
Originariamente Scritto da
napici
Mi sembra che questo tuo punto di vista non sia corretto e ti spiego perché.
- La Chiesa considera il matrimonio religioso l'unico valido tra i battezzati, non fa distinzione tra matrimonio religioso e matrimonio naturale, ma li vede uniti e inscindibili.
- I battezzati che si sposano in comune sono considerati "concubini" e, credo, non hanno più accesso alla comunione finché non regolarizzano il loro status sposandosi in chiesa o lasciandosi. Non c'è alcuna traccia di rispetto per tale vincolo da parte della Chiesa. Perché dovrebbe essere indissolubile?
- I battezzati che si sposano in comune e poi divorziano possono tranquillamente (previo pentimento e confessione) sposarsi in chiesa con un'altra persona. La Chiesa non dà alcun valore al vincolo precedente, se fosse considerato naturale e indissolubile non dovrebbe dare il permesso di risposarsi.
- Le persone non battezzate che trovano la fede possono fare uso del
privilegio paolino, lasciare il coniuge che non volesse aderire alla Chiesa e sposarsi di nuovo. Quindi perfino nel caso di matrimonio naturale per i non cristiani vi è la possibilità di scioglimento del vincolo a meno che entrambe le parti non aderiscano alla chiesa (caso in cui è ovvio che nessuna delle due parti voglia lo scioglimento).
Per tutti questi motivi mi sembra giusto non equiparare il vincolo civile a quello religioso.