



"Bad karma"


Non mi sembra di aver scritto né che lo stato organico sia il sogno segreto di Tolkien, né che lo Stato moderno sia da lui approvato.
Ma da qui a far passare la Contea come ideale assoluto, politico, di Tolkien, mi sembra che ci sia un abisso.
Ultima modifica di Defender; 23-09-11 alle 14:18
«Non ti fidar di me se il cuor ti manca».
Identità; Comunità; Partecipazione.


Anch'io sono incline all'anarchia o alla monarchia non costituzionale. Insomma mi piace la droga.
"The gods that we've made are exactly the gods you'd expect to be made by a species that's about half a chromosome away from being chimpanzee." ~ Christopher Hitchens


Q: What are the similarities between Tolkien and Chesterton?
Similarities then between Chesterton and Tolkien are numerous but here are a few crucial parallels:
1. Both were Catholics by faith.
2. Both had an intense love of England, and love of the local and specific landscape.
3. They grew up to read William Morris, George MacDonald and the Andrew Lang fairy books.
4. They both enjoyed making worlds, Tolkien through writing and drawing, Chesterton especially through puppet theatres.
5. They sought a politics and ecology that restored non-alienated modes of production.
6. For both men, fiction and make-believe were modes of truth-telling.
7. As I mentioned above, both men were moderate philosophical realists, influenced by Thomas Aquinas.
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A fool and his money can throw one hell of a party.


:giagia:
«Non ti fidar di me se il cuor ti manca».
Identità; Comunità; Partecipazione.






... e un democratico, a modo suo (e mio).
"Sa come Chesterton chiamava la tradizione?”.
No.
“La democrazia dei morti”.
Scusi, perché democrazia dei morti?
“Chesterton non riusciva a capire perché dovessimo accettare solo il parere del nostro vicino, anche se insensato, e non quello, spesso più saggio non foss’altro perché ha superato la prova del tempo, del nostro bisnonno. Chesterton applicava anche alla democrazia, al dibattito delle idee come alle discussioni quotidiane, la sua categoria filosofica fondamentale: la larghezza. Una democrazia che dà la parola anche a chi non può parlare più è una democrazia più larga, quindi più democratica; per dirla con un termine molto politicamente corretto, più inclusiva”.
Non è un po’ semplice?
“Tutt’altro, la larghezza è la condizione e il risultato della profondità e dell’acume. Quanto più profonda è la buca che scavi a tuo figlio in spiaggia, tanto più larga sarà la sua apertura, quanto più alto è il grattacielo che vuoi costruire, tanto più larga sarà la sua base. E poi, a dar ragione a Chesterton c’è Benedetto XVI”
Ultima modifica di tolomeo; 23-09-11 alle 15:06
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A fool and his money can throw one hell of a party.


Simpatie storiche:
Le sue simpatie vanno a coloro che cercano di sottrarsi agli schieramenti e alle conquiste dell'uomo: «agli staterelli che rimangono neutrali», alla Gallia libera e a Cartagine durante l'epoca romana. Ed egli stesso dichiara di appartenere «alla parte dei sempre sconfitti mai sottomessi» (lettera 77)
Su Adolf Hitler
Adolf Hitler viene citato diverse volte, come un «piccolo ignorante, ispirato da un diavolo pazzo» (lettera 45), o un «piccolo furfante volgare e ignorante» (lettera 81). Nella lettera 78 Tolkien afferma che «non c'è molta gente così corrotta da non poter essere redenta», ma ammette l'esistenza di persone «che sembrano incorreggibili a meno di uno speciale miracolo», e che «di queste persone esiste una concentrazione particolarmente elevata in Germania e Giappone»
Su Stalin
Stalin è definito come un «vecchio assassino assetato di sangue» (lettera 53), mentre per quanto riguarda la propaganda comunista Tolkien afferma: «persino i piccoli infelici Samoiedi, temo, hanno cibo in scatola e l'altoparlante del villaggio che racconta le favole di Stalin sulla democrazia e sui fascisti crudeli che mangiano i bambini e rubano i cani da slitta» (lettera 52).
Sugli USA
Tolkien teme le "manie di massa" introdotte dagli americani, tanto da dubitare che quelle portate dai soviet possano essere peggiori (Lettera 77). In ogni caso non si ritiene sicuro che «una vittoria americana a lunga scadenza si rivelerà migliore per il mondo nel suo complesso» (lettera 53).
Patria
Tolkien è patriota, ma nei confronti della sola Inghilterra, «non la Gran Bretagna e sicuramente non il Commonwealth — grr!» (lettera 53).
Sulla II Guerra Mondiale
Della guerra, nonostante i suoi libri ne parlino spesso, Tolkien pensa tutto il male possibile. La guerra «moltiplica per tre la stupidità e all'ennesima potenza» (lettera 61). Anche la guerra "giusta", dal momento che gli capita di commentare «stiamo tentando di conquistare Sauron utilizzando l'Anello» (lettera 66).
Sul razzismo
Nel 1938 una casa editrice tedesca che voleva pubblicare Lo Hobbit in Germania chiese a Tolkien se fosse di origine ariana. Tolkien ne fu molto seccato, e fu tentato — pur se in ristrettezze economiche — di «lasciare che la pubblicazione tedesca andasse a quel paese». A questo episodio sono totalmente dedicate le lettere 29 e 30, in cui Tolkien ribatte così all'editore tedesco: «temo di non aver capito chiaramente cosa intendete per arish. Io non sono di origine ariana, cioè indo-iraniana; per quanto ne so, nessuno dei miei antenati parlava indostano, persiano, gitano o altri dialetti derivati. Ma se Voi volevate scoprire se sono di origine ebrea, posso solo rispondere che purtroppo non sembra che tra i miei antenati ci siano membri di quel popolo così dotato»
Nella lettera 61 scrive di provare orrore per l'apartheid sudafricano. Infine, sul razzismo in generale, la sua parola definitiva si trova nella lettera 81: «I tedeschi hanno lo stesso diritto di definire polacchi ed ebrei vermi da schiacciare, creature subumane, quanto noi di definire così i tedeschi: e cioè nessuno, qualunque cosa abbiano fatto».
"Bad karma"