

" l' uomo ha una tale passione per il sistema
e la deduzione logica che è disposto ad alterare la verità,
per non vedere il visibile, a non udire l' udibile,
pur di legittimare la propria logica."
Dostoevskij.


Ti devo nuovamente contraddire. Il vello giuoca un ruolo fondamentale nella preparazione tradizionale del gatto alla vicentina.
Dalle prime righe dell'originale ricetta cedutami da un gourmand berico:
"Prendete il gatto, tirategli il collo e deponetelo sotto la neve per nove giorni, intero e con tutto il pelo in modo che le carni non s'impregnino d'acqua. Trascorsi i nove giorni, estraete il gatto dalla neve, tagliategli la testa e datela al cane."*
Ora, tu ti immagini un cane che si vede gettare nella ciotola la testa di quell'essere scarsicrinito? Non l'accetterebbe mai. D'altra parte, poiché il passaggio della decapitazione e successiva cessione al cane della testa è espressamente riportato nella ricetta, se ne deduce si tratti di una fase fondamentale per la buona riuscita del piatto.
*C'è scritto proprio così, lo giuro su mio figlio.![]()
Ultima modifica di H.I.M.; 16-09-11 alle 17:05










da buon vicentino posso assicurare...
lo stare sotto alla neve frolla la carne
dicono diventi più morbida...poi quella del cane
irrilevante per un buon esito..
Poi non so, credo di non aver mai assaggiato..
era spacciato per coniglio, questo in tempo di guerra:
di necessità virtù..
il buon Attila:giagia:
" l' uomo ha una tale passione per il sistema
e la deduzione logica che è disposto ad alterare la verità,
per non vedere il visibile, a non udire l' udibile,
pur di legittimare la propria logica."
Dostoevskij.





