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Discussione: Un colpo di stato

  1. #21
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    Predefinito Rif: Un colpo di stato

    Si vorrebbe cambiare sistema.
    I governi hanno lo scopo di concretizzare la depredazione sui cittadini.

    La casta italiana, pur di poter governare ha assoldato nelle sue file persone predisposte alla rapina ma incapaci.
    Pertanto non avendo capacità contraevano debiti per dare ricchezza ai cittadini onde poterli depredare.

    Inoltre rubando solamente ai poveri si è sempre ricavato poco.
    Oggi non si possono più aumentare i debiti e tutto il rapinato deve venire dalle tasche dei cittadini.

    Gli incapaci a depredare si devono mettere da parte.

    E' una delle prima operazione promesse dal nuovo governo è aumentare le accise sulla benzina

    Un primo passo che ha la sua valenza.

    Il nuovo governo sta muovendo i primi passi e come i bambini alle elementari incomincia a fare le aste per imparare a tenere la penna in mano.

    Fare le aste è un retaggio della riforma Gentile . Grande ebreo imprestato al fascismo, perché con la riforma della istruzione cercasse di poter inventare un popolo italiano.

    Un modo di far vedere che si è capaci a depredare è parlare di benzina. In politica vi saranno degli sfruttatori ma mancano di fantasia.

    Cambiano i governanti, ma sono sempre veri italiani.
    Ultima modifica di jotsecondo; 14-11-11 alle 11:09
    O si taglia o il caos

  2. #22
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Parole del napuli: "Ho dato il mandato a Mario Monti, persona indipendente".
    Non sa proprio cosa sia la vergogna.
    è riuscito persino a dire "Bini-Smaghi ha deciso in piena libertà"
    Ultima modifica di k21; 14-11-11 alle 16:55

  3. #23
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    Predefinito Rif: Un colpo di stato

    COLPO DI STATO IN GRECIA E ITALIA
    11 novembre 2011 | Autore Lino Bottaro

    Sotto il paterno sguardo di Obama, in Grecia e Italia, con Papademos e Monti, vengono esautorati il popolo ed i suoi rappresentanti politici da Governi votati da nessuno, i cui capi sono o sono stati dipendenti delle Banche americane. Sono le stesse banche che hanno operato in borsa contro i due Stati su cui vanno ad imporre il loro dominio. Sembra una favola terrifica ed invece è pura e semplice realtà di un Moloch che non ha più nemmeno bisogno di nascondere le sue commistioni.
    Il momento è cruciale se le banche hanno deciso di prendersi gli Stati in prima persona! Succederà quello che è successo con Draghi in seguito agli ordini impartitigli dalla lobby di Londra sul Britannia, ovvero la rapina di quel che resta di depredabile della nostra nazione? Sarà il più grande furto con truffa mai perpetrata ai danni di Stati indipendenti con la motivazione della riduzione di un debito pubblico indotto ad arte e alimentato con cura insistente?
    Elenco delle comparse:
    Draghi, detto l’americano, l’uomo di Goldman Sachs è stato messo a capo della BCE, (votato da nessuno)
    Napolitano detto l’americano presidente italiano ( votato da nessuno) impone…
    Monti l’”americano” advisor di Goldman Sachs menbro della Trilaterale e del Bilderberg che andrà capo del Governo in Italia. (votato da nessuno) Un incarico di rilievo dovrebbe essere dato a…
    Gianni Letta l’americano del PDL, membro dell’advisory board di Goldman Sachs International con compiti di consulenza strategica per le opportunità di sviluppo degli affari, con focus particolare sull’Italia. Un posto riservato c’è anche per
    Giuliano Amato menbro senior dell’advisor di Deutsche Bank con trascorsi americani, famoso per essere stato Capo del governo ai tempi della svalutazione della lira del 30% in una notte nel settembre ‘ 93 propedeutica alla svendita dei gioielli dell’industria italiana.
    Lucas Papademos, in Grecia, l’ americano ex della Federal Reserve, va a comandare la svendita della Grecia.
    Il compito dei governi tecnici bancari “americani” sarà quello di prendersi con altri mezzi quello che si sono prese le banche di rapina internazionali in tutti i paesi globalizzati?
    Se non sono Colpi di Stato questi, quali altre definizioni possiamo trovare? (Ndr)

    Ed ecco gli articoli dalle agenzie stampa e giornali
    In Italia il nuovo premier sarà Mario Monti, Commissario BCE
    (AGI) – Roma, 10 nov. – A pochi giorni dalle dimissioni di Silvio Berlusconi e il successivo avvio delle consultazioni da parte del Capo dello Stato, si avvicina la nascita del nuovo governo a guida Mario Monti. Oggi l’economista si e’ recato al Quirinale per ringraziare Giorgio Napolitano della nomina a senatore a vita.
    Domani, poi, ci sara’ il ‘debutto’ in aula al Senato, dove il presidente della Bocconi siedera’ per la prima volta per il voto sulla legge di stabilita’. Da registrare, sempre oggi, le dimissioni di Bini Smaghi dal board della Bce.
    E mentre le quotazioni di Monti a palazzo Chigi salgono, la politica si divide.
    di Raffaello Binelli – 10 novembre 2011, 136
    Grecia, il nuovo premier è Lucas Papademos ex vice presidente Bce
    Dopo quattro ore di colloqui tra socialisti e partiti di destra Lucas Papademos è stato designato premier. Giurerà domani. Già presidente della Banca centrale greca e vice presidente Bce, insegna ad Harvard (prederà il suo posto Bini Smaghi!?)
    Atene – L’ex vice presidente della Bce, Lucas Papademos, è stato designato premier del nuovo governo ad interim in Grecia. Giurerà domani alle 14 (ora locale). Davanti a sé ha un compito molto difficile: salvare il suo Paese dalla gravissima crisi economica e finanziaria in cui è precipitata.

    Papademos e Trichet
    Ingrandisci immagine
    L’indicazione di Papademous è arrivata dopo quattro ore di riunione tra i vertici del partito socialista e quelli dei partiti di destra e di estrema destra, sotto la supervisione del presidente della repubblica, Karolos Papoulias.
    Convinto europeista Il nuovo capo del governo, già presidente della Banca centrale greca, ha 64 anni ed ha ricevuto una formazione negli Stati Uniti nelle più prestigiose università del Paese, fa cui il Mit di Boston e la Columbia di New York. Nel 1977 è rientrato in patria e ha cominciato la sua carriera alla Banca centrale di Grecia, diventando governatore nel 1994, incarico che ha ricoperto fino al 2002, guidando l’ingresso della dracma nell’euro. Nel 2002 è diventato vice presidente della Banca centrale europea (Bce), sotto Jean-Claude Trichet, una posizione che gli ha permesso di farsi conoscere nelle principali cancellerie europee.
    Nel 2010 ha lasciato Francoforte per diventare consigliere del primo ministro socialista Georges Papandreou. Di recente proprio in questa veste ha partecipato ai negoziati fra Atene e la “Troika” (Fmi, Commissione europea e Bce) per tentare di salvare la Grecia dal default.
    Professore di economia, durante il suo mandato all’istituto di Francoforte, si è distinto per l’intransigenza sulla disciplina fiscale e di bilancio. Con Trichet ha condiviso l’opinione che la Bce non debba intervenire in maniera rilevante a soccorso dei governi fortemente indebitati dell’eurozona. Attualmente ha un incarico all’università di Harvard, negli Stati Uniti, dove ha istituito un corso dal titolo “la crisi finanziaria globale: risposte e sfide”.
    Cosa vuole fare Se verrà confermato alla guida del governo greco, è molto probabile che voglia attuare misure di austerity aggiuntive per tentare di risollevare le sorti del Paese. Ma il suo compito principale, oltre a quello di ridare credibilità ai conti di Atene, è quello di tenere in equilibrio i rapporti tra i conservatori di Nea Demokratia e i socialisti. Impresa tutt’altro che facile.
    Ma chi è Lucas Papademos l’Americano? Grecia, chi è Lucas Papademos, il nuovo capo del governo - Mondo - Panorama.it
    Bini Smaghi si dimette per un posto ad Harvard. Soddisfatto Napolitano
    (Per aver estromesso un italiano della BCE?)
    L’economista fiorentino, al centro delle polemiche con la Francia dopo la nomina di Draghi, lascia il board della Bce
    di Chiara Sarra – 10 novembre 2011, 185
    Dopo le pressioni della Francia quando a capo della Banca centrale europea è stato nominato Mario Draghi, Lorenzo Bini Smaghi si è dimesso dal Consiglio esecutivo dell’Eurotower e lascerà dal primo gennaio 2012 l’incarico che ricopre dal giugno 2005 e che sarebbe scaduto a fine maggio 2013.


    Il motivo delle dimissioni sembra essere il posto offertogli dalla prestigiosa università americana di Harvard nel Center for International Affairs. Draghi ha ringraziato “caldamente Bini Smaghi per il suo contributo eccezionale non solo sul fronte decisionale ma anche nella difesa dell’indipendenza della Bce”.
    Soddisfatto il Quirinale: “Bini Smaghi ha dato limpida conferma del suo attaccamento al principio e al valore dell’indipendenza della Banca Centrale Europea”, scrive Giorgio Napolitano, “Desidero esprimere l’apprezzamento del paese per il senso di responsabilità e di lealtà anche verso l’Italia che si esprime in questo suo gesto, e rivolgergli un vivo ringraziamento per i servigi resi in questi anni alla causa europea, cui l’Italia è indissolubilmente legata”.
    GOVERNO: OBAMA, FIDUCIA IN LEADERSHIP NAPOLITANO PER NUOVO ESECUTIVO
    (Ovvero Obama detta le direttive?)
    (ASCA-AFP) – Washington, 10 nov – Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, nel colloquio telefonico avuto oggi con il presidente Giorgio Napolitano, ha espresso fiducia nella sua leadership per la creazione di un nuovo governo che restituisca all’Italia la fiducia dei mercati. Lo ha riferito il portavoce della Casa Bianca Jay Carney.
    ”Il Presidente ha parlato questa mattina con il presidente Napolitano sulla situazione italiana” ha detto ”e ha espresso fiducia nella leadership del presidente Napolitano per l’istituzione in Italia di un governo ad interim che possa implementare un programma di riforme aggressivo e riportare la fiducia del mercato”.
    Per finire un bel’attacco dei nostri merdosi nemici pedofili inglesi, predoni mondiali sanguinari e già potenzialmente falliti. Con Cameron pontificano e si preoccupano ( poverini) della tenuta dell’Euro messo in pericolo da una Italia che provvedono ogni giorno a sabotare, boicottare, defraudare, imbrogliare, delegittimare e infanghare con l’inganno. Proprio loro che l’euro non lo vogliono, sono preoccupati per noi. Ma quanta solidarietà e nobiltà d’animo, di intenzioni e altruismo hanno per noi questi autentici avvoltoi! ndr

    fonte: il sole24ore
    Londra – «L’Italia è un pericolo chiaro e presente per l’euro». Il premier britannico David Cameron entra a gamba tesa nella delicata partita che il nostro Paese si gioca sui mercati sottolineando, una volta di più, i danni alla moneta unica prodotti dal debito pubblico italiano. In un discorso che Downing street ha diffuso in questi minuti e che il premier pronuncerà nelle prossime ore a Londra, Cameron appare netto sul caso Italia.
    «Quanto sta accadendo in Italia – ha detto – deve essere un avvertimento ad ogni Paese e ogni governo che non abbia un piano credibile per fare i conti con un debito eccessivo ed eccessivo deficit». In realtà nel caso italiano pesa molto più il primo essendo il secondo molto inferiore ai picchi che conosce ora il disavanzo britannico.
    «L’Italia – ha continuato il premier inglese – è il terzo maggior paese dell’eurozona e nella condizione attuale rappresenta un pericolo chiaro e presente per l’eurozona. Il momento della verità si sta avvicinando per questo se i leader dell’euro vogliono salvare la loro divisa devono agire subito».
    Le parole di Cameron oltre ad essere dirette senza equivoci e senza alcun cuscinetto diplomatico all’Italia, mirano ad accelerare le procedure interne all’eurozona per mettere in campo meccanismi di integrazione delle politiche fiscali in grado di tranquillizzare i mercati, ma hanno anche un’ambizione di politica interna. Il richiamo alla necessità di “piani credibili” per il disavanzo vuole infatti convincere l’elettorato che il severo piano di tagli varato dalla sua amministrazione è una dura, inevitabile necessità.
    Per noi di Stampa Libera che abbiamo l’abitudine di parlar chiaro, è solo il tentativo di terrorizzare gli investitori e compratori dei nostri titoli di Stato per mandarci a gambe all’aria, per razziare poi quanto vi è ancora di buono nel nostro paese a prezzi da svendita totale per fallimento! ndr
    LB

    COLPO DI STATO IN GRECIA E ITALIA | STAMPA LIBERA
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  4. #24
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    Predefinito Rif: Un colpo di stato

    Da Bocchino ai Bocconi...

    Con le dimissioni di Berlusconi, il cli¬ma del Paese deve cambiare per leg¬ge. Ecco le "istruzioni per l'uso", un primo elenco di regole che saranno adottate da gior¬nali e sinistra

    di Alessandro Sallusti - 14 novembre 2011, 08:09

    Con le dimissioni di Berlusconi, il clima del Paese deve cambiare per legge. Ecco un primo elenco di regole che da oggi saranno adottate da giornali e sinistra.
    - Se la Borsa sale sarà per merito di Monti, se cala è per colpa della Grecia.
    - Se tuo figlio prenderà 9 nel compito in classe è perché con Monti è cambiato il clima culturale del Paese. Se beccherà un 4 la colpa è della riforma Gelmini che ha ucciso la scuola.
    - Se c’è il sole è perché anche l’ecosistema approva il governo Monti. Se piove è colpa della dissennata politica ambientale dell’ex ministro Prestigiacomo.
    - Se tua moglie ti sorride è perché Monti le ha fatto ritrovare la gioia di vivere. Se tiene il solito muso è solo perché il governo Monti non è ancora insediato.
    - Se il tuo fruttivendolo da oggi alza il prezzo dei pomodori è un buon segno, vuole dire che è certo del fatto che con il governo Monti siamo diventati tutti più ricchi.
    - Se la tua banca ti ritira il fido è perché il governo dei banchieri ha dato indicazioni a tutte le sue filiali di proteggere la tua famiglia dalle tentazioni spendaccione di tua moglie. Devi essere grato al professor Monti.
    - Se chiude una fabbrica Santoro non deve più preoccuparsi. Fino a ieri i disoccupati avevano i paladini nei Bocchino, da oggi nei Bocconi.

    Da Bocchino ai Bocconi... - Interni - ilGiornale.it
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  5. #25
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    Predefinito Rif: Un colpo di stato

    Il programma di Monti è pronto da 4 mesi, ma nessuno ha avuto il coraggio di dirlo a Berlusconi
    11 novembre 2011 | Autore admin
    Link * Visto su LoSai

    “Monti e’ un’ancora che il Quirinale ha inventato. E’ da quattro mesi che si prepara. Il programma e’ gia’ pronto ma nessuno ha avuto il coraggio di dirlo a Silvio Berlusconi’. Ad affermarlo e’ l’economista Giacomo Vaciago intervenendo al convegno organizzato dall’Associazione Koine.
    Allo studio della Germania, rileva Vaciago, “c’e’ l’idea di ridurre l’area dell’euro ai paesi che ci stanno”.
    In pratica, sottolinea, “la Grecia e il Portogallo sono gia’ fuori dall’area, l’Irlanda e’ gia’ rientrata e ora bisognera’ vedere che cosa faranno Spagna e Italia”. Il professore di Economia dell’Universita’ Cattolica di Milano, si dice convinto che Monti, nel caso in cui fosse nominato premier, ‘ci chiedera’ di restare con la Francia e la Germania’ nella zona euro. E per questo saranno necessarie ‘una serie di condizioni’ e ‘di sforzi’.

    Goldman Sachs innesca la crisi e poi piazza Mario Monti a risolverla
    Fonte: ByoBlu - Il video blog di Claudio Messora | Informazione libera * Link

    A integrazione del post “Tutto, tranne democrazia!” (qui il link) e del video qui sopra, ecco una notizia di Milano Finanza, noto covo di complottisti. Ci sarebbe Goldman Sachs dietro all’ondata di speculazioni che ha in pochissimo tempo innalzato artificialmente lo spread tra i buoni del tesoro poliennali italiani e suoi cugini tedeschi. Uomini Goldman Sachs innescano la crisi, uomini Goldman Sachs si propongono per risolverla, salendo a Palazzo Chigi per realizzare misure che non sono state dibattute né sottoscritte attraverso un mandato elettorale da nessun cittadino italiano. La terza guerra mondiale non usa carri armati: le nazioni oggi si conquistano rendendo in pochi giorni i loro debiti insostenibili.
    Nel rapporto “The Crisis of Democracy“, della Commissione Trilaterale di cui sia Mario Monti che Lucas Papademos (banchiere proposto per il governo tecnico greco) fanno parte (uno tra i tanti club “di ispirazione massonica ultraliberista statunitense”, per dirla alla Odifreddi su Repubblica.it, ma senza dimenticare il Bilderberg, l’Aspen Institute e tutti quei posti dove una certa èlite, da Monti a Tremonti a Draghi, discute amabilmente di strategie politiche ignorando che le sedi preposte esistono e si chiamano istituzioni) viene detto a chiare lettere che un eccesso di democraziaparalizza gli USA e gli stati dell’Europa dell’est. E si sottolinea che:
    ” Il funzionamento efficace di un sistema democratico necessita di un livello di apatia da parte di individui e gruppi. In passato [prima degli anni ’60; nda] ogni società democratica ha avuto una popolazione di dimensioni variabili che stava ai margini, che non partecipava alla politica. Ciò è intrinsecamente anti-democratico, ma è stato anche uno dei fattori che ha permesso alla democrazia di funzionare bene “
    Può anche essere vero, ma se accettiamo che siano questi i principi guida ispiratori di chi sale al governo senza essere stato eletto da nessuno, in conseguenza di attività speculative che ne preparano l’ascesa, allora dobbiamo per forza accettare che la democrazia ha fallito, insieme a tutti i principi ispiratori che in questi anni ci hanno guidato grazie alla rete. E’ la rete che ci ha permesso di coltivare il sogno della conoscenza condivisa. E’ la rete che ha condotto alla stimolazione di uno spirito critico diffuso. E’ la rete che ci ha consegnato un ideale di una consapevolezza allargata. E’ la rete, quindi, che mette in discussione quel livello di apatia che il club di cui Mario Monti fa parte identifica come essenziale per il controllo delle masse. Del resto era proprio Zbigniew Brzezinski, uno dei fondatori della Commissione Trilaterale, a dire che “è più facile ammazzare milioni di persone che controllarle“.

    Il programma di Monti è pronto da 4 mesi, ma nessuno ha avuto il coraggio di dirlo a Berlusconi | STAMPA LIBERA
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  6. #26
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    Predefinito Rif: Un colpo di stato

    Imbrogli. L’ultima beffa del tecnico Amato. Fingersi super partes. E con super pensione

    Giuliano, il dottor Sottile, è passato per PSI, Ulivo e PD. Secondo punto: come farà a tagliare con un vitalizio da 31mila euro?

    Ci vuole coraggio per definirlo un tecnico. Sono pochi i professionisti della politica ad avere un curriculum denso come quello di Giuliano Amato. Quattro legislature da deputato, una da senatore, in parlamento fino al 2008. Socialista, fedelissimo di Bettino Craxi che poi tradì. Commissario politico della federazione socialista di Torino, vicesegretario generale del partito. ( Candidato alla presidenza dei Democratici di sinistra nel 2001 (ma l’ipotesi poi tramontò), tifoso e sponsor dell’Ulivo qualche anno più tardi, nel 2007 membro del Comitato nazionale per il Partito Democratico. Un politico di parte, che talvolta ha cambiato parte. Due volte presidente del Consiglio, nella Prima Repubblica pugnalando il Craxi ferito e morente e nella Seconda Repubblica alla guida del governo dell’Ulivo dopo le dimissioni di Massimo D’Alema da palazzo Chigi. Sottosegretario alla presidenza del Consiglio con Bettino Craxi, poi ministro del Tesoro sia con Giovanni Goria che con Ciriaco De Mita nella prima Repubblica e con Massimo D’Alema nella seconda Repubblica. Con D’Alema, fino alle dimissioni di Carlo Azeglio Ciampi eletto presidente della Repubblica, fu anche ministro delle Riforme Costituzionali. Ministro dell’Interno nell’ultimo governo di Romano Prodi, fino al 2008.
    La sola ipotesi che Amato venisse inserito nella squadra tecnica di Monti ieri ha suscitato ovunque, soprattutto in rete, polemiche e scongiuri nelle fila del centrodestra come in quelle del centrosinistra. Quasi tutti i giornali lo inserivano in squadra, sia pure in caselle diverse. Lui non è restato nell’ombra: ha editorialeggiato sul Sole 24 Ore sparando contro le elezioni (facile, nessuno più le chiedeva) sotto il titolo “Con le urne si perdono euro ed onore”. Appena diffusasi l’indiscrezione di un ritorno di Amato nell’esecutivo il commento più blando è stato «corriamo in banca a ritirare i nostri soldi», a testimoniare come sia incancellabile nel ricordo comune quella notte del 1992 quando il socialista premier portò via dai conti correnti degli italiani il sei per mille. Memoria per altro rinfrescata dalla assai più recente proposta di Amato quando più o meno un anno fa lanciò nel dibattito politico la patrimoniale. Mica una carezza: aveva in mente di portare via a ogni famiglia italiana 30 mila euro in due anni, roba da furto con scasso (per altro irrealizzabile perché la maggiore parte delle famiglie quei 30 mila euro non possiedono, manco volendo portare l’oro alla patria).
    Sul social network Twitter c’era chi ieri protestava verso chi sbarrava la strada a Gianni Letta nel governo e poi rifilava fra i ministri tecnici lo stesso Amato (#amatononeuntecnico era l’hashtag creato per l’occasione). Altri ironizzavano sul tecnico che «ci vuole per tagliare le pensioni». In effetti Amato è una sorta di recordman nel cumulo previdenziale, che oggi gode di un assegno lordo mensile di oltre 31mila euro. Quando Lilli Gruber a settembre gli chiese se era vero che aveva una pensione così alta, Amato rispose da politico consumato: «Scusi, non capisco la domanda». Deve averla capita bene invece chi oggi grida implorando Monti: «No, lui al governo, no!». La bugia su Amato tecnico (chi la propala sostiene «da tempo non è più parlamentare», ma è solo dal 2008) irrita anche la parte della sinistra più giustizialista, che di Amato ricorda ancora il celebre “decreto salva-ladri” che provò a proporre nel 1993, dopo essersi pentito di avere pugnalato troppo alle spalle il povero Craxi.
    Nell’archivio della Camera e del Senato c’è ancora la sua lettera manoscritta a Bettino del 9 febbraio del 1993 per rassicurarlo che presto lo avrebbe tirato fuori dai guai giudiziari: «Vorrei chiederti di avere fiducia in quel che io sto cercando di fare», spiegando come «l’estensione dei patteggiamenti e delle sospensioni condizionali sia una strada percorribile». La lettera alla fine cercava di ingraziarsi Craxi con una buona notizia per l’ex leader ad Hammameth: stava per finire nei guai giudiziari l’altro traditore dell’epoca, Claudio Martelli: «Claudio mi pare ormai in pericolo», e si chiudeva con un «Io sono qua. E continuo ad esserti grato ed amico». Parole che non scatenano applausi ad esempio nelle fila dell’Idv, dove già una volta si è dovuta accettare a denti stretti la compagnia di Amato in un esecutivo. Gli archivi storici per altro sono zeppi di carteggi Craxi-Amato e difficilmente la lettura scatena entusiasmi a sinistra. Nemmeno quelli più banali, come la letterina del 24 febbraio 1984 scritta dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Amato al suo premier Bettino: «Il lavoro è molto, ma non abbastanza da fare dimenticare una bella ricorrenza come il tuo compleanno». Una storia politica densa, talvolta imbarazzante, sempre da uomo schierato. Deve avere ragione Monti che ieri al Quirinale ha definito «pura fantasia» la lista dei candidati ministri del suo governo. No, non può essere il nome di Amato ad essere inserito in un governo di tecnici.

    di Franco Bechis
    14/11/2011
    Imbrogli L'ultima beffa del tecnico Amato Fingersi super partes. E con super pensione - Giuliano Amato, Pd, Psi, Ulivo, governo tecnico, Monti, pensioni - Libero-News.it
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
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  7. #27
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    Predefinito Rif: Un colpo di stato

    Mi chiamo Monti, Mario Monti. Mi manda Goldman Sachs

    Pensavamo che dalla padella del governo Berlusconi-Bossi-Tremonti-Scilipoti (1) saremo passati alla brace del governo Bersani-Bindi-Vendola-Di Pietro dopo elezioni anticipate che avrebbero sancito l’inevitabile vittoria di un centro-sinistra che però ha già portato a termine l’unico punto del suo programma (2). E invece no signori, dalla padella stiamo per passare direttamente nell’altoforno del governo tecnico senza nemmeno farci un giretto nella brace sinistra.
    Mario Monti, appena nominato senatore a vita dal mai-eletto presidente della repubblica Giorgio Napolitano (3), è già in odore di incarico. Il Vaticano da il placet all’operazione (4) e difatti il ras della corrente ciellina del PDL, Maurizio Lupi, si dice a favore di un governo “di transizione”. L’ormai premier in pectore Mario Monti è noto per esser stato commissario europeo dal 1994 al 2004, facendo parte della commissione Santer prima e della commissione Prodi poi. La commissione Santer, la prima di cui ha fatto parte, è nota ai più per essere di gran lunga la commissione più sputtanata della (in)gloriosa storia europea.
    La commissione fu costretta alle dimissioni anticipate onde evitare una inedita sfiducia da parte del parlamento europeo dopo una serie di scandali partiti dalla commissaria francese Cresson, la quale aveva nominato nel suo staff il suo amante Philippe Barthelot. L’affaire Cresson era solo la punta dell’iceberg e di li a poco venne fuori tutto il marcio. La commissione d’inchiesta del parlamento UE concluse che v’era “una responsabilità collegiale dei commissari nei casi di frode e nepotismo”. Sebbene coinvolto negli scandali come tutta la commissione Santer (5), Mario Monti rimase al suo posto anche nella commissione Prodi.
    Finito il suo secondo mandato Monti si reinventa banchiere ed entra nella squadra della piovra Goldman Sachs, la banca che ha aiutato per anni i governi greci di Simitis, Karamanlis e Papandreu a truccare i conti (6), nel ruolo di consulente internazionale. E adesso leggetevi un po’ cosa dice il datore di lavoro del nostro Super-Mario sulla situazione politica italiana. Per Goldman Sachs le elezioni sono lo scenario peggiore, mentre sarebbe auspicabile un esecutivo di unità nazionale. Aggiungo io malignamente, magari se presieduto dal loro ex dipendente sarebbe ancora più auspicabile, vero Goldman Sachs?
    Insomma, buongiorno a tutti, mi chiamo Monti, Mario Monti mi manda Goldman Sachs e per ridurre il debito cominceremo con una bella patrimoniale che intacchi il tesoro nascosto degli italiani, popolo di formiche governato da cicale, che si stima ammonti a quasi 13mila miliardi, ovvero quasi sette volte il totale del debito pubblico (7). Comunque, come scrissi qualche giorno fa, tanto peggio tanto meglio. Come ha rilevato l’imbecille di Berlusconi nel suo modo goffo e rozzo “i ristoranti sono pieni”. Siamo più poveri di qualche anno fa, ma nonostante tutto siamo ancora un popolo di risparmiatori . Insomma, nonostante tutto non moriamo di inedia e nel mondo del consumismo a debito la nostra propensione al risparmio è un’eresia ergo, in quanto eretici dobbiamo essere puniti severamente (8). Siccome però è il popolo affamato che fa la rivoluzion e non quello con la pancia piena, allora per riuscire a trovare la forza per ribellarci dobbiamo farci affamare dal governo tecnico o di larghe intese o di unità nazionale che dir si voglia. Quando cominceranno a massacrarci sempre di più (9) in nome del “dio mercato” e dei suoi sacerdoti, i biscazzieri delle borse, allora ci ribelleremo.
    Ci metteremo lo scolapasta in testa, prenderemo forcone e mattarello per andare a ringraziare personalmente i “salvatori” e voteremo un qualche emulo di Putin che ci prometterà di uscire da questo sistema bacato. Sarà la rivoluzione, quella vera non quella farlocca degli indignados, che poi son nulla più che i soliti casseurs dei centri sociali, i soliti ricyclados de sinistra che da 43 anni cambian nome ad ogni “autunno caldo”. Perché il “bobolo” sarà anche bue, ma fino a un certo punto e quando lo affami si arrabbia. E quando si arrabbia son cazzi amari.
    (1) Silvio facci un ultimo favore. Nell’esilio ad Antigua prossimo venturo portati dietro Bossi e tutto il “Cerchio Magico”. Comunque hai poco da piangere. Ti han teso il trappolone per i tuoi rapporti con Putin e Gheddafi e la tua riluttanza a fare la patrimoniale, ma tu sei tonto e nel trappolone ci sei caduto come un povero pirla e sei il primo responsabile della tua caduta, ergo non fare troppo la vittima. Mi fermo qui che non voglio infierire troppo sul cadavere politico dell’idiota di Berlusconi.
    (2) Domanda, ma ora che ha finalmente ottenuto le dimissioni di Berlusconi cosa dirà Bersani? La fine di Berlusconi tutto sommato porta qualcosa di buono, finalmente ci leveremo dai piedi la compagnia dell’antiberlusconismo militante (Travaglio, Flores d’Arcais, Di Pietro, Santoro, Sartori, Scalfari etc.) che si ritroverà disoccupata.
    (3) Gli ex comunisti come il mai eletto Napolitano sono una specie assai curiosa. Un tempo erano servi dell’URSS, poi ritrovatisi senza padroncino si sono tuffati tra le braccia della finanza anglo-americana. Sebbene ci abbian fatto credere di essere comunisti per 50 anni in realtà dobbiamo concludere che questi siano solo appartenenti a quella ingloriosa stirpe di traditori della patria di cui da sempre brulica questo malandato paese e che si svendono al miglior offerente. Che sia Washington, Mosca, Londra o Bruxelles poco importa, loro la danno a tutti, basta che sia straniero.
    (4) Siccome pensar male è peccato, ma spesso ci si azzecca, immagino che il pastore tedesco abbia avuto rassicurazioni sull’intangibilità dei vergognosi privilegi di cui il Vaticano s.p.a. gode in quella che considera la sua dependance. Perché si sa, ultimamente il voto di povertà vale esclusivamente per i fedeli
    (5) Nello scorso post dedicato a codesto figuro m’era stato chiesto se Monti era colpevole di casi di frode come gli altri o se non poteva non sapere. Ho provato a cercare gli atti della commissione d’inchiesta. Sulla rete ho trovato molto riguardo i buchi lasciati dall’allora collega di Monti, Emma Bonino, nel suo dipartimento ma su Monti stesso ad oggi non ho trovato molto. Immagino quindi che sia la seconda, ovvero Monti vedeva e girava la testa dall’altra parte.
    (6) I media vi dicono “è stata la destra di Karamanlis a truccare i conti”. Errore, o meglio solo una mezza verità. La truffa contabile è cominciata con il governo socialista di Simitis e, come nella migliore tradizione della malapolitica è continuata in maniera squisitamente bipartisan con il governo conservatore di Karamanlis. Papandreu stava cercando di continuare la pratica, senonchè venne pescato con le mani nella marmellata da un’inchiesta del “New York Times” che svelò la truffa. Il resto è cronaca
    (7) Quando la Lagarde dice che siamo perfettamente solvibili forse si riferisce a questo dato. La ricchezza privata degli italiani è molto grande, un piatto molto ghiotto per i rapaci della finanza apolide, i cui megafoni nostrani (Corriere, Repubblica, la Stampa, Sole 24 Ore, Fini, Napolitano, Montezemolo, Marcegaglia) continuano in coro a ripetere “patrimoniale”
    (8) E a nulla serve avere il secondo deficit-PIL dell’Eurozona. A nulla serve aver aumentato il debito in termini assoluti meno di tutti i nostri partner dell’eurozona nel periodo della crisi (’07-’10). A nulla serve che le nostre famiglie e le nostre imprese da brave formichine siano meno indebitate delle famiglie e delle imprese europee bilanciando così lo stato cicala. Se la finanza apolide ha deciso di sbranarci nulla li può fermare
    (9) Perché pensate si fermeranno con la patrimoniale? No, l’appetito vien mangiando. Quindi vai con il prelievo forzoso, vai con le svendite di ENI-ENEL-Finmeccanica, vai con la reintroduzione dell’ICI, col taglio delle tredicesime e delle pensioni. Faranno come in Grecia dove decine e decine di piani lacrime e sangue non son serviti a nulla finché non ci ribelleremo

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  8. #28
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    Predefinito Rif: Un colpo di stato

    Tutti gli uomini di Mario Monti
    9 novembre 2011 | Autore Lino Bottaro

    E’ di oggi la notizia che Napolitano ha nominato Monti senatore a vita. Lo stà proponendo per un incarico pubblico? Povero Monti, aveva bisogno di una bella paga da nababbo come senatore a vita e quindi il Napoletano gliel’ha conferito, il titolo. Mentre gli italiani polli cercano soluzioni per pagare il debito lui va a fare shopping con i soldi nostri, il Presidente.
    Ma quali risparmi? Abbiamo un Presidente della repubblica che lucra sui viaggi aerei pagati dallo Stato, (Vedi video della TV tedesca pubblicato qui in StampaLibera) e distribuisce centinaia di migliaia di euro ai suoi amici della finanza internazionale nominandoli senatori a vita. Non bastano le miglaia di auto blu !! L’Italia controllata da una torma di politici servi è in putrescenza. Come si dice di un pesce marcio… che comincia a puzzare dalla testa? (ndr)
    Tutti gli uomini di Mario Monti
    Si scaldano Tabellini, Amato, Siniscalco e Saccomanni
    di Stefano Sansonetti
    Tutti gli uomini di Mario Monti - PRIMO PIANO - Italiaoggi
    Se riuscirà a insediarsi, al momento, non è dato sapere. Ma nelle convulse ore che si stanno susseguendo, l’ipotesi di un governo più o meno tecnico resta in piedi. Candidato numero uno alla sua guida è l’ex commissario europeo Mario Monti. Ma chi sono gli uomini che potrebbero affiancare l’attuale presidente della Bocconi nel ruolo di ministri? A prescindere da precisi incasellamenti, è inutile nascondere che, dietro le quinte, si sta scaldando un drappello di persone sulle quali Monti potrebbe voler puntare.
    Il primo della lista è Guido Tabellini, rettore della stessa università Bocconi ed economista conosciuto a livello internazionale. Del gruppo dei bocconiani Tabellini è il profilo considerato più «sicuro». Tra i più vicini a Monti, infatti, c’è anche Francesco Giavazzi, il quale però nel corso del tempo si è distinto per attacchi e censure che lo hanno reso inviso a molti ambienti. Il low profile mantenuto di Tabellini, in questo senso, rende l’attuale rettore molto più spendibile in un governo chiamato a far riemergere il paese dalle sabbie mobili della crisi.
    Altro profilo che circola è quello di Giuliano Amato. Il cui nome, a dir la verità, era stato sussurrato per ricoprire proprio la casella di presidente del consiglio. Si racconta addirittura di un incontro, avvenuto non molto tempo fa, in cui Monti avrebbe espresso la volontà di fare il ministro del Tesoro in un eventuale governo tecnico guidato da Amato. Adesso la situazione sembra essersi capovolta, ma i due rimangono assolutamente in lizza, anche se a parti invertite. Nella rosa, poi, spunta il nome di Domenico Siniscalco. L’ex ministro dell’economia, nato a Torino, ha cercato in tutti i modi di entrare nella corsa per diventare governatore della Banca d’Italia.Tentativo fallito, ma assolutamente non in grado di pregiudicare un nuovo blitz. Anzi, in alcuni settori si dice che Monti dovrà prestare attenzione a diverse istanze. Siniscalco, per esempio, negli ambienti imprenditoriali è molto stimato del concittadino Carlo De Benedetti, il quale recentemente ha raggiunto un accordo di collaborazione proprio con la Bocconi presieduta da Monti. Insomma, il presidente bocconiano si porterebbe dietro Tabellini, Amato e Siniscalco. Questi ultimi due, circostanza non di secondo piano, accomunati al primo da una certa affinità con il mondo della banche internazionali. Eh sì, perché Monti, il quale vanta un’incredibile rete internazionale di contatti che va dal think tank Bruegel al gruppo Bilderberg e al suo braccio armato, ovvero la Commissione Trilaterale, è anche international advisor di Goldman Sachs. Si tratta della banca d’affari americana della quale, in tempi e con ruoli diversi, hanno fatto parte personalità come Mario Draghi, Romano Prodi e Gianni Letta. Amato, dal canto suo, è senior advisor per l’Italia dell’istituto di credito tedesco Deutsche Bank. Siniscalco, a chiudere il cerchio, è vicepresidente di un’altra banca d’affari statunitense, la Morgan Stanley. Chissà, forse chi vede nel governo Monti il rischio di un Britannia 2, ossia di una svendita dei gioielli di stato, si basa proprio su questi legami.
    Ritornando alla composizione della squadra, assolutamente in lizza è anche il direttore generale della Banca d’Italia, Fabrizio Saccomanni, il quale, battuto sul filo di lana nella corsa a palazzo Koch, potrebbe essere risarcito con un bel posto da ministro. Possibilità di un certo peso vengono riconosciute anche a Vittorio Grilli, direttore generale del Tesoro molto legato al ministro dell’economia, Giulio Tremonti. E c’è chi sostiene che Piero Ichino, magari come ministro del lavoro, e Roberto Maroni, magari confermato nel ruolo di ministro dell’interno, abbiano valide carte da giocarsi. Nel frattempo ci si organizza
    Botteghe Oscure: Se non sono di Goldman Sachs, non li vogliamo


    Prodi, Dini, Padoa Schioppa, Mario Monti, Mario Draghi aparatchik di Goldman Sachs catapultati nel potere pubblico.

    di Tito Pulsinelli
    [2]E’ ormai vicino il giorno in cui gli ex Botteghe Oscure e la nomenklatura della “opposizione” dovrà spiegare l’acritico, succube, incondizionale e sviscerato amore per tutto quel che è targato Goldman Sachs.
    Gli orfanelli di Mosca, approdati al liberalismo nell’epoca della sua storica estinzione, hanno disinvoltamente calzato la sua negazione -lo spurio surrogato “neoliberista”- con verace furore sadomasochista. Non come astratta teoria ad uso delle madrasse accademiche o “bocconiche”, bensì come recidiva politica economica dei suoi governi. Romano Prodi, capo del più longevo governo di “centro-sinistra”, svolse la mansione di “senior advisor” di Goldman Sachs, sian dal marzo 1990.
    Tra il 2007 e il 2009, Romano fu il prode paladino delle banche e firmò vari decreti disegnati sulla misura degli speculatori finanziari. Con il consunto paravento del “governo tecnico”, Botteghe Oscure ha sempre affidato la conduzione dell’economia ai vari Dini, ai Padoa Schioppa che in Grecia svolse l’ultima missione di proconsole-becchino plenipotenziario del FMI.
    Che cosa c’è dietro questa succube love story con tecnocrati che hanno sempre lavorato per i grandi centri internazionali della speculazione finanziaria? Costoro, non sono mai stati servitori di due padroni -banchieri e salariati- ne hanno servito sempre uno solo. Anche Mario Monti è stato -dal 2005- advisor di Goldman Sachs.
    Per Mario Draghi, la nomenklatura della sinistra neoliberista non arrossiva a indicarlo come capo dei futuri governi post-Berlusconi. Eppure, l’attuale boss della BCE, aveva raggiunto il gradino gerarchico più alto, dal 2002 al 2005, come vicepresidente e responsabile di Goldman Sachs per l’Europa.
    Bisogna arrendersi all’evidenza: dirigere e pianificare la speculazione finanziaria globale non è un ostacolo per condurre l’economia di una nazione; bene pubblico ed interesse delle elites sono una unica e identica cosa. In sostanza, per chi si vergogna di Gramsci -molto apprezzato nei think tank della loro patria adottiva usamericana- e persino di Keynes, la ricetta idonea per difendere dal tracollo definitivo i salariati, classe media ed impresa nazionali, sono gli aparatchik del globalismo.
    La nomenklatura affida volentieri i malati alle cure dei funzionari d’alto bordo che hanno propagato con foga l’epidemia. Li agevolano persino ad arrivare alla testa delle banche centrali o dei ministeri dell’economia, affinchè possano usare l’erario pubblico per il “salvataggio” dei bancarottieri. E per adottare politiche catastrofiche tendenti a svendere i patrimoni nazionali con privatizzazioni forzate. A vantaggio degli ex datori di lavoro del capo della BCE e dei ministri economici preferiti a Botteghe Oscure.
    La “commissione” di Bruxelles e la BCE –eletti da chi? con quanti voti?- hanno oggi poteri di coazione per sanzionare i governi europei che non ridurranno del 7% la spesa pubblica. Ostentano un potere inferiore solo a quello dei fu governi sovietici, pianificando integralmente l’agricoltura, economia e finanza. Spingono in un vicolo cieco in cui 8 persone su 10, riceveranno meno redditi e servizi, con caduta dei consumi e della produzione, aumento esponenziale della disoccupazione, e gli Stati avranno meno entrate fiscali. A chi conviene?
    A Londra si alternano governi di segno apparentemente opposto, ma c’è l’unanimità su queste questioni perchè i governi hanno perso la sovranità economica. Laburisti o conservatori, possono decidore solo dove fare tagli o mettere tasse. Il “socialista” George Papandreu svende le imprese pubbliche alle multinazionali. Riduce gli stipendi, le pensioni e i posti di lavoro agli ordini del FMI. Affida la tesoreria pubblica alle banche europee. Sostiene la guerra della NATO contro la Libia. Lui dirige la Polizia costiera greca per rafforzare il blocco di Netanyahu su Gaza.”
    Ad Atene, Lisbona, Madrid, Budapest, Dublino contano soli i diktat lanciati dal FMI, BCE, agenzie di rating, cioè il potere internazionale de facto.
    Le pietanze previste dal menù elettorale sono identiche, e gli scenari prospettati dai fatiscenti partiti sono miraggi che si sostanziano solo di chiacchiericcio mediatico. Non rappresentano piú i cittadini europei. Per cercare soluzioni che non siano vantaggiose solo per il 20% della popolazione, è necessario oltrepassare il terreno della politica. Per dare un taglio ad un modello incapace di moltiplicare la ricchezza, che si vanta senza pudore di saper moltiplicare solo i milionari, è sempre più necessario varcare la soglia della lotta sociale, civica, trasversale, dal basso. E guardare coloro che hanno osato affrontare la “dittatura del mercato” o che seppero gridare “que se vayan todos!”, o che organizzarono referendum sul debito e sulle modalità con cui pagarlo, o meno. E’ così che l’Islanda ha strappato qualche risultato utile e vitale per le genti laboriose.
    Le nuove potenze emergenti, però, si distinguono per non sottostare al dogma della autonomia assoluta delle Banche centrali -vedi Cina- e per delimitare lo spazio di manovra del cosidetto “mercato”, rigettando il dogma della sua libertà assoluta. Tutto, assolutamente tutto, sia nella fisiologia umana, che nella natura e nelle scienze, funziona in base a regole e principi di autoregolazione e delimitazioni reciproche. Tutto ha limiti, perchè i mercanti di “valori cartacei” no?
    Non c’é piú la libertá di comprare buoni del tesoro emessi dagli Stati. I governi sono obbligati a indebitarsi con la banca privata. Perché? La “libertà del mercato” è un fondamentalismo oscurantista, con vocazione autoritaria, testo ad abolire la nozione del bene comune e nullificare le istituzioni su cui ancora i cittadini hanno qualche residuale influenza, attraverso il voto.

    Pubblicato da Selvasblog [3]
    Tratto da: Botteghe Oscure: Se non sono di Goldman Sachs, non li vogliamo [4]

    Articoli correlati:
    ABBIAMO SEMPRE VOTATO GOLDMAN SACHS SENZA SAPERLO [5]
    Goldman Sachs – “Memento audere semper” [6]
    Goldman Sachs e i suoi “prodi” alla conquista dell’Italia [7]
    La sera andavamo alla Goldman… [8]
    Nuovo Premier? Mario Monti o Mario Draghi? Chi preferite tra gli uomini Goldman Sachs? [9]
    L’Italia consegnata a Goldman Sachs … [10]

    Tutti gli uomini di Mario Monti | STAMPA LIBERA
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  9. #29
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    Predefinito Rif: Un colpo di stato

    Il drago rosso dell'Apocalisse, Draghi e Monti.


    Poteri occulti :: Il drago rosso dell'Apocalisse, Draghi e Monti.


    ARTICOLO DI PAOLO FRANCESCHETTI


    Amici miei, complottisti immaginari.

    Dopo il governo Berlusconi, arriva, come i “complottisti” avevano previsto, un governo tecnico. Vediamo il curriculum di Mario Monti, presidente dell’Università Bocconi, per capire chi è e cosa ci aspetta. Cito solo gli incarichi più significativi per noi, paranoici complottisti:

    1) Presidente europeo della Commissione Trilaterale.

    2) Consigliere di Goldman Sachs, la stessa banca d’affari di rilevanza mondiale da cui provengono Tremonti, Prodi, Draghi.

    3) Membro del Bilderberg Group.

    4) E’ ovviamente un accanito sostenitore dell’Unione Europea, tanto che nel 2010, su incarico di Barroso, ha anche preparato il libro bianco dell’UE.

    5) La sua attività si è sempre svolta in ambito bancario; tra le sue pubblicazioni ci sono libri come “Gli obiettivi delle banche”, “Ricerca sul sistema creditizio” e altri testi assolutamente indicativi della formazione e dell’ambiente culturale–politico da cui Monti proviene.

    Insomma… nessuno meglio di lui, dopo l’inizio dello sfascio del paese e dell’Europa in generale, era indicato alla guida dell’Italia per sfasciarla completamente e definitivamente.

    Era assolutamente ovvio che dopo Berlusconi nessun altro poteva governare, se non un governo tecnico. Berlusconi infatti, con tutti i difetti che possono attribuirglisi, ha comunque il grosso pregio di avere la stoffa del leader e la personalità idonea ad aggregare attorno a sé diverse fazioni. Nessuno, a sinistra, ha lo stesso carisma e potrebbe trovare un largo consenso (essendo la sinistra composta solo di decerebrati che ripetono la stanca litania di Berlusconi origine di tutti i mali); ma anche a destra pochi sono i politici che avrebbero potuto cercare di succedere a Berlusconi con una personalità altrettanto forte.

    Il governo tecnico, soprattutto, è una grande opportunità politica per poter operare quelle riforme che nessun altro politico avrebbe il coraggio di effettuare, per paura di perdere anche quel poco consenso che rimane a ciascun partito.

    Quindi il governo tecnico, e solo un governo tecnico, potrà attuare le seguenti riforme: liberalizzazioni delle professioni, aumenti delle tasse, soppressione dei carabinieri per farli confluire in Eurogendfor, imposizione di restrizioni alla libertà di stampa, di siti internet, e di manifestazione, completamento dello sfascio della giustizia e della scuola operando tagli di tutti i tipi.

    In conclusione.

    I complottisti sono paranoici e io sono un complottista.

    Noi complottisti paranoici vedevano un complotto ovunque, un complotto della Trilaterale, del Bilderberg e delle banche; noi complottisti paranoici pensavano che il problema mondiale più grosso fosse lo strapotere delle banche e la centralizzazione degli stati nell’UE.

    Sempre noi paranoici complottisti dicevamo che destra e sinistra sono sempre state d’accordo per condurre allo sfascio il paese, e che dopo il governo Berlusconi sarebbe venuto un governo tecnico, di larghe intese, approvato da destra e sinistra (basta vedere la mia conferenza di Verona di qualche settimana fa per ascoltare che avevo appunto previsto questo).

    Oggi, per pura coincidenza, ma solo per coincidenza, le nostre previsioni si avverano e alla guida della nazione va un uomo che appartiene alla Trilaterale, al Bilderberg, e che è emanazione diretta del potere bancario. E che ovviamente ha il gradimento di destra e sinistra.

    Veramente una incredibile coincidenza.




    Alcune rosee previsioni per il futuro.

    Cosa ci aspetta quindi nel prossimo futuro?

    - peggioramento della crisi economica e fallimento della maggior parte delle imprese;

    - aumento delle tasse e diminuzione dei salari;

    - perdita di potere di acquisto della moneta a favore della moneta cinese soprattutto;

    - aumento del potere invisibile delle banche: molte di esse falliranno apparentemente, ma considerando che sono tutte sostanzialmente in mano agli stessi poteri economici, non sarà un vero fallimento ma un sostanziale rimescolamento delle carte;

    - giri di vite autoritari su quella poca libertà di informazione e perdita delle libertà fondamentali: giustificheranno queste misure con la necessità di prevenire e punire i disordini (come è successo a Roma di recente) ma di fatto si tratterà di un giro di vite sull’informazione e sulle libertà fondamentali;

    - sfascio definitivo del sistema della giustizia: se non fosse bastata la riforma della prescrizione, la mediazione civile, la riforma del meccanismo dei concorsi e dell’esame da avvocato che ha mandato in vacca i criteri di selezione, e se non bastasse il recentissimo decreto stabilità che aumenta i contributi unificati in alcuni casi del 100 per cento, ci penseranno le successive riforme a creare un disastro totale: riforma delle professioni, riforma dei codici, cambiamento delle regole per l’accesso alla magistratura.





    Delirio complottista finale.

    Ora, in un delirio complottista paranoico, non solo non crediamo che sia una coincidenza che l’uomo delle banche per eccellenza sia stato posto alla guida del paese, ma pensiamo che non siano casuali neanche le date:

    11.11.11 (numero che contiene tre volte l’11, il numero della giustizia, e la cui somma finale è 33, il numero per eccellenza della massoneria): proposta alla presidenza del consiglio.

    13.11.11 (ove il 13 iniziale indica il cambiamento): nomina a presidente del consiglio.


    Probabilmente è anche un caso che lo sfascio dell’Europa venga dal sistema bancario e dall’Unione Europea, e che il simbolo della BCE, il cui attuale presidente è Draghi, siano dodici stelle attorno al simbolo dell’Euro, e che l’Apocalisse al capitolo 12 dica:

    Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto. Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso.

    E al capitolo 13:

    Il drago operava grandi prodigi, fino a fare scendere fuoco dal cielo sulla terra davanti agli uomini. Per mezzo di questi prodigi, che le era permesso di compiere in presenza della bestia, sedusse gli abitanti della terra dicendo loro di erigere una statua alla bestia …. e potesse far mettere a morte tutti coloro che non adorassero la statua della bestia. Faceva sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi ricevessero un marchio sulla mano destra e sulla fronte; e che nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome. Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia: essa rappresenta un nome d'uomo. E tal cifra è seicentosessantasei.




    Fine del delirio e ritorno alla normalità.

    Il delirio ora è finito. Ho preso la mia pillola quotidiana per evitare di vedere rose rosse, omicidi rituali, e complotti ovunque, e sono tornato sereno.

    Ora mi rendo conto che sicuramente sarà un caso che Draghi si chiama Draghi, e che Monti provenga dal sistema bancario di cui sia la massima espressione.

    Se lo votano sia la sinistra che la destra, sicuramente è perché vuole il bene del paese. Loro, i politici, si sa, in fondo lavorano per il bene del paese.

    Ora leggiamo il giornale, e vediamo cosa dicono i giornali. Quelli sì che fanno informazione. No come tutti questi siti internet complottisti che pensano che i politici siano tutti d’accordo sullo sfascio del paese.

    Sì a governo Monti, ma con paletti, dice il PDL.

    Voteremo il governo Monti, solo se lavorerà per il bene del paese, dichiara Di Pietro.

    Il governo Monti dovrà durare il meno possibile per poi andare a libere elezioni, dichiarano Bersani e Bertinotti.

    Sì a governo Monti, perché rappresenta una soluzione tecnica condivisa, dichiara Pannella, il leader della Rosa nel pugno.

    Meno male.

    Tiro un sospiro di sollievo.

    Per un momento, quando ho iniziato a delirare, ho pensato che la nomina di Draghi alla BCE e Monti alla Presidenza del Consiglio, rappresentassero la fine definitiva, il sigillo finale messo dal potere ai diritti dei cittadini.

    Ma sentire Bertinotti, il paladino dei poveri, che è dalla parte dei deboli, mi rassicura.

    Ma ancor di più mi rassicura Pannella, che ha sempre combattuto per i diritti civili. Figurarsi che quando non prendo la pillola per i deliri penso che non sia un caso quella Rosa nel pugno che è il simbolo del suo partito.

    Ora vado a festeggiare la fine del governo Berlusconi. Il problema del paese è risolto.

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    Predefinito Rif: Un colpo di stato

    Fratelli d'Italia?" - Il libro lanciato da Affaritaliani.it che aveva già previsto tutto

    Lunedì, 14 novembre 2011 - 185:28

    "Fratelli d'Italia?" - Il libro lanciato da Affaritaliani.it che aveva già previsto tutto - Affaritaliani.it



    In venti giorni prese forma un vecchio-nuovo blocco di alleanze che comprendeva l'Udc, buona parte del Pd, l'Idv, vasti settori dell'ex Pdl, con esclusione della residua fazione del Presidente - a questo punto meno di cento fra deputati e senatori - e il gruppo compatto della Lega, che si sarebbe astenuto. La nuova aggregazione dette vita ad un Governo battezzato dai giornali 'Governo di Salvezza Nazionale'. Lo guidava una personalità esterna non politica, Mario Monti". A scrivere questa previsione, sotto forma di racconto di un vecchio politico che guarda al passato, è un autore che vuole rimanere anonimo e che, più di un anno fa, scrisse un libro (Fratelli d'Italia?), pubblicato in esclusiva da Affaritaliani.it.

    Il romanzo anticipa quasi fedelmente gli intrecci politici che hanno portato alla caduta del berlusconismo e alla nascita di un governo tecnico, o di unità nazionale, presieduto da Mario Monti. "L'esecutivo schierava lo stesso Monti alle Finanze, D'Alema era Vice Presidente del Consiglio, Di Pietro alla Giustizia, Fini agli Esteri e Casini agli Interni".





    "Per gli altri ministeri pescava abbondantemente tra le migliori massime della società civile. Sotto il profilo nominalistico era il migliore dei governi che l'Italia avesse mai avuto dal 1945. Dal punto di vista dei numeri, poi, poteva contare su una maggioranza robusta. Il 'partito romano' gioì, quello Confindustriale e tecnocratico salutò, attraverso i suoi quotidiani, la nascita di una nuova stagione. I mercati reagirono brillantemente. Dall'estero giunsero commenti di esplicita soddisfazione. Ahimè, nessuno pensò al fatto che vale per la politica quanto vale per il gioco del calcio: soldi e campioni non bastano per vincere il campionato".

    L'Anonimo romanziere sembra centrare il punto e prosegue nella sua descrizione del futuro esecutivo: "il nuovo governo, dunque, si mise al lavoro con tre sostanziali obiettivi: contenere in modo vigoroso la spesa pubblica, rilanciare l'economia e l'occupazione e, in generale, ridare smalto all'immagine ammaccata delle istituzioni".




    Tutti fatti che sembrano essersi tradotti in realtà. Una lungimiranza sorprendente che ci fa dire che il futuro dell'Italia è già stato scritto. I capitoli del libro sembrano cronache giornalistiche, non previsioni dei prossimi mesi. L'unica opposizione vera individuata da questo schema è la Lega Nord. E gli ultimi eventi danno ragione all'Anonimo redattore. La segreteria politica del Carroccio ha deciso la riapertura del Parlamento Padano. Un organismo non istituzionalmente riconosciuto, che ha lo scopo di creare un governo ombra che dia voce ai 'popoli liberi del nord'. C'è poi un altro elemento che sembra avvalorare le ipotesi di "Fratelli d'Italia". Durante le consultazioni fatte prima della formazione del governo, Monti ha incontrato di persona tutti i leader dei partiti politici, tranne uno: Umberto Bossi. Il Senatùr si è limitato a telefonare al neo premier per comunicargli che la Lega non avrebbe votato la fiducia al governo tecnico.

    Coincidenze? Forse, ma il libro sembra averle azzeccate tutte e prosegue nelle sue previsioni di cosa accadrà nel nostro Paese. Il governo tecnico arranca, non riesce a fare le riforme e negli italiani cresce il malcontento, fino ad un punto di rottura. Durante un incontro calcistico tra il Chievo e il Catania ci scappa il morto, anzi, più di uno e tutti veneti. Il caso scuote il Paese, Luca Zaia accompagna le salme in un pellegrinaggio per la regione. Da qui la rottura. Il nord non ne può più di trascinarsi dietro il Sud e così si apre la crisi di governo che sfocerà nella secessione. L'Anonimo ha indovinato gli eventi fino ad oggi, lo farà anche per i prossimi?




    PER CHI FOSSE INTERESSATO A LEGGERE IL LIBRO "FRATELLI D'ITALIA"
    ALLEGO IL LINK:



    http://affaritaliani.libero.it/stati...secessione.pdf


    SCARICATELO SE NE SIETE INTERESSATI PRIMA CHE LO FACCIANO SPARIRE.

 

 
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