Concordo con buona parte delle tue affermazioni.
Provo a spiegare meglio le mie.
Io ho superato la fase del "conflitto di classe" inteso come borghesi vs proletari (scusa la terminologia antica, ma così forse riesco a farmi capire meglio): io credo che SIA i borghesi CHE i proletari debbano essere governati, gestiti, tassati, organizzati, dallo Stato Sociale. Un borghese e/o un proletario possono fare tutto ciò che voglio se l'interesse della comunità viene anteposto agli interessi privati.
Infatti il corporativismo fascista nasceva proprio con questo intento: ridurre i conflitti di classe e inserirli dentro un sistema produttivo A DIREZIONE PUBBLICA. Quindi il mio socialismo non va (più) declinato secondo l'ortodossia marxista, ma certamente secondo un antilibersimo netto.
Per quanto concerne scuola e sanità pubblica: per me andrebbe benissimo anche che lo Stato stabilisca i criteri di amministrazione e distribuzione della ricchezza e dei servizi, siano essi incentrati alla natalità, all'innalzamento dell'età di vita, o ad altre cose. L'importante è che lo Stato Sociali continui ad esistere e ad essere migliorato, senza delegare ai privati l'amministrazione e la distribuzione dei servizi.
Sulle differenza di censo: è sacrosanto che uno guadagni di più SE MERITA di più (il che non vuol dire solo "se produce" di più, perchè il totem produttivista e sviluppista è una delle cause del decadimento delle comunità). L'importante è capire la differenza tra Economia (reale) e Finanza, e soprattutto che la Politica governi l'economia, e non viceversa.
Sul nostalgismo: ho provato anni fa, dopo aver stracciato la mia ultima tessera di partito, a fare una prova. Ho preso il programma sansepolcrista, ho cambiato qualche parola (rendendolo più attuale) e l'ho sottoposto a gente che si definiva "di sinistra" o addirittura "comunista". Il 99% del programma era condiviso, e si dicevano pronti a sostenere elettoralmente un movimento con questo programma. Appena ho detto loro che era il programma dei Fasci di Combattimento, mi hanno risposto (dopo l'ovvio stupore) che mai avrebbero sostenuto un movimento fascista, anche se con quel programma.
Capisci cosa voglio dire? Le etichette novecentesche "fascista" "comunista" "camerata" "compagno" allontanano militanti, invece di avvicinarli.
Fino a quando continueremo ad usare quelle etichette, quegli schemi, quelle contrapposizioni... possiamo scrivere il miglior programma politico, ma il nostro consenso non aumenterà.
Penso io.





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