
Originariamente Scritto da
CristianoForte
Sono Cristiano Forte. Nel luglio del 2006 ho dato le dimissioni da segretario provinciale della Lega Nord di Bergamo. Ribadisco che ho dato le dimissioni, non erano dimissioni richieste né in alcun modo indotte, anzi, dopo aver inutilmente cercato di farmele ritirare, mi era stato offerto di continuare a collaborare con la Lega in un altro ruolo. Ho rifiutato perché in dissenso con la linea del Movimento: dopo la batosta elettorale del 2006 e la sconfitta al referendum confermativo della riformicchia costituzionale avevo pubblicamente chiesto la possibilità di un confronto, tramite un congresso serio, sull’opportunità di proseguire con l’alleanza organica con Forza Italia. Dopo la risposta di Bossi (“non rompere i coglioni”) ho dato seguito all’intenzione espressa nel novembre precedente: ritirarmi dalla politica attiva in attesa di vedere se mi sbagliavo nel ritenere che la Lega avesse venduto l’anima a Berlusconi. Quanto sopra è dimostrabile da una ricca rassegna stampa che tutt’ora conservo. Avevo una cadrega comoda (segretario provinciale eletto con oltre il 90% dei consensi e stimato dalla base) che mi apriva la possibilità di future fortune politiche personali. Non ho mai aspirato a cariche istituzionali ben retribuite, e quando mi sono state offerte le ho rifiutate. La mia storia personale dimostra che è fuori luogo l’accusa di essere alla ricerca di cadreghe.
Passiamo a Giovanni Ongaro: dopo un paio di mandati parlamentari non è più stato ricandidato, e, caso raro, non ha abbandonato l’attività politica continuando invece l’impegno per oltre dieci anni nella sua sezione e circoscrizione, senza mai presentare la propria candidatura a cadreghe più o meno importanti, con un’unica eccezione: una candidatura provocatoria, e inevitabilmente bocciata, a consigliere provinciale ai tempi della ricandidatura del presidente provinciale leghista (presunto) Giovanni Cappelluzzo che Ongaro aveva ferocemente criticato nel corso del suo mandato presidenziale. Perché mollare tutto e impegnarsi in un’impresa da matti come quella della Lega Padana Lombardia - UPA se fosse alla ricerca di cadreghe?!?! Avrebbe avuto più possibilità rimanendo in Lega Nord
Roberto Bernardelli, dopo essere stato parlamentare negli anni ’90, è stato eletto in consiglio regionale alle elezioni del 2000. Un paio d’anni e ha mandato a quel paese la Lega. Qui addirittura la cadrega c’era e la sua ricandidatura era scontata (so quel che dico: ai tempi dei primi mal di pancia di Bernardelli ero dirigente degli uffici del Gruppo regionale lombardo e responsabile enti locali nazionale, nonché facente funzioni di responsabile enti locali federale, dopo l’elezione di Boni in regione). Fosse stato alla ricerca di cadreghe se ne sarebbe stato buono buono anziché contestare scelte politiche che non condivideva e comportamenti personali che riteneva discutibili.
Conosco meno la storia politica di Arrighini, che però mi risulta aver abbandonato la Lega alla fine degli anni ’90 in dissenso con la linea politica, dopo aver continuato la militanza per anni dopo l’esperienza parlamentare.
Potrei continuare con Gilberto Oneto, Leo Facco e altre persone vicine a Lega Padana – Upa, che hanno dimostrato, coi fatti, di infischiarsene altamente di cariche e onori, forse perché, come me, vivono del loro (ad essere sinceri tutti i citati molto meglio di me

).
Mi va bene tutto, compreso essere accusato di non avere l’idea di cosa sia l’autonomia e l'indipendenza, come è stato scritto, non sono d’accordo ma sono opinioni personali che rispetto. Ma l’accusa di “poltronaro” proprio no, non l’accetto perché è smentita dai fatti.