R. C Hazra, tra i principali studiosi indiani del secolo scorso, nel suo testo postumo Rudra in the Rg-Veda aveva già sollevato l'ipotesi della derivazione di Rudra, secondo lui entrato nel 2000 a.C. circa nel pantheon vedico, da aree medioorientali, precisamente mesopotamiche





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3:11; 5:75:9; 9:12), e cinque gruppi di Vrātya sono chiamati collettivamente Pancha-Vrata (10:12). L’Atharva Veda (XV kanda) dedica un intero inno intitolato Vrātya-suktha alla “mistica fratellanza” dei Vrātya. Anche il Tandya e il Jaiminiya Brāhmana parlano dei Vrātya e descrivono un sacrificio chiamato Vrātya-stoma, che è virtualmente un rituale purificatorio.
6); il Latyayan–sruta-sutra (8.6-7); il Bahudayana–sruta-sutra (26.32); il Panchavimsati Brāhmana (17. 1.9-15) e il Vrātya-suktha dell’Atharva Veda (XV kanda), danno grafiche descrizioni di questi magi, i Vrātya. Queste descrizioni messe insieme proiettano un’immagine veramente impressionante, colorata e che ispira timore riguardo agli erranti Vrātya.