





C'è chi fa anche questo, mi pare.
Ora non mi riferisco a nessuno in particolare, anche perchè non vi conosco e non parlo di chi non conosco, ma quando sento dire che uno non fa politica perchè non si riconosce in nessun movimento nel 90% dei casi è perchè non ha voglia di spendere buona parte del proprio tempo, o non ha la mentalità per far parte di un gruppo gerarchico o non ha le palle.


Cioè scusate, per esempio a me fa sorridere sentir dire "basta leggere un numero di ordine nuovo per capire che la DR era diversa"
E allora che dovremmo fare, metterci a piangere?
Ma se tanti camerati che stavano con ON, esclusi quelli che hanno mollato, continuano a seguire con interesse la scena attuale!


Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.


Io ho militato un paio d'anni e quindi credodi parlare con cognizione di causa. Premesso che non critico tanto per criticare, rispetto chi fa una scelta di vita, in qualsiasi movimento, ma non mi sento di appoggiare nessuno se penso che non mi rappresenterebbe nessuno. E non da un punto di vista ideale, in quanto le idee sono quelle, ma pragmatico.
Non credo che si possa pensare al consenso (che è il mezzo necessario per arrivare al cambiamento) se non c'è un movimento (e dovrebbe essercene davvero uno, al max due) coeso, verticale, con un programma concreto e soprattutto alle spalle degli intellettuali che non si perdano dietro alle mitologie, ma che sappiano creare manifesti pratici.
E dopo viene la classe dirigente.
Insomma, se pensiamo che tutti i movimenti, trasversalmente, vanno a pescare nella massa, soprattutto giovanile, io non mi stupirei che poi il consenso o i cambiamenti tardino ad arrivare.
Io sinceramente non me la sento di militare affianco a dei tamarri che si rasano la testa e urlano slogan pensandosi dei ribbelli reali.
Prendi ad esempio il FN francese: i dirigenti sono quasi tutti persone che nella vita svolgono mestieri di un certo tipo, già improntati alla leadership. I militanti sono per lo piu' ragazzi con una chiara impostazione di vita (certo i tabbozzi li troverai pure lì) e soprattutto è difficile vedere a una loro manifestazioni simboli che richiamano al passato o saluti & baci.
Ultima modifica di Il Dandi; 12-09-11 alle 20:43
Dove e quando hai militato, se posso chiedere?
Ultima modifica di suntzi; 12-09-11 alle 20:39


post doppio
Ultima modifica di Il Dandi; 12-09-11 alle 20:41


Ti giuro, faccio politica da un po' più di due anni e ti giuro che ti bori a fare politica attiva ne ho visti pochi, in tutti i movimenti, almeno nelle grandi città, del resto almeno all'inizio una chance non si nega a nessuno.
Ti prego a questo punto dicci dove stavi che sono curioso.
Poi non capisco questo continuo piangersi addosso, per essere imparziale dico CPI a Roma e FN a Milano, in queste zone mi pare che i successi si vedano e la crescita sia evidente, ma un po' ovunque in Italia la situazione si sta espandendo ovunque quando mi pare che dagli anni 90 non si vedeva nulla.
Stiamo sempre a guardare all'estero, ma i camerati, fascisti, in Francia, non stanno col Front National, che resta pur sempre un buon partito ma è una cosa diversa.
I fascisti in Francia guardano all'Italia come esempio.
Non sto dicendo che faremo la rivoluzione domani, ma non disprezzerei tanto.
Personalmente penso che al di là di tutto la militanza possa dare tante esperienze che non si trovano da altre parti, è scontato dirlo ma chi non c'è non può capire.
Anche quando non si è d'accordo con una decisione politica si va avanti perchè c'è fiducia nei responsabili, sai che ogni giorno stanno accanto a te e non si nascondono dietro una scrivania in giacca e cravatta ma sono i primi a rischiare con te in strada.
Stando fuori è normale che si è sempre ipercritici e nessun movimento sarà quello giusto.

