddetti “dissidenti” interpretano come una chiara volontà di mantenere frammentata la base per continuare a decidere dall’alto. Tra di loro non c’è nessun portavoce e preferiscono rispondere alle domande tutti insieme durante un’audio chat (registrata e disponibile sul sito dell’evento). Tutto è iniziato da un incontro su facebook degli attivisti che si chiedevano perché la piattaforma di consultazione online prevista dall’articolo 4 del ‘non statuto’ non fosse ancora online. Si tratta di uno “strumento di consultazione per l’individuazione, selezione e scelta di quanti potranno essere candidati a promuovere le campagne di sensibilizzazione sociale, culturale e politica promosse da Beppe Grillo così come le proposte e le idee condivise nell’ambito del blog”.
Di fatto sarebbe l’unico mezzo di democrazia diretta per prevenire investiture politiche “dall’alto” e indipendenti dalla consultazione dei cittadini. Un modo per evitare imposizioni e nomine arbitrarie, specie nel caso di elezioni nazionali. “E’ una distorsione strumentale chiamarci “dissidenti” e non vogliamo riscrivere lo statuto, che abbiamo già. Vogliamo solo portarlo a compimento”, specificano. E puntualizzano che durante l’incontro non sarà esposto o affisso il simbolo del Movimento 5 Stelle, di cui Beppe Grillo detiene la titolarità e che “non può essere utilizzato al di fuori delle elezioni”. Pena diffida da parte del blogger. “Sarebbe auspicabile la presenza di Grillo e Casaleggio – proseguono nel corso della audiochat – visto che presenteremo anche un progetto della piattaforma mancante. Si chiama Agora2.0. Se Casaleggio volesse prendere spunto, saremmo contenti. Comunque non c’è una mozione concordata, ma una sentita esigenza di confronto. In effetti, notiamo che con Beppe Grillo esiste un problema di comunicazione”.
Seppure in termini più lievi anche Davide Bono, consigliere del Piemonte, auspica in futuro un movimento “più strutturato” anche se sottolinea che “Grillo non è mai intervenuto nelle scelte politiche sempre decise tramite autoconsultazioni dal basso”. Affermazioni che appaiono in contrasto con il “Comunicato 45” nel quale si traccia una linea chiara sulle modalità e la selezione dei candidati alle prossime politiche. Un post che online, dai meetup a facebook, ha raccolto critiche e prese di posizione dure. Per molti attivisti dunque, il problema di comunicazione c’è.




Rispondi Citando
