Caprotti (Esselunga) condannato, vincono le Coop
Il Tribunale di Milano ha condannato Bernardo Caprotti e la sua catena distributiva per concorrenza sleale nei confronti di Coop Italia, per il suo libro Falce e carrello, giaculatoria contro le cooperative rosse.
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Si badi bene, non è contestato il reato di diffamazione, pertanto se ne deduce che quanto scritto nel libro di Caprotti sia vero. Ovunque nel mondo civile questo dovrebbe essere sufficiente per per considerare «Falce e carrello» un semplice esercizio della libertà di espressione.
Invece no. C'è il reato di concorrenza sleale, perché l'autore è proprietario di un'alrta catena di supermercati. Non ha senso visto che anche in Italia, da qualche anno, è permessa (grazie padrone) la pubblicità comparativa. Insomma, tutti potevano scrivere quel libro, ma non Caprotti.
Bene, bravi, bis![]()




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