L'ammontare della cifra intascata dal Vaticano ogni anno è di circa un miliardo di euro. Si tratta di una somma che non è affatto destinata ad opere di carità, come la pubblicità clericale cerca di far credere ogni primavera, nel periodo della dichiarazione dei redditi. Piuttosto - come ammettono le cifre ufficiali della CEI relative al triennio 2002-2004 - in media i fondi vengono destinati a interventi caritativi solo per il 20%...
...solo per il 20%...
...mentre al sostentamento del clero va il 34% e alle "esigenze di culto" il 46%.
Al miliardo dell'otto per mille dei contribuenti, va aggiunta ogni anno una cifra dello stesso ordine di grandezza sborsata dallo Stato (senza contare regioni, province e comuni) nei modi più disparati: nel 2004, ad esempio, sono stati elargiti 478 milioni di euro per gli stipendi degli insegnanti di religione, 258 milioni per i finanziamenti alle scuole cattoliche, 44 milioni per le cinque università cattoliche, 25 milioni per la fornitura dei servizi idrici alla Città del Vaticano, 20 milioni per l'università Campus biomedico dell'Opus Dei, 19 milioni per l'assunzione in ruolo degli insegnanti di religione, 18 milioni per i buoni scuola degli studenti delle scuole cattoliche, 9 milioni per il fondo di sicurezza sociale dei dipendenti vaticani e dei loro familiari, 9 milioni per la ristrutturazione degli edifici religiosi, 8 milioni per gli stipendi dei cappellani militari, 7 milioni per il fondo di previdenza del clero, 5 milioni per l'ospedale di Padre Pio a San Giovanni Rotondo, 2 milioni e mezzo per il finanziamento degli oratori, 2 milioni per la costruzione di edifici di culto, e così via.
Si arriva facilmente a una cifra complessiva annua di almeno 3 miliardi di euro. Ma non è finita: a queste uscite vanno aggiunte le mancate entrate per lo Stato dovute a esenzioni fiscali di ogni genere alla Chiesa, valutate attorno ad altri 6 miliardi di euro. Gli enti ecclesiastici sono infatti 59.000 e possiedono circa 90.000 immobili. Il loro valore ammonta ad almeno 30 miliardi di euro, ma essi sono esenti da imposte sui fabbricati, sul reddito delle persone giuridiche, sulle compravendite e sul valore aggiunto (IVA). Per capire l'entità di questa enorme cifra, complessiva di 9 miliardi di euro, basta notare che si tratta del 45% della manovra economica per la finanziaria del 2006, che è stata di 20 miliardi di euro. In poche parole, senza la Chiesa (o quanto meno, senza i suoi privilegi economici) lo Stato potrebbe praticamente dimezzare le tasse a tutti i suoi cittadini.
Tratto dal libro: Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici) di Piergiorgio Odifreddi.




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ncav:
