





Offri il rimborso spese?
No perchè sai il problema non è neanche tanto il lavoro a provvigione che puo' starci, ma il fatto che un ragazzo di 25-30 anni per fare un lavoro del genere deve avere l'auto e dei soldi per pagarsi gli spostamenti e la benzina rischiando poi di andare semplicemente in perdita. Non tutti possono permetterselo.


no, non offro alcun rimborso spese, come del resto non si offriva 20-30 anni fa
quando iniziarono a lavorare tutti i rappresentanti che oggi girano in bmw serie 5
quando apri una bottega, investi tempo e denaro e nessuno ti rimborsa nulla
l'attività di venditore è un'attività autonoma a tutti gli effetti, non capisco perché si pretende di avere tutte le garanzie di un dipendente, a fronte però di un guadagno che arriva anche a tre volte tanto
quella che tu chiami perdita, in realtà è, appunto, un investimento, una scommessa sul tuo futuro
se uno non arriva a capirlo meglio non faccia il venditore (e il venditore non è un lavoro che possono fare tutti)
e difatti tutti quelli che si sono presentati qui chiedendo come prima cosa il "fisso" o il rimborso spese se ne sono dovuti andare con le pive nel sacco
da tener presente, comunque, che nel mio caso specifico verrebbe affidato al venditore in questione un piccolo portfolio clienti, ovviamente da curare e coltivare per farlo crescere, ma che già è una piccola garanzia
quando l'ho detto a quelli che si sono presentati, sembrava quasi li avessi offesi
ad ogni modo, sarei anche disposto a dare degli anticipi provvigionali, ma finché vedo questa rigidità da parte dei candidati, i clienti che abbiamo li gestiamo internamente, che a noi non ha regalato niente nessuno ed il break even point lo abbiamo raggiunto dopo oltre un anno dall'apertura della società
Ultima modifica di H.I.M.; 22-10-11 alle 14:12


Guarda che un rappresentante ha partita iva, suo commercialista, ecc ecc. Se ti apri una pizzeria chiedi un rimborso spese dal mulino? :gluglu:
Tra l'altro è un lavoro che all'inizio devi si sbatterti, ma dopo 10-15 anni, hai una "rendita" ed un pacchetto di clienti che va avanti grossomodo da solo ponendo una solida base, ma purtroppo è un lavoro che va coltivato e costruito pezzo dopo pezzo da solo, anche a costo di sacrifici di tempo ed insuccessi. Troppo scomodo per gli italiani ormai, il lavoro è percepito alla stregua d'un vitalizio in questo paese, giustamente sull'esempio dei loro politicanti.
Ultima modifica di Immanuel; 22-10-11 alle 14:18
I vincenti hanno sempre una soluzione ad ogni problema, i no(n)euro hanno sempre una scusa.


quando abitavo a vicenza ho conosciuto venditori d'oro appena avviati che si facevano vicenza-arezzo-napoli con la golf diesel scassata, senza nemmeno un'arma né antifurto gps o altre diavolerie e che limitavano al massimo i pernottamenti pur di star dentro alle spese, altro che fisso
che stimolo a vendere può avere un venditore che comunque vada si porta a casa la pagnotta?
Ultima modifica di H.I.M.; 22-10-11 alle 14:26


Si ma 20-30 fa vi erano decisamente più margini di successo. O mi vuoi dire che adesso l'azienda o il privato compra prodotti come 20-30 anni fa? Ormai anche le banche non elargiscono più alcun prestito ne al privato ne tantomeno all'azienda, quindi è tutto bloccato.
Qua non si tratta più delle capacità del singolo ma bensì di un mercato fermo e immobile in cui se prima riuscivi a vendere 50 unità di prodotto al mese, adesso ne vendi 20. E' evidente che mi pare una follia investire in un lavoro in cui hai delle possibilità veramente ridicole di guadagnare, per non parlare inoltre del fatto che un giovane (se la famiglia non è benestante) non ha i soldi da anticipare per un lavoro del genere.


se non vendi fumo, cioè cose del tutto superflue, le aziende comprano sostanzialmente come prima
c'è sicuramente una contrazione dei fatturati, ma le aziende che lavorano, appunto lavorano
certamente i clienti si sono fatti molto più accorti e non si fanno più abbindolare dal primo che passa, ma a questo punto e sulla persona che vende che si gioca tutto
è capitato non una, ma una decina di volte che clienti contattati da nostri venditori abbiano risposto picche
ricontattati direttamente da noi (dal mio socio, io non sono tagliato) hanno invece firmato il contartto
col tempo è venuto fuori il motivo per cui inizialmente rifiutavano, e sai quale era?
questo: "sì, era venuto tempo fa un vostro agente, ma sinceramente ad uno che ha scritto nella faccia 'devo venderti qualcosa' non dedico molto tempo"
lo dedicano però a quello che la prima volta ci va e si presenta (lui, non l'azienda)
la seconda ci torna e si fa una chiaccherata del più e del meno, cercando di capire quali sono i suoi interessi extra-lavorativi, interessandosi garbatamente dei sui affari... insomma, imbastendo un rapporto che per definizione comporta investimento di tempo/denaro
la terza volta che ti riceve, se non compra è perché hai sbagliato qualcosa, non ci sono storie
pensare di andare a botta sicura corrisponde esattamente all'atteggiamento di un candidato venditore che chiede il fisso o il rimborso spese e ti condanna al fallimento
c'è un passaggio di un libro che non ho molto amato, nel suo insieme, e che tuttavia per certi versi mi è parso illuminante, come in questo caso:
«Mi ricordo una conversazione con un vecchio che coltivava alberi, nel mio paese. Io gli chiesi di vendermi un grande albero per il mio giardino. Egli rispose: “Tutti oggi vogliono grandi alberi. Li vogliono subito, senza curarsi del fatto che gli alberi crescono lentamente e ci vogliono tempo e fatica per farli crescere. Tutti oggi hanno fretta” concluse amaramente “e non so perché.”»
Bruno Leoni, La libertà e la legge



