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Rif: SCIENZA E MERCATO
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Zefram_Cochrane
Non è per niente vero: primo perchè esistono i brevetti, dunque tu sei costretto a comprare quel farmaco da una sola casa farmaceutica e quindi il prezzo de suddetto aumenta, secondo perchè se l'azienda farmaceutica ho una posizione di dominanza sul mercato posso tranquillamente usare questa posizione per bloccare una ricerca che cerchi di scoprire un farmaco più efficace e meno costoso del mio, semplicemente perchè non mi conviene, questo specialmente se per una determinata malattia esiste solo un farmaco (è il caso della SLA). E nel frattempo magari la gente muore.
Stai facendo confusione. Se vuoi curarti da una malattia compri un farmaco. Se quel farmaco non c'è sei liberissimo di fondarti un'azienda e crearti il farmaco. La Bayern and co. mica sono tue. L'azienda farmaceutica può avere una posizione di dominanza sul mercato ma non può ostacolare la concorrenza poiché è il consumatore, fino a prova contraria quello che decide quale servizio usufruire.
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Rif: SCIENZA E MERCATO
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Zefram_Cochrane
Succede che ognuno stabilisce a quale malattia da curare debbano andare le proprie tasse, pertanto il problema non si pone.
Sicuramente le malattie rare avrebbero i giorni contati con questa rivoluzionaria idea. :gluglu:
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Rif: SCIENZA E MERCATO
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Mitchell
Stai facendo confusione. Se vuoi curarti da una malattia compri un farmaco. Se quel farmaco non c'è sei liberissimo di fondarti un'azienda e crearti il farmaco. La Bayern and co. mica sono tue. L'azienda farmaceutica può avere una posizione di dominanza sul mercato ma non può ostacolare la concorrenza poiché è il consumatore, fino a prova contraria quello che decide quale servizio usufruire.
Ma dai, se la Sanofi-Aventis ha il potere persino di bloccare sperimentazioni su farmaci salvavita secondo te adesso la Bayer ti fa fondare la tua casa farmaceutica?
Il consumatore non può comprre un farmaco che non sia ufficialmente considerato sicuro, e se l'agenzia farmaceutica può bloccare questo ingranaggio un altro farmaco per il consumatore non ci sarà mai.
Un altro modo in cui le agenzia bloccano la concorrenza è tramite i brevetti: ti ricordi tutto il casino che hanno fatto che quando Brasile e Sudafrica quando questo stati hanno deciso di produrre autonomamente i farmaci anti aids? Alla fine ce l'hanno fatta ma con difficoltò e solo perchè erano un'unione di stati, figuriamoci se può riuscirci un singolo.
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Rif: SCIENZA E MERCATO
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Immanuel
Sicuramente le malattie rare avrebbero i giorni contati con questa rivoluzionaria idea. :gluglu:
Forse no, ma almeno avrei il potere di decidere a chi dare i miei soldi invece, magari, di pagare le tasse e oltre a questo donare ad associazioni caritatevoli che spero abbiamo un giorno il potere di combattere la mafia farmaceutica....
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Rif: SCIENZA E MERCATO
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Zefram_Cochrane
Scusa ma che senso ha tutto ciò?
Primo ragionare con le medie è la cosa più assurda che esista, specialmente con le ricerche le quali sono ognuna dissimile dall'altra e altrettanto dissimili sono i costi.
Secondo: "il mercato è la cosa più democratica che esista" cos'è, un postulato indimostrabile? Vogliamo cominciare a parlare da come viene prodotto un farmaco?
il farmaco meno caro da ricercare costa 90 milioni, il più costoso 900, è un dato di fatto.
la scarsità delle risorse esiste, il dilemma se investire milioni di dollari per salvare 100 persone, o salvarne 10 milioni o più esiste. il mercato la risolve nella maniera democratica, ovvero 10 milioni di consumatori vengono soddisfatti, i 100 no. la scelta esiste, perchè le risorse sono scarse. mettersi a fare utopia su queste questioni oltre a essere scorretto è altamente fuorviante.
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Rif: SCIENZA E MERCATO
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Zefram_Cochrane
Il ddt non è stato vietato per capriccio, da come l'hai messa sembra così?
E della fisica teorica vogliamo parlarne? A quale privato interesserebbe una branca della scienza che non genera profitto? Senza stati non sarebbe stata possibile le recenti scoperte sui neutrini e tante altre cose, e gli accelleratori come l'LHC non esisterebbero.
di certo non è stato bandito per ragioni scientifiche né sanitarie.
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Rif: SCIENZA E MERCATO
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Zefram_Cochrane
Succede che ognuno stabilisce a quale malattia da curare debbano andare le proprie tasse, pertanto il problema non si pone.
a certo, come se in questo modo sarebbe garantito che tutte le malattie venissero curate, dice sciocchezze enormi.
inoltre già ora di fatto si vota su quali medicine produrre, visto che i consumatori le acquistano, quelle che vengono acquistate e che quindi sono maggiormente desiderate vengono prodotte, quelle che non vuole quasi nessuno no. la stessa cosa accadrebbe se fai "votare" i contribuenti su chi destinare le tasse, alcuni farmaci sarebbero prodotti, altri no.
La differenza enorme è che ora il "voto" dei consumatori è sensato, perchè segue le richieste dei malati, ovvero, ho la malattia y compro il farmaco adeguato, mentre scollegando il voto dai malati e far votare tutti i contribuenti destinerebbe i fondi in modo insensato e casuale, surclassando quelli che sono i bisogni della quasi totalità dei malati.
Bisogna pensare prima di sparare facilonerie populiste e insensate.
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Rif: SCIENZA E MERCATO
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Zefram_Cochrane
Un altro modo in cui le agenzia bloccano la concorrenza è tramite i brevetti: ti ricordi tutto il casino che hanno fatto che quando Brasile e Sudafrica quando questo stati hanno deciso di produrre autonomamente i farmaci anti aids? Alla fine ce l'hanno fatta ma con difficoltò e solo perchè erano un'unione di stati, figuriamoci se può riuscirci un singolo.
15 orizzontale, quali sono quelle associazioni malavitose che fanno da garanti per il sistema dei brevetti? Inizia per S, c'è la A in mezzo, cinque lettere.
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Rif: SCIENZA E MERCATO
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Zefram_Cochrane
Scienza e marcato sono incompatibili. Lo dimostra la vergogna dei farmaci sulle malattie rare(che mancano) e non credo ci sia bisogno di aggiungere altro.
Se non sapete di questa storia ve la spiego, ma solo se me lo chiedete:giagia:
ahahahahahahahahahah
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Rif: SCIENZA E MERCATO
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Originariamente Scritto da
Mitchell
Il settimanale britannico The Economist pubblica in questi giorni una
tabella sulla spesa in ricerca e sviluppo Il grafico mostra i venti paesi che dedicano più risorse, in rapporto al PIL, a questo settore: spicca Israele con più del 4%, seguito a distanza da Svezia e Corea del Sud. Trovano poi posto in questa speciale classifica anche Germania, Francia e Regno Unito. Se invece si considera come indicatore il numero di brevetti in rapporto alla popolazione, il podio spetta a Svizzera (115 per milione di abitanti), Giappone (107) e di nuovo Svezia (100). L'Italia non c'è in questa tabella: il suo 1,1% la pone infatti ben al di sotto della media dei paesi OCSE (2,25%) e anche di quella europea (1,7%). Lo scarso interesse del nostro paese verso la scienza e la tecnologia non è però una novità per nessuno.
C'è invece un altro aspetto interessante da considerare: il grafico dell'Economist ci permette di scomporre la spesa in base alla sua origine: stato, imprese, terzo settore. Nei primi venti paesi sono proprio i privati a dare, e di gran lunga, il maggior contributo: in Israele ad esempio coprono i quattro quinti della spesa totale, mentre lo stato contribuisce con una quota residuale. Una proporzione simile si ritrova anche negli altri paesi della tabella. In Italia, al contrario, i privati finanziano solo il 40% della spesa complessiva, contro una media OCSE del 63%. Chi giustamente lamenta gli scarsi investimenti italiani in ricerca e sviluppo non dovrebbe perciò chiedere maggiori fondi allo stato, ma piuttosto domandarsi perché le imprese non investano di più in questo settore.
Scienza e mercato - Risorgimento Europeo
Va bene abbiamo scoperto che il sistema produttivo italiano è specializzato in settori a bassa R&S formalizzata, quindi?