



Il tour de force del presidente
faccia a faccia con tutti, o quasi
PRAGA - "La marcia dei bilaterali continua", così i giornalisti americani che seguono il viaggio di Barack Obama hanno ribattezzato la nuova ondata di incontri che ha caratterizzato il sesto giorno di visita in Europa del presidente americano. In meno di una settimana Obama ha visto tutti i leader dei Paesi del G8, poi cinesi, indiani, sauditi e sud-coreani, cui ha aggiunto i turchi e per par condicio i greci, i cechi e per non far dispiacere a nessuno pure i polacchi. Ha sanato la ferita degli anni di Bush e ha voluto riservare un faccia a faccia allo spagnolo Zapatero, messo al bando dalla Casa Bianca repubblicana, gratificandolo con il migliore complimento della settimana: "E' un mio amico e un leader che comprende non solo la straordinaria influenza della Spagna nel mondo, ma che prende questa responsabilità molto seriamente".
Tra un vertice e l'altro, tra un discorso e una conferenza stampa è riuscito ad incontrare ex presidenti come Havel e possibili futuri primi ministri come il britannico David Cameron, solo per Silvio Berlusconi non è riuscito a trovare un attimo di tempo. Ma il Cavaliere, rendendosi conto che ormai la situazione si faceva pesante, ha rotto gli indugi alla fine del vertice di Praga e si è fatto invitare a Washington: "I giornalisti italiani - ha detto a Obama - attribuiscono molta importanza al fatto che non c'è stato questo incontro bilaterale, ma se me lo chiedi, io te lo concedo...". A quel punto il presidente americano gli ha detto che lo aspetta alla Casa Bianca prima dell'estate. Il tormentone è finalmente finito, non solo per i giornalisti ma anche per la diplomazia italiana, che le aveva inutilmente provate tutte per trovare un buco nell'agenda di Obama.
Barack Obama è stato svegliato poco dopo le quattro e mezza del mattino dal suo portavoce Robert Gibbs, doveva rispondere urgentemente al telefono: dall'altra parte del filo, a Washington, c'era il generale James Cartwright il vice capo di stato maggiore delle forze armate americane. Aveva chiamato per avvisarlo che la Corea del Nord aveva lanciato il suo missile sul Pacifico.
Il presidente se lo aspettava, solo non sapeva in che notte lo avrebbero svegliato e non si è più riaddormentato: ha chiamato il ministro della Difesa Gates e poi si è incontrato con il suo consigliere per la sicurezza nazionale, il generale James Jones, che nel frattempo aveva raccolto tutte le informazioni che arrivavano dai servizi segreti e dai satelliti. Ha preparato con Gibbs una dichiarazione di commento, che è stata mandata ai giornalisti alle sei del mattino, e ha aggiunto due frasi nel discorso che avrebbe letto alle dieci sulla piazza del Castello di Praga.
La tappa praghese doveva essere quella dello svago per la coppia presidenziale, ma prima c'è stato il ritardo a Strasburgo dovuto allo scontro sulla nomina del segretario generale della Nato, poi la scelta per motivi di sicurezza e di stanchezza di restare in albergo - così la cenetta romantica con Michelle si è svolta nella suite dell'Hilton con vista sulla Moldava - infine la telefonata nel cuore della notte.
I collaboratori del presidente hanno dormito ancora meno: a mezzanotte il capo dello staff Rahm Emanuel e il super consigliere David Axelrod se ne stavano sul Ponte Carlo a guardare il panorama del castello illuminato. Hillary Clinton invece era a cena al ristorante, ma lei si è sempre vantata in campagna elettorale di essere pronta a rispondere ad una chiamata d'emergenza alle tre del mattino: il dittatore di Pyongyang le ha regalato un'ora e mezza di sonno in più.
http://www.repubblica.it/2009/03/rub...rea/corea.html
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Mah, stare dietro ai vaneggiamenti di voi sinistrati è davvero difficile a volte...
Se lo invita è perché si è inginocchiato...
Se non lo invita vuol dire che non siamo considerati...
Starvi ad ascoltare è uno spasso e rispondervi nel merito anche perché ci viene in mente di quella volta che Veltroncino con codazzo al seguito volò a De-de-dede-denver-denver con la segreta speranza che Barack O'Bluff lo invitasse sul palco...
E invece niente. Se ne tornò a casa con le pive nel sacco.
A dir lo vero pure leggermenta abbronzato...
Dalla rabbia.
Se hai la necessità di scegliere tra un uomo e un Kobra,
preferisci chi striscia.
E se ti serve un amico, trovati un cane.


Se hai la necessità di scegliere tra un uomo e un Kobra,
preferisci chi striscia.
E se ti serve un amico, trovati un cane.


Gli sara' offerto un cappucino ed Egli chiederà: non si potrebbe aggiungere una goccia di caffè?


Se hai la necessità di scegliere tra un uomo e un Kobra,
preferisci chi striscia.
E se ti serve un amico, trovati un cane.




La cortesia ce la fa a noi se se lo tiene per sempre.![]()
"REPUBLICAN IN NAME ONLY"


Il problema vero è l'esasperazione di provare a guardare avanti e vedere il NULLA...!
Non hanno più niente! Nessuno che li rappresenta... Non hanno più uno straccio di politico che abbia una qualche misera funzione internazionale che minimamente li rappresenti.
Sono falliti, fottuti, dimenticati...
Almeno quando Silvio stava all'opposizione si lamentava che il Gufo e i suoi avevano occupato tutto ma proprio tutto.
Adesso è successa la stessa cosa e questi di cosa cianciano?
Della Regina... delle barzellette... delle telefonatine...
Ma è giusto che continuino così perché un giorno potranno sempre dire con orgoglio che Silvio non ha vinto per le sue capacità ma perché loro sono dei SOMARI...!!!
Se hai la necessità di scegliere tra un uomo e un Kobra,
preferisci chi striscia.
E se ti serve un amico, trovati un cane.

