



Verissimo, l'ho riscontrato in Irlanda! Ero in vacanza con un'amica, siamo arrivati a berci anche 10 pinte di Guinness a testa, e il giorno dopo stavamo benissimo. E' proprio roba di qualità.
I superalcolici sono terribili, è meglio evitarli. Per fortuna me ne piacciono veramente pochi, praticamente solo la vodka. Odio il rum e il gin, di whisky ne bevo pochissimo, e solo i torbati scozzesi. Mi piace mettere lo Stravecchio nel caffè. Una cosa che bevo spesso è lo spritz aperol corretto con vodka, altrimenti birra, quando sono al bar. A cena preferisco il vino, e al limite un ammazzacaffè a fine pasto (o anche 2 o 3odio le sbornie cattive, di superalcolici ma anche di vino e non mi piace rincoglionirmi del tutto... quando la mia "erre" già non troppo buona di suo diventa come quella di chi parla con una mela in bocca, so che è ora di passare all'acqua :sofico:). Quando proprio ho voglia di partire presto e bene, vado di negroni, e via che si va.
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Riaffiorano i ricordi degli anni di passione
ritorna il vecchio sogno per la rivoluzione.
Racconti senza fine di gente che ha pagato
non puoi mollare adesso la lotta a questo stato.
La rivoluzione è come il vento, la rivoluzione è come il vento.


Meglio che non mi soffermi su questo argomento. Ho già postato delle foto e qualcuno mi conosce per nome e cognome.![]()
"Bad karma"


Non mi scorderò mai la mia prima sbronza quando ero un ragazzino: di birra (credo una delle peggiori!)....seguita poi da svariate altre (alcune moleste, altre bonarie)...
...fino a quando incontrai una mia ex fidanzata che mi prese per il bavero con una mano (mentre con l'altra si tappava il naso) e mi mostro' la strada della qualità vittoriosa sulla quantità.
Oggi posso dire che reggo bene, che ho sviluppato una sorta di campanello d'allarme interno che mi avvisa del limite da non superare e che, in generale, preferisco restare in una situazione di lucida e piacevole ebrezza piuttosto che "sbracare".
Le uniche volte che mi lascio andare è quando mi ritrovo (ogni due/tre mesi ci facciamo un week end lungo) con i miei amici storici...
Ultima modifica di RAYO; 29-09-11 alle 15:20
Gioia e dolore hanno il confine incerto...


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Ah, la mia prima e la mia seconda sono state veramente imbarazzanti. La prima, al pranzo di famiglia per festeggiare i 50 anni di mio padre (io ne avevo 16), con una trentina di parenti vicini e lontani presenti, quel pirla di mio cugino continuava a versare vino a tutti e due, solo che poi io bevevo davvero, lui faceva finta ed aveva sempre lo stesso bicchiere davanti. Insomma, non so quanto vino ho bevuto, ma ho vomitato per tutto il pomeriggio dentro il ristorante.
La seconda volta in una situazione simile, ma alla cena di fine liceo, con tutta la classe e (ovviamente) tutti i professori.![]()
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una delle prime.
con una mia amica eravamo in giro per la città. tarda estate. comincia a piovere. ci togliamo le scapre (le avevamo compreate all'usato, erano tacchi a spillo anni '50 e non le volevamo rovinare). arriviamo a casa sua trafelate e fradice. abitava vicino a campo de fiori, le finestre erano aperte, si vedeva la vista dei tetti di roma sotto la pioggia. cominciamo a bere vodka per riprenderci, fumando queste sigarette russe, tutte colorate con il filtro dorato, che prendeva il padre che commerciava con i russi. mettiamo la musica, ricordo Vienna degli Ultravox. Dopo un pò eravamo completamente ubriache e ballavamo su è gù per il salotto.
"I don't make any rules, Nick, I go with the flow."


uh-oh... mi è tornata in mente una cosa
festa di liceo, a scuola
mi sono sbronzato all'inverosimile, ma per non farmi sgamare dai proffe
sono stato chiuso un paio d'ore nella mansarda dove avevamo le grandi aule da disegno
mi addormento sotto all'abbaino dove mi ero messo a fumare
mi risveglio con una strana sensazione addosso
ma più che una sensazione era una presenza
oh no! la cicciona di terza b che mi ravana tra le gambe
la mia faccia è esattamente quella del mio avatar attuale


Lunedì a Bruxelles mi sono imbucato, con un amico, in una festa di un'associazione universitaria fiamminga (lo sottolineo perché non potete immaginare quanto ci tenessero), ma più che altro c'era un'atmosfera a metà fra la confraternita americana e la birreria di Monaco negli Anni Trenta (canti popolari "flemish" urlati a squarciagola da ragazzi e, che bello!, anche dalle ragazze, una figata).
Birra birra birra: dalle 13.30 fino alle 20.30, con la gente che si complimentava col sottoscritto per la mia resistenza e la mia relativa sobrietà (e sotto sotto mi complimentavo anch'io con me stesso, visto che sono molto fuori esercizio, da quel punto di vista).
Il segreto? La costanza nel corso degli anni e sborsare un sacco di quattrini ai baristi (se tutto ciò non vi interessa, lasciate pure perdere, ne guadagnerà la salute -così dicono- e il portafogli).
Ultima modifica di DiegoVR; 29-09-11 alle 15:38

