La Gdf smaschera giro di 'lucciole' milionarie
Vicenza, povere per il Fisco, ma girano in Porsche
Coinvolte oltre un centinaio di ragazze, quasi tutte straniere, 'pescate' dai siti web. Tutti i dati sono stati girati a nove diversi uffici dell’Agenzia delle Entrate in 4 regioni
Roma, 17 settembre 2011 - Sono stati gli annunci a luci rosse su internet a portare il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Vicenza a scoprire un’evasione fiscale che coinvolge oltre un centinaio di giovani prostitute: i militari sono risaliti all’identita’ delle donne, prevalentemente straniere, che si prostituivano in diverse localita’ del territorio vicentino e in altre province, con discrasie molto evidenti tra redditi dalle dichiarati e relativi indici di capacita’ patrimoniale.
Alcune ‘lucciole’, pur non percependo ‘formalmente’ alcun reddito, sono risultate proprietarie di immobili di ingente valore, auto di lusso (Porsche, BMW, Mercedes, Land Rover, Jaguar, ecc.), orologi di pregio (Rolex, Cartier, ecc.) e rilevanti disponibilita’ finanziarie. Le incongruenze reddituali sono state portate all’attenzione, per le valutazioni di competenza, di nove diversi Uffici dell’Agenzia delle Entrate, ubicati in 4 diverse regioni, competenti in relazione alle residenze anagrafiche delle interessate.
Le indagini sono partite dal web, da un attento monitoraggio delle decine e decine di siti dedicati alle offerte di “escort”, in questo caso quai tutte straniere, per lo piu’ provenienti da Paesi dell’Est Europa, del Sud America e dell’Estremo Oriente asiatico, che garantivano la propria disponibilita’ in diverse localita’ della provincia vicentina e, in taluni casi, anche in “trasferta”. Passati al setaccio anche gli annunci sulla stampa quotidiana locale e sulle riviste a luci rosse, le Fiamme gialle sono riuscite a individuare un gran numero di donne dedite al “mestiere piu’ antico del mondo” verificando in diversi casi “evidentissime discrasie” tra i redditi dichiarati dalle interessate e gli indici di capacita’ patrimoniale manifestati, anomalia, questa, che costituisce il presupposto per accertamenti fiscali di tipo “sintetico”.
Soldi, tanti; auto di lusso; gioielli; immobili di pregio. Un’italiana di 40 anni, pur non avendo mai presentato alcuna dichiarazione dei redditi, tre anni fa aveva acquistato un appartamento da 270mila euro senza alcuna forma di finanziamento o di mutuo. Una giovane dell’Est, da anni in Italia ma praticamente sconosciuta al fisco, indicava nei propri annunci di poter “ricevere” i propri clienti, indistintamente, in numerose citta’: a Vicenza, naturalmente, Milano, Roma, ma anche a Montecarlo, Parigi e New York; in occasione di un furto subito nella propria casa (una villa “donatale” da un suo affezionato “cliente”) aveva denunciato la “scomparsa” di orologi in oro e brillanti e di decine tra anelli, bracciali e collier d’oro per un valore di oltre 100mila euro. Un’altra “professionista”, senza redditi dichiarati, e’ risultata aver comprato, in un ristretto arco di tempo, prima un Audi A8 e poi un Range Rover.
In altri casi, giovani donne sono risultate intestatarie di auto di media cilindrata e affittuarie in nero degli appartamenti presso cui “esercitavano”; altre, invece, svolgevano una attivita’ regolare, diurna, di lavoro dipendente, retribuita in maniera del tutto modesta in relazione alle spese documentate. Per comprendere l’ampiezza degli interessi legati al mercato del “sesso a pagamento”, il giro d’affari nazionale connesso secondo talune stime si aggira tra uno e 5 miliardi di euro annui, proventi che, sino a oggi, sono in massima parte sfuggiti all’imposizione tributaria.
Gli elementi acquisiti dai finanzieri sono stati “girati” per le valutazioni di competenza all’amministrazione finanziaria, coinvolgendo nove diversi uffici dell’Agenzia delle Entrate di 4 diverse regioni italiane.
agi