1. Siamo ancora lontani dal bicentenario della nascita di Marx (1818-2018), ma di una cosa possiamo già essere sicuri, e cioè che tutti i pavoni, i babbioni e i marpioni che parleranno di Marx nel 2018 non avranno praticamente nessun vero serio rapporto con Marx, ma esprimeranno soltanto la medietà ideologica del come la cupola del clero universitario globalizzato esprimerà narcisticamente se stessa sotto il pretesto di parlare di Marx. Non possedendo la sfera di cristallo, non posso sapere se nel 2018 saranno ancora di moda le stroncature postmoderne della Filosofia moderna della Storia, se esse saranno ancora irrise come secolarizzazioni del messianesimo religioso e/o come grandi narrazioni, eccetera, oppure se la presente crisi capitalistica (scrivo nel Maggio 2009)avrà “morso” a sufficienza nel corpaccio parassitario di questi ceti universitari autoreferenziali e se, di conseguenza, la moda del Postmoderno (razionalizzazione filosoficamente elaborata dalla delusione seguita alle illusioni della miserabile generazione del Sessantotto) sarà sostituita da rivalutazioni cicliche di vario tipo (Keynes in Economia, Ratzinger in Teologia, Hegel in Filosofia, eccetera).
Non lo so, e quindi non ve lo posso dire. In dieci anni possono succedere molte cose. Ma se le cose continuano come sono ora, posso razionalmente ipotizzare alcuni scenari, che sunteggerò qui:
(a)Marx è stato meraviglioso, ma il marxismo successivo ha rovinato tutto, con la sua pretesa positivistica di portare al potere la Classe Operaia.
(b)Marx è stato un mirabile studioso del Capitalismo, anche se purtroppo aveva una deplorevole pulsione utopistica, non si sa bene se per le sue origini ebraiche imperfettamente secolarizzate o per le sue emorroidi, che lo irritavano eccessivamente.
(c)Marx è sempre attuale, mentre Lenin (ed il suo allievo baffuto Stalin) deve essere gettato nella pattumiera della storia.
(d)Infine, il pensiero di Marx deve essere comparato con il pensiero della più grande filosofa novecentesca, donna, ebrea e femminista, cioè Hannah Arendt.
(e)Sulla base del gossip filosofico, e cioè dell’insuperabile modello Silvio - Veronica, si darà particolare enfasi al comportamento maschilista di Marx verso la moglie Jenny e, soprattutto, al fatto che aveva messo incinta la buona domestica tedesca Demuth.
(f)Benché manchino testimonianze dirette sulle eventuali pulsioni gay di Marx, verranno ripescate le testimonianze di un gay londinese del 1867 (anno di pubblicazione del primo Libro del Capitale), avvicinato da un barbuto tedesco in un pub. Si può pensare che forse sia stato Marx.
Date le mie malferme condizioni di salute, non posso essere sicuro di essere presente a questo bicentenario. Ma anche se lo fossi, non verrei sicuramente invitato, data la mia non-appartenenza al clero universitario narcisistico e autoreferenziale, benché il mio “inglese da conferenza” sia relativamente buono.
Costanzo Preve
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