

Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


Quello che dice "lui dovrà pur sfogare la sua rabbia, tanto tu quella macchina non te la potrai mai comprare" lo avrei massacrato.
Ma ora che ci penso avrei massacrato tutti senza distinzione fra pacifici o "violenti".
Ultima modifica di Orco Bisorco; 17-10-11 alle 18:53




Come volevasi dimostrare infatti
ROMA - F. è pugliese, ha 30 anni all'anagrafe, una laurea, un lavoro precario e tutta la rabbia del mondo in corpo. Sabato le sue mani hanno devastato Roma.
E lui, ora, ne sorride compiaciuto. "Poteva esserci il morto in piazza? Perché, quanti morti fa ogni giorno questo Sistema? Chi sono gli assassini delle operaie di Barletta?".
Non i poliziotti o i carabinieri a 1.300 euro al mese su cui vi siete avventati, magari. Non quelli che pagano a rate le macchine che avete bruciato. Non il Movimento in cui vi siete nascosti.
"Noi non ci siamo nascosti. Il Movimento finge di non conoscerci. Ma sa benissimo chi siamo. E sapeva quello che intendevamo fare. Come lo sapevano gli sbirri. Lo abbiamo annunciato pubblicamente cosa sarebbe stato il nostro 15 ottobre. Ora i "capetti" del Movimento fanno le anime belle. Ma è una favola. Mettiamola così: forse ora saranno costretti finalmente a dire da che parte stanno. Ripeto: tutti sapevano cosa volevamo fare. E sapevano che lo sappiamo fare. Perché ci prepariamo da un anno".
Vi preparate?
F. sorride di nuovo. "Abbiamo fatto il "master" in Grecia".
Quale "master"?
"Per un anno, una volta al mese, siamo partiti in traghetto da Brindisi con biglietti di posto ponte, perché non si sa mai che a qualcuno viene voglia di controllare. E i compagni ateniesi ci hanno fatto capire che la guerriglia
urbana è un'arte in cui vince l'organizzazione. Un anno fa, avevamo solo una gran voglia di sfasciare tutto. Ora sappiamo come sfasciare. A Roma, abbiamo vinto perché avevamo un piano, un'organizzazione".
Quale organizzazione avevate?
"Eravamo divisi in due "falangi". I primi 500 si sono armati a inizio manifestazione e avevano il compito di devastare via Cavour. Altri 300 li proteggevano alle spalle, per evitare che il corteo potesse isolarli. L'ordine che avevano i 300 era di non tirare fuori né caschi, né maschere antigas, né biglie, né molotov, né mazzette fino a quando il corteo non avesse girato largo Corrado Ricci. Non volevamo scoprire con gli sbirri i nostri veri numeri. E volevamo convincerli che ci saremmo accontentati di sfasciare via Cavour. Ci sono cascati. Hanno fatto quello che prevedevamo. Ci hanno lasciato sfilare in via Labicana e quando ci hanno attaccato lì, anche la seconda falange dei 300 ha cominciato a combattere. E così hanno scoperto quanti eravamo davvero. A quel punto, avevamo vinto la battaglia. Anche se loro, gli sbirri, per capirlo hanno dovuto aspettare di arrivare in piazza San Giovanni, dove abbiamo giocato l'ultima sorpresa".
Quale?
"La sera di venerdì avevamo lasciato un Ducato bianco all'altezza degli archi che portano in via Sannio. Dentro quel Ducato avevamo armi per vincere non una battaglia, ma la guerra. Il resto delle mazze e dei sassi lo abbiamo recuperato nel cantiere della metropolitana in via Emanuele Filiberto".
Sarebbe andata diversamente se avessero caricato subito il corteo in largo Corrado Ricci e vi avessero isolati.
"Non lo hanno fatto perché, come ci hanno insegnato a fare i compagni greci, sono stati confusi dal modo in cui funzionano le nostre "falangi"".
Come funzionano?
"Siamo divisi in batterie da 12, 15. E ogni batteria è divisa in tre gruppi di specialisti. C'è chi arma, recuperando in strada sassi, bastoni, spranghe, fioriere. C'è chi lancia o usa le armi che quel gruppo ha recuperato. E infine ci sono gli specialisti delle bombe carta. Organizzati in questo modo, siamo in grado di assicurare un volume di fuoco continuo. E soprattutto siamo molto snelli. Ci muoviamo con grande rapidità e sembriamo meno di quanti in realtà siamo".
È la stessa organizzazione con cui funzionano i reparti celere.
"Esatto. Peccato che se lo siano dimenticato. Dal G8 di Genova in poi si muovono sempre più lentamente. Quei loro blindati sono bersagli straordinari. Soprattutto quando devono arretrare dopo una carica di alleggerimento. Prenderli ai fianchi è uno scherzo. Squarci due ruote, infili un fumogeno o una bomba carta vicino al serbatoio ed è fatta".
Parli come un militare.
"Parlo come uno che è in guerra".
Ma di quale guerra parli?
"Non l'ho dichiarata io. L'hanno dichiarata loro".
Loro chi?
"Non discuto di politica con due giornalisti".
E con chi ne discuti, ammesso che tu faccia politica?
"Ne discuto volentieri con i compagni della Val di Susa".
Sei stato in val di Susa?
"Ero lì a luglio".
A fare la guerra.
"Si. E vi do una notizia. Non è finita".
Ultima modifica di C@scista; 18-10-11 alle 09:03


LA MASSA LOBOTOMIZZATA DI FRONTE AI FATTI DI ROMA
".......in Italia abbiamo un problema in più: da noi la classe politica, i sindacati e la loro clientele parassitarie familiari, non solo non hanno contrastato a tempo il mondialismo economico-finanziario, per non sapere cosa proporre in alternativa (e qui il tradimento è stato soprattutto delle sinistre cosiddette). L’hanno visto arrivare in tempo e – con l’astuzia che in certi primati sub-umani (i babbuini ad esempio) sostituisce l’intelligenza – hanno messo al riparo se stessi e i propri cari dalla competizione globale. Si sono aumentati gli stipendi e gli emolumenti, del tutto fuori mercato, e li hanno inchiodati con leggi. Si sono salvaguardati dalla competizione elettorale escogitando sistemi elettorali dove non sono gli elettori a sceglierli e a rifiutarli, ma i loro capi-bastone. E si sono dati, ed hanno moltiplicato, tutti i mezzi per divorare il denaro pubblico impunemente, farsi sostenere da milioni di precari che dovrebbero invece rovesciarli.
Insomma, si sono fatti l’ombrello d’oro per resistere alla gragnuola della competizione globale, mentre hanno lasciati tutti altri noi fuori, sotto la grandine. A pagare anche il loro conto.
Il sistema che hanno messo a punto e perfezionato – e che non è il capitalismo competitivo (altrimenti il Trota non si beccherebbe i 7 mila euro mensili come consigliere regionale, e la Minetti dovrebbe prenderli esercitando un altro mestiere) – è arrivato al punto che non riesce a far cadere il governo più ridicolo della storia, perchè anche i deputati dell’opposizione vogliono la pensione del compimento della legislatura.
Berlusconi non ha cambiato nulla di questo sistema; ma l’opposizione non ha nel programma di cambiarlo, e non può cambiarlo perchè le sue clientele sono le caste pubbliche parassitarie, a cominciare dai magistrati per finire con gli intellettuali sussidiati alla RAI e nei teatri pubblici.
Il gioco truccato, da noi, non lo fanno (solo) i miliardari privati, ma i nostri rappresentanti. Il che richiede una battaglia politica su due fronti...."
(da M. Blondet "l'internazionale dei bamboccioni")
Ha dimenticato una cosa importante Blondet : in Italia la casta dominante ha anche una formidabile macchina mediatica per manipolare a suo piacimento l'opinione pubblica tanto da riuscire a convincere le menti lobotomizzate delle masse che quei poveri e disperati giovani che a Roma hanno espresso la legittima rabbia e protesta per quanto sopra magistralmente sintetizzato da Bondet siano una specie di nemico del popolo, un corpo estraneo da estirpare dalla società ..... un po come nei tempi antichi i poteri nobiliari riuscivano con la suggestione religiosa a convincere le masse popolari che i sovversivi che cercavano di lottare contro la povertà fossero in realtà dei pericolosi infedeli da annientare per il bene della società.


Fino al punto di proteggere il luoghi sensibili (del potere) sacrificare il resto e soprattutto non farci scappare il morto, avrebbe messo in fortissima crisi il governo, specie in un momento come questo.
Filippo Facci, che ha partecipato al corteo in qualità di osservatore, l'ha testimoniato oggi su Libero.
A me pare brutta. Sabato mi sono fatto tutta la manifestazione (anche perché una volta entrati non c’era modo di uscirne, la polizia arginava tutta la fiumana e impediva fisicamente di accedere verso il centro) ma vi risparmierò descrizioni drammatiche. Confermo tutte le cose che avete letto qui e altrove: era palese che i celerini avevano disposizione di evitare assolutamente ogni incidente - per quanto il prezzo sia stato altissimo - ed è pure vero che molti partecipanti «pacifici» hanno insultato e talvolta spintonato e cercato di isolare i cosiddetti black bloc, o quello che sono. Ma il punto è che non ci sono riusciti, anche perché il servizio d’ordine dei manifestanti era inesistente e quello dei Cobas è stato addirittura soccorso dai celerini. Il punto, pure, è che la polizia è resa impotente dall’aria che tira, da quell’insopportabile pressione che il morto lo attende, lo vuole, lo brama per farne un nuovo Carlo Giuliani che giustifichi altre sprangate. Il punto, pure, è che i black bloc, nell’ipotesi più ottimistica, erano mille e tutti gli altri 200mila: ergo c’era un rapporto di duecento a uno - facciamo cento a uno, esageriamo per difetto - e ciò contando anche i pacifici che abbiano occasionalmente smesso di esserlo per trascinamento.
Conclusione: in un rapporto cento a uno, c’è un’estrema minoranza che distrugge tutto quello che riesce e preannuncia che continuerà a farlo (e intanto spacca madonne, incendia camionette) e poi ci sono i vari servizi d’ordine e la polizia che per ragioni magari comprensibili non hanno dimostrato una vera volontà di fermarli ma solo di contenerli: che è come dire, se non cambia qualcosa, che per il futuro sperino soltanto che vada tutto liscio. Questo è il quadro, al di là delle analisi più raffinate: siamo in mano a quattro deficienti (criminali, delinquenti comuni, chiamateli come volete) e ne consegue che le soluzioni o le conseguenze possono essere soltanto due, entrambe decisamente drammatiche.
La prima: la polizia si risveglia e si mette a menare come accade in nazioni anche più serie e civili della nostra, magari coadiuvata da inasprimenti legislativi o da una «Legge Reale 2» già auspicata da Antonio Di Pietro e dal Ministro Roberto Maroni: si parla di quella legge che negli anni Settanta prevedeva una certa disinvoltura nell’uso delle armi da parte della polizia, carcere preventivo a pioggia anche in assenza di flagranza di reato (con fermi indiscriminati lunghi sino a quattro giorni: basta qualche indizio) e poi il divieto di girare a viso coperto, ciò che tuttavia - piccolo inciso - non è mai stato sufficiente a impedire l’uso del burqa e del chador alle musulmane. In generale qualcosa che, se sorretto dal clima giusto e da un certo surriscaldamento delle «aspettative sociali», è in grado di ledere i diritti di tutti e di limitare le libertà democratiche come già avvenne negli anni Settanta: non fu certo la Legge Reale a sconfiggere il terrorismo, e un deciso schierarsi dalla parte della polizia, ora, non significa dimenticare che in passato la stessa si rese protagonista anche di qualche grave errore, diciamo così.
La seconda ipotesi è anche peggiore: siccome a ogni azione segue sempre una contro-reazione - è una legge della fisica e della storia - è probabile che presto o tardi qualche neo-gruppo di cittadini decida di scendere direttamente in piazza e di dare ai vari deficienti - che in molti casi erano praticamente dei bambini - la saccagnata di botte che meritano, nello scenario che gli stessi probabilmente desiderano. Un quadro che per loro, i black bloc, può anche prospettarsi come decisamente eccitante: sono ignoranti e vivono tutto come una sorta di vivida esperienza psichedelica, ma all’occhio più maturo, tuttavia, scenari del genere potrebbero anche sembrare la miccia di una moderna guerra civile sorretta da una maggioranza rumorosa. Non dico questo a mente fredda o a ciglio asciutto: lo dico perché sabato c’ero, lo dico perché la voglia di menare contro quei deficienti non solo l’ho respirata coi fumogeni, ma l’ho sentita formicolare nelle mie mani: ed è forse la cosa che mi ha preoccupato di più. Insomma, a me pare brutta, anche perché talvolta la sola maniera di evitare una guerra - anche questa è una legge della storia - è vincerla. E una guerra senza vittime io non l’ho mai vista.
di Filippo Facci
18/10/2011
Polizia paralizzata, si rischia la giustizia fai da te - polizia, scontri, Roma, questure, Filippo Facci - Libero-News.it
CLAUDIA CONTE, TI AMO!


Speriamo in una escalation.
Nel caso si verificasse e fosse davvero di quelle che segnano di brutto almeno un quinquennio ci sarebbe da lavorare.
Spero che i gruppuscoli fascistoidi non commettano i soliti passi falsi e non firmino i soliti assegni in bianco.
Mai come adesso si tratta di far funzionare gli allevamenti di bestiame selezionato senza frettolose e ridicole pretese interventiste.


Cmq stavolta i compagni hanno dimostrato una preparazione eccellente...tenere in scacco i blu per ore non x per niente facile...
Bazooka!!!


Ma basta col patetismo piagnone (almeno risparmiamocelo sul forum DR) che definisce "giovani poveri e disperati" quelli dei centri sociali: non solo è totalmente falso ma in questo modo si evita di riconoscere quelli che sono invece gruppi politici ben organizzati di squadre armate
Ultima modifica di C@scista; 18-10-11 alle 16:05

