Troppa poca chiarezza sul dopo Berlusconi
09 Nov 11:40
(Finanza.com) Fare presto è il comandamento che l'Italia dovrebbe seguire in questo momento. Lo pensano in molti e lo confermano gli analisti di Intermonte: "Il tempo necessario alla transizione (elezioni immediate o coalizione di transizione) insieme con la capacità della maggioranza politica che verrà di adottare le richieste misure di austerità nonché l'impatto di queste sull'economia reale, devono essere stabilite in tempi brevi". Non è facile per la machiavellica Italia.
Dopo il segnale di stop per il governo di Silvio Berlusconi arrivato ieri con la votazione per l'approvazione alla Camera del Rendiconto dello Stato con una maggioranza di soli 308 parlamentari, l'esito del successivo incontro tra Berlusconi e il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano appare un compromesso in stile molto italiano. Il premier rimarrà in carica fino all'approvazione della Legge di Stabilità "opportunamente emendata alla luce del più recente contributo di osservazioni e proposte della Commissione europea". L'approvazione è prevista il prossimo 15 novembre.
Machiavelli, però, non piace ai mercati. La reazione inizialmente positiva ha lasciato ben presto il passo a forti vendite sull'azionario e a un'accelerazione al rialzo dello spread tra bund e Btp. Stamattina, la soglia dei 500 punti base è stata superata abbondantemente (550 punti base). Il rendimento del titolo di Stato decennale italiano ha toccato il 7,24%.
Ai mercati, per essere rassicurati, manca una visione del dopo. Al momento non si ha ancora chiaro come potrebbe evolvere la situazione politica in Italia: elezioni anticipate a gennaio o al più tardi marzo, governo tecnico di unità nazionale guidato da una personalità indiscussa del calibro di Mario Monti, riproposizione di un governo di maggioranza guidato da Gianni Letta o Angelino Alfano. E' la seconda l'opzione che i mercati hanno dimostrato di gradire maggiormente. Un governo che nasca per mettere in atto le misure di austerità e rilancio dell'economia necessarie e inevitabili. Probabilmente è anche quella che ha la maggiore probabilità di verificarsi ma al momento le diverse forze politiche continuano a muoversi in direzioni diverse dandole poca visibilità.
Peccato perché "l'Italia è un paese solvente, c'è abbastanza ricchezza per superare la crisi, per pagare gli interessi sul debito e ripagare il debito stesso. Tuttavia ? precisa il report di Intermonte ? per fare questo devono essere risolti i problemi relativi al sistema pensionistico e alla competitività del lavoro. Crediamo che la pressione dell'Unione europea e una leadership diversa possano aiutare l'Italia a superare i suoi problemi".
Alessandro Piu
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