





Alla fine il socialismo sarà definitivamente schiacciato dal tarlo dei beni non riproducibili, o comunque per loro natura molto scarsi. Che, in fondo, è ciò su cui si basa la sete di ricchezza.
Ultima modifica di Theremin; 27-11-11 alle 16:31
I magnifici asini sardegnoli ma'acchiappano da sempre... (salvo.gerli)


Esempio di bene non riproducibile, o molto scarso: Scarlett Johansson
Quanti uomini, per "conquistarla", sarebbero disposti a soddisfare ogni sua richiesta?
La fiaba di Adamo ed Eva ed il frutto del peccato ha valenza universale, non vale solo per i giudìi ed i loro spin-off. Quanti uomini-Adamo sarebbero disposti a contravvenire alle regole del socialismo, pur di procurare i frutti del peccato (qualsiasi bene materiale scarso o non riproducibile) a Scarlett-Eva? Parecchi.
I magnifici asini sardegnoli ma'acchiappano da sempre... (salvo.gerli)


Ma perché proprio quella dovevi andare a scegliere che c'ha la faccia da porcellino d'india? Comunque, dando per buoni i tuoi gusti estetici, il problema sarebbe facilmente risolvibile con la tecnologia: la si clona e siamo a posto
Alla fine non sarà il socialismo ad essere sconfitto dai beni non riproducibili, ma il capitalismo dalla tecnologia libera di esprimersi senza vincoli di mercato...


Lasciando da parte per un attimo le donne con la faccia da porcellina (avercene...), cerco di spiegarmi meglio.
Perché molti uomini, oggi e da sempre, cercano di arricchirsi il più possibile? Per accumulare cartamoneta? No! Perché amano "affamare il popolo"? No!
La gente vuole arricchirsi perché così si può permettere i beni non riproducibili o scarsi di natura:
- La villa coi marmi pregiati e finiture d'avorio, madreperla, radica, tartaruga (materiali scarsi e non riproducibili)
- Le opere d'arte dei pittori e scultori famosi (pezzi unici)
- L'antiquariato di alto livello (non riproducibile/pezzi unici)
- Le prelibatezze gastronomiche (la natura non produce tartufi e caviale a sufficienza per soddisfare tutti)
- I vini ed i distillati di pregio (i vitigni d'eccellenza non possono essere estesi su larga scala)
- Gli abiti di alta sartoria (scarsi per definizione, altrimenti non sarebbero più abiti di sartoria, ma cineserie)
Tutto questo, spesso e volentieri, finalizzato alla conquista di Scarlett&C. (hai mai visto una bella fica mettersi con un barbone?), per cui ritorna il discorso di Eva e la mela proibita.
Tutte queste cose, molto scarse per loro natura o addirittura non riproducibili (non a caso il loro prezzo è elevato), non possono essere prodotte su larga scala (a meno di non disporre di quantità smisurate di energia a costo zero e prendersi la briga di costruire un aggeggio che le costruisca molecola su molecola, ma siamo veramente nel campo della fantascienza che nemmeno Luigi Cozzi...)
Insomma, il bisogno di arricchimento di molta, moltissima gente non può essere placato con il semplice discorso "potenziamo al massimo la tecnologia, in modo che non ci sia più bisogno di lavorare". La lotta per il possesso dei beni scarsi per natura e/o non riproducibili non si potrà placare.
I magnifici asini sardegnoli ma'acchiappano da sempre... (salvo.gerli)


Lombroso fascista? Hai ritratto perfettamente la sua mentalità citando la formula dell'imbecillità morale; che fosse un "progressista" (nel senso moralizzante e fideistico dell'espressione) non è un segreto. Peraltro è un autore contestato e controverso soprattutto per via di alcuni giudizi sui meridionali (considerati "arretrati" in accordo coi propri sentimenti progressistici) che complicano la sua recezione negli ambienti fascio-patriottici (ma davvero mi hai scambiato per un patriotta credere-obbedire? devi avere una definizione strana di fascismo).
Ultima modifica di Troll; 28-11-11 alle 10:26


Aridanghete con la storiella del nichilismo. Qui non c'è nessun nichilismo equivoco in ballo; c'è la constatazione razionale che la condotta degli uomini (dei soggetti se ti piace la parola) è mossa da inclinazioni e preferenze. Che non necessariamente coincidono con la tua. E che i soggetti agiscano secondo le proprio preferenze non implica un fantasioso dovere di tributare speciali trattamenti di favore al soggetto in quanto soggetto. Che l'Altro come soggetto debba essere trattato "sempre come fine e mai come mezzo" è un'esortazione gratuita alla quale si potrà aderire oppure no, e che come tutti gli enunciati normativi non ha nessun contenuto di verità (è razionalmente verificabile ciò che esiste; ciò che "dovrebbe essere", in quanto non è, non ha esistenza fuori dalla nostra arbitraria esortazione, che in questo caso corrisponde a una tua personale istintività empatica per tua stessa ammissione non condivisa dal grande numero degli uomini).
Ultima modifica di Troll; 28-11-11 alle 10:34


Prova a riflettere su quello che scrivi: cosa vuol dire "la mia scelta razionale non può essere messa sullo stesso piano di un'altra scelta irrazionale"? In precedenza hai giustamente parlato di "soggetti": ora quale soggetto nel tuo discorso è chiamato a collocare le scelte sui vari piani? Le scelte non si collocano da sole, è la tua soggettività a collocare il volontariato "sopra" l'ozio. Un altro soggetto darà una collocazione esattamente contraria.
Nella definizione di "soggetto" non c'è nulla che imponga di trattarlo come fine e non come mezzo; quella è l'opzione specifica di alcuni soggetti; mentre è connaturato al soggetto lo scegliere l'opzione che troverà congeniale. Quand'anche - per assurdo - in una dimensione parallela dell'universo fossero scolpite le Tavole della Legge su come l'uomo dovrebbe agire, proprio in quanto "soggetto" esso potrà rispondere: no, ciò non mi è congeniale, nulla mi vincola a muovermi diversamente dalla mia preferenza.
Allo stesso modo suonerebbe un po' goffo parlare di un "senso della realtà" fuori da quello che i vari soggetti-portatori-di-senso danno ad essa: quand'anche un ipotetico soggetto-Dio attribuisse un particolare senso alla realtà, un altro soggetto potrà dare ad essa un senso diverso: le nude cose non vanno in giro portandosi appresso un "senso", che viene invece proiettato dai soggetti (allo stesso modo in cui tu proietti arbitrarie connotazioni normative sull'idea di soggetto - il modo in cui dovrebbe essere trattato, ecc. - invece di limitarti a definire descrittivamente il soggetto come quell'essere che agisce e dà il proprio senso alle cose).
A te invece non fa paura il giudizio che "la maggioranza egoista degli uomini" darà del tuo sacrificio tafazziano?
Ultima modifica di Troll; 28-11-11 alle 10:55


Io non sono marxista, ma tu non credo che abbia capito più di me...
Tu domandi come sarà regolato il principio "da ognuno secondo le sue possibilità ad ognuno secondo i suoi bisogni". Io ti dico che nella fase transitoria, secondo i marxisti-leninisti sarà il partito ad organizzare la società su questo principio (dittatura del proletariato), mentre in una società comunista compiuta il tuo problema non si pone perchè la mentalità capitalistica (egoismo, profitto, mito del lavoro ecc.) sarà spazzata via...Questa è la risposta alla tua domanda.
La questione degli aborigeni che ti ho fatto come esempio serve a spiegarti che se tra gli occidentali e loro c'è una differenza di mentalità, questa non è legata a fattori genetici ma sociali. Vuol dire che da loro il problema del lavorare in più o in meno non si pone perchè loro non ragionano come te. Perchè?perchè non hanno subito le influenze del capitalismo (ovviamente nn contano gli aborigeni integrati, cioè quasi tutti).
La tua sempliciotta domanda poi parlava di comunismo e non marxismo. Le due cose non necessariamente coincidono, però questo tu non lo sai...Il comunismo c'è già stato per millenni e millenni e non ha avuto bisogno dei robot.