Ultimamente entro in questo forum e le varie discussioni sono tutte uguali, non c'è una sola discussione di leghisti sul futuro del movimento ma solo la solita invasione di criticoni che gioiscono dei fallimenti del movimento per ripicca non rendendosi conto che da tali fallimenti scaturisce anche il loro male (sempre che siano davvero padanisti).
Allora precisiamo: c'è una grossa differenza tra i leghisti insoddisfatti, come me, e i secessionisti da tastiera. Quelli come me si interrogano sul serio su cosa dovrebbe fare il movimento.......per capirci cose abbastanza concrete: far cadere il governo, imporre delle riforme nell'arco di..., cambiare la leadership, o cosa...... Mentre i criticoni danno per certo il funerale della lega.
Io non credo che la lega sia agli sgoccioli, tutt'altro: fino ad ora, nonostante la lega di governo sprofondata nella palude, gli scandali che hanno coinvolto il capo di governo, il disfacimento della maggioranza, un federalismo dato per morto, l'importazione massiccia di profughi scrocconi, la crisi ecc, la lega ha smesso di crescere nei sondaggi, ma ha assolutamente tenuto quanto ha finora conquistato (.....a dimostrazione: le stesse ultime amministrative, pure nient'affatto rosee, causa calo del partito alleato).
Il merito secondo me è in primo luogo dei tanti ottimi amministratori lega lombardi e soprattutto veneti che hanno dato vita a un modo di fare politica diverso (pulito, attento, EFFICIENTE) da quello tipicamente italiano (sudditi/capo+poteri forti/corporazioni), sviluppando un rapporto diretto con la gente che lavora e facendo la massima attenzione ai loro bisogni/interessi (sicurezza, qualità dei servizi, qualità della vita, difesa e valorizzazione di tradizioni e identità locale ad es quella dialettale) senza farsi condizionare dai soliti "caporioni" di turno itaglioti. Ma un merito particolare va anche ai leghisti coi controcoglioni della lega di lotta (Borghezio, Salvini, Speroni.....) che grazie alla loro coerenza godono ancora di un grande seguito presso militanti e elettori, pur essendo ( ovviamente) confinati in europa.
In secondo luogo la lega ha successo perchè è il partito meno compromesso con il sistema-itaglia, che voleva distruggere con la secessione e che ha tentato di riformare con berlusconi, è un partito attento agli interessi dei cittadini e del lavoro e non dei poteri forti del sistema. La stagnazione della lega è dovuta al declino di silvio berlusconi, che ha a lungo rallentato il processo di riforme (salvandosi) fino a quando, senza udc, con la lega sempre + forte e il fiato di bossi sul collo si è deciso a promuovere le riforme (perdendo una pattuglia di traditori, quelli di fini, molto attenti ai desideri del potere conservatore), ed è caduto vittima dei poteri forti itaglioni (dalla magggistratura alla rai e ai gruppi editoriali, dalla mafia alla stessa regione sicilia ribaltonista, più tutte le varie caste e casticciole del pppaese, non esclusi quegli industriali che hanno sempre campato di assistenzialismo, fiat insegna) che non vogliono essere assolutamente "riformati" ( = perdere i propri privilegi). Tutto è stato messo a punto minuziosamente, in perfetto stile delinquenziale italico, e favorito dai comportamenti irresponsabili di berlusconi e da una politica estera molto favorevole alla russia che ha probabilmente portato certe forze estere ad appoggiare giudici, "informazione" e frondisti naziunnali).
La crisi politica ha dato seguito ad un aggravamento della crisi economica, con le locuste della speculazione che ci hanno subito colpito approfittando di un momento propizio, grazie agli utili idioti itaglioti che non hanno smesso di andare contro il governo neppure nei momenti peggiori. Ora i poteri forti vogliono mettere un tecnico o un banchiere al governo per rassicurare i mercati, imporre ulteriori sacrifici al popolo-bue padano (l'unico che si da da fare in questo paese canaglia), far entrare orde di immigrati per ridurre ulteriormente i salari (confindustria gioisce, e i sindacati pure...?!?!) e bloccare le riforme (la rivincita di casini).
Ovviamente il governo berlusconi è stato demolito e ha perso di credibilità, oltre a contare su una terza gamba parlamentare ben poco credibile (i responzabbbili). La lega si trova incatenata in questo casino italico e non sa come uscirne senza esserne travolta: facendo cadere il governo non si hanno certezze e potrebbemmo benissimo venir esclusi dai giochi futuri, non facendolo cadere si resta impantanati. La situazione per me, è questa.
La lega insomma ha accettato di sacrificare buona parte del suo programma con lo scopo di entrare in un governo, ormai agonizzante, per condurre riforme più modeste ma che immaginava conseguibili. Il punto adesso è: che fare? Non credo che la risposta sia facile e credo sia per questo che la dirigenza si trova nel pallone.
Istintivamente, io farei saltare tutto e sosterrei lo sciopero fiscale delle regioni del nord, unico strumento in mano ai padani per farsi valere, a costo di condurre il sistema-itaglia al default.......dopo il default separazione dell'italia in due o tre macroregioni che ripartiranno da zero o quasi (a noi padani conviene).....penso però che non tutti i nostri elettori ci appoggerebbero in questo e comunque è ormai chiaro che la lega andrà avanti fino al 2013 sperando in un cambio di rotta e in una sterzata anche da parte degli alleati, con un possibile passo avanti di Alfano (o credono che berlusconi risorgerà come araba fenice???) in tal caso non so, io preferirei avere come alleato Formigoni che ultimamente ha parlato di macroregioni, proposta molto interessante se non lasciata cadere nel vuoto.......
ps invito la moderazione a spazzare via almeno da questa discussione i soliti padani (o pseudo-tali) da tastiera, del cui parere non mi interessa nulla e che hanno già un proprio spazio per la loro litania antileghista




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