PRESENTA:
TRANSATLANTICO INFORMA
INDAGINI E NOTE SULL'AZIENDA ITALIA


PRESENTA:
TRANSATLANTICO INFORMA
INDAGINI E NOTE SULL'AZIENDA ITALIA
Ultima modifica di occidentale; 12-11-11 alle 18:20
"Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"
IL DISPUTATOR CORTESE
Possono tenersi il loro paradiso.
Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.


PRIMATO PRESENTA
TRANSATLANTICO INFORMA:
INCHIESTE SULLE SITUAZIONI POCO CHIARE E SUGLI SPERPERI DELL’AZIENDA ITALIA.
Molti degli utenti di Transatlantico sanno che lo scrivente ha fatto parte per un certo periodo della sua vita delle Forze Armate, quando esse facevano ancora ricorso alla Leva.
Alcuni degli stessi utenti di Transatlantico hanno avuto esperienze in questo senso o sono tuttora tra gli arruolati, penso al Sen. Italianista.
Mi punse vaghezza di capire come si sia giunti all'attuale situazione di crisi.
Ho quindi raccolto e parzialmente rielaborato alcune informazioni al riguardo, partendo proprio dalle (da me amate) forze armate italiane.
Le giro qua, per alimentare la discussione tra noi, e per dimostrare che non sono poi cosi' inattivo al collega Ste Compagno.![]()
"Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"
IL DISPUTATOR CORTESE
Possono tenersi il loro paradiso.
Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.


Intanto le informazioni di base, non sempre conosciute.
Spese a Confronto
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27 miliardi di euro la nostra spesa militare, grosso modo equivalente 37 miliardi di dollari USA, l’anno scorso.
Gran Bretagna e Francia hanno spese militari di poco superiori ai 42 miliardi di euro.
La Germania tocca i 32 miliardi, con le spese dello scorso anno.
Ovviamente gli USA sfondano di gran lunga il tetto dei 400 miliardi, avvicinandosi ai 500, tenendo pero’ conto delle spese complessive di tutte le armi e della Riserva, che assorbe un crescente importo di spesa anno dopo anno, dall’inizio delle avventure in Iraq e Afganistan.
"Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"
IL DISPUTATOR CORTESE
Possono tenersi il loro paradiso.
Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.


I problemi delle FF.AA.
Dissesto Gestionale Incombente
Negli scorsi anni le manovre finanziarie hanno scatenato un tornado di tagli sulla capacita’ di spesa delle forze armate, riducendole di fatto in una situazione ingestibile.
Questo per quello che riguarda le spese di gestione e di sviluppo, ovviamente, ossia quelle necessarie per sopravvivere come parte utile dello Stato.
Tenendo conto del fatto che gia’ prima delle riduzioni orizzontali di spesa fatte da Tremonti, il nostro era il paese che meno investiva in difesa in rapporto al PIL, le nostre forze armate non sono piu’ in grado di fare fronte decentemente ai loro impegni internazionali se non trasformando i reparti impegnati all’estero in reparti di serie A, il tutto a scapito dei reparti rimasti in patria, divenuti di fatto reparti di serie B, per dotazioni e disponibilita’ operative.
Molti reparti nazionali sono arrivati al punto di non avere i soldi per pagare la tassa sulla spazzatura, avendo l’esercito un debito pregresso di circa quaranta milioni di euro.
Dando una occhiata alle pubblicazioni di settore, le previsioni per il futuro si fanno anche piu’ pessimistiche.
Per il 2013 e il 2014 il panorama e’ decisamente fosco.
Le risorse stanziate per le operazioni estere stanno creando di fatto uno strumento militare a due velocita’, rendendo difficilissimo ai reparti interni il compito di fare quello che devono fare per rimanere efficienti e svolgere le loro attivita’ istituzionali.
I
La Formazione e l’Addestramento rischiano di scivolare al livello minimo.
Il cosiddetto modulo standard sarà garantito forse per un sessanta per cento del totale precedente to, con ovvie conseguenze su preparazione, addestramento operativo e sicurezza in azione del personale destinato all’impiego in Italia.
II
I programmi di integrazione multinazionali e italiani comprendenti le attività addestrative da svolgersi all’estero salteranno, assieme alle esercitazioni interforze previste per gli anni futuri.
Questo compromettera’ il sino ad oggi buon livello di capacita’ operativa multinazionale raggiunta dalle nostre forze armate.
III
Per quanto riguarda la manutenzione, sara’ impossbile evitare un progressivo e forte decadere dell’efficienza in questo settore.
“Non sarà assicurato il mantenimento di attrezzature e impianti né la manutenzione del materiale d’armamento e il ripianamento delle scorte funzionali del munizionamento e carburante. Si attendono inoltre gravi ripercussioni nell’ambito della Sanità, delle Artiglierie, della Motorizzazione e del cosiddetto C4, ovvero tutto ciò che attiene il comando e il controllo".
"È pertanto immaginabile la ricaduta in termini di sicurezza del personale che tale decadimento di mezzi e materiali potrà determinare".
IV
Stesso discorso per le Infrastrutture.
"Si aggraverà una situazione già particolarmente critica.
Con le risorse disponibili sarà difficile assicurare una minima capacità d’intervento per fronteggiare le situazioni di emergenza che si verificheranno in corso d’anno (crollo di coperture, rottura di impianti di riscaldamento, guasti a cucine)".
I comandanti non potranno provvedere "ai piccoli interventi connessi alla sicurezza dei propri dipendenti".
"Non sarà possibile alcun lavoro sugli alloggi demaniali occupati né il recupero del patrimonio alloggiativo rendendo impossibile l’assegnazione degli alloggi di servizio".
In crisi anche il funzionamento dei Comandi e "gravi ripercussioni si avranno per le missioni del personale militare e civile, necessarie a garantire il normale svolgimento delle attività istituzionali".
I tagli, infine, colpiscono anche l’editoria militare: rischiano di sparire infatti alcune edizioni storiche dell’esercito, come la Rivista Militare, il Rapporto Esercito e la Rassegna dell’Esercito.
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ottima iniziativa,occorre un pò di sana informazione contro coloro che nulla sanno ma tanto pontificano![]()


Faccio notare che nonostante il tanto parlare di riforme radicali nelle strutture dello stato fatto da destra e da sinistra, nessun piano organico e' stato mai
messo in piedi.
Per arrivare vicini ad un simile traguardo non bisogna fare la solita operazione demenziale comune ai nostri geni organizzativi italici, ossia penalizzare il personale dipendente e annichilire le possibilita' organizzative ed operative
diminuendo l’addestramento e decurtando le paghe.
Pratica fin troppo sfruttata nel passato, che adesso difficilmente potra' essere portata avanti.
Risolvendosi nel tagliare qualità e quantità di servizi al cittadino invece di snellire le strutture elefantiache, ha finito per esaurire le sue possibilita' di manovra ed utilizzo.
Esempio perfetto di questa demenziale tendenza, la gestione delle Forze Armate.
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Possono tenersi il loro paradiso.
Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.


Penso che Occidentale potrebbe sfruttare questo dossier sulle forze armate italiane di cui ha conoscenza di prima mano per preparare senza fretta e con tutto il tempo che ci vuole una accurata proposta di legge di politica reale di riforma delle forze armate italiane da presentare a nome di APL al prossimo turno di discussione del senato (questa volta c'è tutto il tempo per lavorarci senza fretta quindi)
Ultima modifica di C@scista; 12-11-11 alle 18:54


Apparato Elefantiaco e Ipertrofico
Il nostro esercito professionale conta 190mila uomini, tra cui 600 generali e ammiragli, 2.660 colonnelli e decine di migliaia di altri ufficiali- supera quello dei comandati.
I numeri ufficiali parlano chiaro:190.000 unita’ totali di cui 98.000 graduati.
In pratica i comandanti sono in numero maggiore dei comandati, fatto piu’ unico che raro nel Mondo.
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Possono tenersi il loro paradiso.
Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.


legge nella quale mi auguro venga trovato spazio per una richiesta di rispetto maggiore dell'articolo 52 della costituzione italiana


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Possono tenersi il loro paradiso.
Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.